Al primo ascolto è difficile non accennare un sorriso, se non direttamente ridere di gusto, alle peripezie raccontate dal buon 6occia. È successo anche a me, lo ammetto, ma dopo qualche ascolto in loop quel sorriso va svanendo e resta l’hangover per una vita già scartavetrata in tenera età. Dopo un po’ bisogna ammettere che forse spacca.
In una quotidianità post-adolescenziale esasperata dalla provincia, tutto nell’immaginario dell’artista bergamasco si ispira a continue provocazioni legate alle dipendenze e ai sensi, specie a quello tattili: sangue, sperma, sesso, droga, sudore. Ci aggiungiamo qualche problemino mentale non meglio definito. A vederlo non si direbbe, col fisico mingherlino e la faccia pulita racchiusa nel suo passamontagna, ma la fellatio notturna nel parcheggio di qualche supermercato credo sia l’esperienza maggiormente rappresentata nelle sue lyrics. E funziona abbastanza bene.

Curiosamente spinto da Madame che lo ospita con Nerissima e Papa nel pezzo Puttana Svizzera, è suo l’onere di chiudere una traccia abbastanza singolare che ben si sposa con le esplicite dichiarazioni d’intenti del nostro:
“In terapia ho trovato le cause
Ci ho messo dieci anni, però adesso scopo forte”
Beh che dire, buon per lui. È di fatti il suo debutto nell’industria musicale più chiacchierata, in un pezzo senza troppi peli sulla lingua come si può facilmente intuire. O almeno dipende. Ma comunque il nome di 6occia gira da un po’. Effettivamente un certo tipo di sofferenza traspare non poco, dietro il personaggio.
Calusco d'Adda è il paesotto da cui proviene, sulle sponde del fiume omonimo, a mezz’ora da Bergamo. Ora inutile dire che non ho avuto il piacere di trascorrervi del tempo, ma suppongo che il posto innesti meccanismi di tossicofilia non indifferenti. “Sono un cantautore trap”, affermava ai microfoni di un podcast, dove fa l’educato, sta al posto suo. La Fonte e Visione sono invece i due claim onirici che accompagnano una testualità ben più triviale che spazia dalla cultura meme da Reddit alla coca nei parchetti. Eppure il nostro nel brano con Madame afferma che, prima di ergersi a tour manager della sua minchia, si è preso il giorno dal lavoro di informatico.

Stando a Genius ci sarebbero delle robe pregresse con vari EP legati ad un estetica soft-queer e un po’ hyper-pop, pubblicati tra il 2018 e il 2023, ma credo che 6occia abbia fatto una bella pulizia: i pochi singoli online sono tra scale di grigi e contorni scandinavi dell’east-side Bergamo, pubblicati da un annetto scarso a questa parte. Comunque il tipo spacca. Ha un po’ i flow americani alla Playboi Carti, alla 6lack da cui il nome prende ispirazione, ma con un marciume più personale nei contenuti: il filo conduttore è ben delineabile tra i vari 13, Non È Tuff e Da Dove Vengo Io, sottintenteso da dove vengo io è famoso solo Bossetti. Alle produzioni Pietro Fichtner, già dietro le macchine di Sarafine, con speedy 808 belle inacidite. Tra i vari pezzi c’è anche spazio per un po’ di indie-trap con Cattive abitudini. Difficile pensare che non ricalcherà più quella strada, che incuriosisce per la sua forte emotività.
Il suo trip egopsicotico è riassumibile nel verso “Il mio rapporto con il sesso è sempre stato complicato”, concentrato della piccola ma impattante discografia del nostro che da un lato si allontana dalla retorica di strada cara al genere dall’altro si condanna agli spazi angusti per quanto grotteschi della provincia. Ecco, per esempio grottesco è un aggettivo che sta bene con 6occia. A me incuriosisce.
Personaggio abbastanza magnetico che vedremo come reggerà il palco in quel del MI AMI. Non so in che rapporti contrattuali sia con Paola Zukar, manager anche di Madame, visto che commenta spesso i suoi post: vedremo dunque quali saranno le sue prossime mosse, proprio nell’industria. Riporto in ultimo silenziosamente il "Fanculo ai media, meglio un figlio frocio che giornalista" per l’autodenigrazione quotidiana. Per oggi è tutto, a voi la linea.
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L'articolo 6occia scava la pietra di Redazione è apparso su Rockit.it il 2026-04-27 14:53:00

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