Gli Psicologi non hanno mai smesso di fare schifo

Dopo aver ascoltato il loro nuovo disco, "Millenium Bug", abbiamo chiesto Drast e Kaneki di parlare con i muri. Dall'amore all'antifascismo, dalle Peroni a Maria De Filippi, fino alle abitudini della quarantena, ne è venuto fuori un colloquio rispettoso e garbato
15/06/2020 10:20

I muri non mentono. Almeno, non più di certe categorie considerate autorevoli. E allora, ci siamo detti, facciamoli parlare. O meglio, facciamoli domandare. Così nasce questa nostra nuova rubrica, che parafrasa un'epic quote che farà balzare in piedi i malati di palla al cesto e chiedere se siamo "scemi o che" a tutti gli altri. Ospite della prima puntata un duo che coi muri potrebbe parlarci tranquillamente, e andarci pure d'accordo: gli Psicologi

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Un suono internazionale (o "cosmopolita" nella versione d'appendice), contemporaneo (in alternativa, fresco). La quintessenza dell'urban italiano. Il grande capolavoro di Marco e Alessio, i 19enni noti come Drast e Kaneki, è di fare sembrare d'un tratto sensate le definizioni più affannate della decadente critica musicale degli ultimi anni. Tanto è chiaro, nella sua semplicità e irreplicabilità immediata, quello che la loro musica trasmette, che quelle espressioni si riempiono d'un tratto di significato. La categoria, sentitamente, ringrazia. 

Oggi, a un anno e mezzo dalla loro dirompente apparizione, gli Psicologi firmano il loro primo album, che sin dal titolo celebra la deflagrazione più inconcludente di tutti i tempi: il Millenium Bug. 15 tracce che proseguono il percorso iniziato con Diploma e proseguito con gli ep palindromi 2001 e 1002. Un'operazione di coerenza, da parte di chi questo vezzo piccolo-borghese (artisticamente parlando) ha tutto il diritto di fottersene.

Ascoltare un pezzo come FCK U, con il feat. della meravigliosa Madame, è come guardare una puntata di Euphoria dopo anni della "grande fiction" Rai (oppure Baby, per chi ha almeno senso dell'umorismo). Un altro teen drama è possibile, insomma, e nasce sull'asse Roma-Napoli, in ossequio alla storia della narrativa patria. 

Kaneki: La frase mia.

Kaneki: Ma mai come San Lorenzo.

Drast: Io, invece, bello come Maradona.

 Kaneki: Regolare.

Drast: Non sarei in vita, se non la avessi.

Kaneki: Io in questo momento proprio no, un bancomat mi hanno appena trattenuto la postepay.

Kaneki: Oggi come ieri, odio polizia e carabinieri.

Drast: Che poi se mi chiedi i documenti e non hai i guanti, stai provando a contagiarmi?

Drast: Abbiamo fatto un disco e non possiamo fare i concerti, fai tu.

Kaneki: Cosa vuol dire situa?

Kaneki: Io la vorrei diretta da Pasolini.

Drast: La mia a tratti sembra diretta da Tim Burton.

Kaneki: Ma anche Peroni sbagliate come le mie scelte.

Drast: E ricordatevi che amare l’amaro aiuta ad amarsi.

Drast: Grandi ricordatevi di imparare dai vostri figli.

Kaneki: Aggiungo... e antisociali. 

Kaneki: Tette piccole cuore grande.

Drast: O forse si?

Kaneki: Per me voler dire qualcosa non significa sapere scrivere.

Kaneki: Come abbiamo sempre fatto.

Drast: Abbiamo mai smesso?

Drast: Lo metterei anche, ma è della taglia sbagliata.

Kaneki: O forse un giorno ci sposeremo.

Drast: Ultimi romantici.

Drast: Se fossi convinto, lo saprei.

Kaneki: Sì, la musica mi ha salvato dalla strada.

Drast: Anche meglio fratm.

Kaneki: E Maurizio Costanzo premier.

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L'articolo Gli Psicologi non hanno mai smesso di fare schifo di Dario Falcini è apparso su Rockit.it il 15/06/2020 10:20

Tag: Wall don't Lie

Pagine: Psicologi

Commenti (1)
  • Mario Miano 22 giorni fa

    Ho provato a sfidarmi ascoltando questo disco varie volte per capire come mai non ci trovassi un granché. Sono apertissimo musicalmente e alla fine riconosco che a 19 anni hanno comunque talento ad imbastire un grande nulla e farlo suonare benone. Bomba dischi fa il resto con la sua ineguagliabile tenacia ed eccellenza (sono la Silicon Valley Italiana a confronto con gli altri). Suonare bene tuttavia non è sinonimo di suonare bello e con tutta la fantasia e volontà, le tante canzoni scorrono con picchi verso il basso che sarebbero del tutto inascoltabili se non ci fosse comunque del talento dietro oltre all'apparato discografico che menzionavo prima.
    Credo che al di là di tutto manchino completamente le "canzoni", le intuizioni melodiche che ti fa arrivare la canzone pop perfetta che travalica il genere e i gusti. Per questo fa sorridere l'accostamento con "baby" di Madame che è una bomba pop prodotta dai Crookers e che ti entra in testa come melodia, voce, produzione e splendida brevità.
    Certo sono cliccatissimi e bisogna parlarne, "costruirci un muro" che magari domani cadrà ma sospetto che non abbiano niente da dire al momento, anche se prossimamente potrebbero crescere scrivendo "le canzoni" che ora sono non pervenute.
    Non tutti arrivano ai 19 anni con il turbo di Tha Supreme, che guarda caso ha fatto una delle sue canzoni più lunghe, "spigoli" che supera addirittura i 4 minuti. Il ragazzo aveva ancora di più da dire e infatti la canzone è pura luminescenza pop, cambia di continuo, ha degli scatti ritmici e vocali impressionanti e una costruzione musicale che lascia senza fiato.
    Nulla da eccepire ma la musica bella non è poi così facile da ascoltare con tutta quella che passa. E a questo giro davvero non ho capito.

    > rispondi a @mario.miano.39
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