5 dischi della vita, scelti da Celestino Telera

02/09/2009

Cinque dischi italiani che ti hanno cambiato la vita: un po' scontato chiederlo a chi ha già da parte esperienze e carriere decennali, più interessante se a rispondere è un ragazzo di 21 anni come Celestino Telera, giovane talento ancora tutto da scoprire. Ha fatto la sua lista, ci racconta delle sue rivoluzioni personali, ci consiglia cosa ascoltare.

 



Recensire 5 album di musica italiana che mi hanno cambiato la vita è un impresa, soprattutto se devo escludere roba inedita che ogni tanto mi capita tra le mani. Eppure ho tirato fuori dal cilindro dei ricordi 5 lavori prodotti in Italia dal 1972 al 2008 che per me sono stati e sono tuttora molto importanti, dai miei 12 anni fino ad ora. (Celestino)

Samuele Bersani
"L'oroscopo speciale"
BMG Ricordi/Pressing (2000)

Era il Natale del 2000 e Bersani mi ha aperto le porte ad un nuovo mondo. Il disco è stato il vero iniziatore per quanto riguarda il mio interessamento alla scrittura di testi, in italiano, tendenzialmente senza senso, nascosti da qualche parte in un diario. Un album molto pacato, con sfumature leggermente dark, tappeti profondi ma non pomposi, melodie pseudo-popolari, strumenti etnici e soprattutto testi che hanno sviluppato un forte senso immaginifico ma allo stesso tempo tangibile.

Franco Battiato
"Fetus"
BMG Ricordi (1972)

Un disco rivoluzionario entrato a far parte della mia vita in un periodo altrettanto rivoluzionario: i miei 16 anni. La semplicità di brani come "Energia", "Una Cellula" , "Meccanica" innovati da strumenti all'avanguardia in quel periodo. Assenza di una vera e propria batteria, i brani però non perdono il loro pathos come nel finale di "Fetus" o di "Mutazione".Un disco che anticipa l'uso dell'elettronica, ora purtroppo stuprata e poco ricercata. Non 5 stelle, ne darei 10.

Area
"Maledetti"
Artis Records (1976)

Un mix geniale di musica apparentemente irrazionale. Della voce di Demetrio Stratos credo se ne senta la mancanza, almeno qui in Italia, sempre se la nostra generazione ne è a conoscenza. Forse non è posizionato in un periodo facile per la musica sperimentale e sicuramente non è facilmente digeribile da tutti, ma è un consiglio spassionato che faccio a tutti: ascoltare la voce di Stratos per poter assorbire quella forza vocale che manca a molti nel nostro Bel Paese.

Max Gazzè
"La favola di Adamo Ed Eva"
EMI (1998)

I brani di questo disco me li tengo stretti soprattutto dopo che sognai di suonare il basso con Gazzè in "La favola di Adamo ed Eva" in una fantomatica piazza di una fantomatica Lecce in una notte di qualche mese fa; di conseguenza quest'album è una new entry. In più o meno 10 anni sono passate tante cose e quest'album è un documento di cui ne vale la pena ricordarlo col tempo, i brani sono solidi come delle statue e riescono ancora a "salvarti sull'orlo del precipizio".

Beatrice Anolini
"A Due"
Utrovox (2008)

Al momento è l'unico album degli ultimi anni che preferisco nell'ambiente musicale italiano. Una ragazza coraggiosa che tira fuori dalla folta chioma frangettata un ottimo lavoro dalle varie sfaccettature molto personali. Dalle esplosioni classicheggianti di "New Manner" ad atmosfere esotiche fino a qualcosa che mi rimanda a Danny Elfman, che stimo molto, il tutto colorato da una voce alquanto aspra ma che personalmente non da fastidio. Una ragazza con i cojones, forse l'unica per ora.

 



 

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