Gli Afterhours di Manuel Agnelli, i testi e la discografia, da "Germi" a "Padania"

Gli Afterhours sono considerati uno dei gruppi più importanti della musica alternativa italianaGli Afterhours sono considerati uno dei gruppi più importanti della musica alternativa italiana
01/03/2013

L'ultimo album della ricca discografia degli Afterhours di Manuel Agnelli è “Padania”: riconosciuti come uno dei gruppi più importanti del rock italiano, gli Afterhours sono noti anche per i loro testi e per aver ispirato moltissime band della generazione successiva, inventando un suono rock italiano che affonda le sue radici oltreoceano, e che ha reso celebri dischi come “Quello che non c'è” e “Non è per sempre”.

Dal testo di “Padania” degli Afterhours: “Se un sogno si attacca come una colla all'anima / Tutto diventa vero tu invece no / Ma puoi quasi averlo sai / Puoi quasi averlo sai / Tu puoi quasi averlo sai / E non ricordi cos'è che vuoi / Ha ancora senso battersi contro un demone / Quando la dittatura è dentro di te?”



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Gli Afterhours iniziano la loro carriera a Milano a metà degli anni '80, e dopo la pubblicazione di alcuni EP in inglese, pubblicano il primo disco in italiano, “Germi”, un album sorprendentemente violento con le sue incursioni noise, ma anche capace di efficaci aperture melodiche, come nella ballata “Dentro Marilyn”, di cui Mina realizza una cover nel 1997 dal titolo “Tre volte dentro me”. Il videoclip di “Germi” viene censurato dalle televisioni italiane per le scene di violenza su un pollo presenti nel video.
Il 1997 è l'anno di “Hai paura del buio?”, pubblicato da Mescal e considerato uno spartiacque per tutta la musica indipendente italiana. E' il disco che definisce il linguaggio degli Afterhours: a quelli punk e grunge, si alternano tratti acustici e grandi ballate rock, senza dimenticare la sperimentazione. "Hai paura del buio?" contiene alcune delle canzoni più amate dal pubblico degli Afterhours, “Male di miele”, “Voglio una pelle splendida”, “Lasciami leccare l'adrenalina”.

Dal testo di “Male di miele”: “La sicurezza ha un ventre tenero / Ma è un demonio steso tra di noi / Ti manca e quindi puoi non crederlo / Ma io non mi sentivo libero / Copriti bene se ti senti fredda / Hai la pressione bassa nell'anima / Com'è strano il sapore che riesco a sentire / Male di miele”



Nel 1999 gli Afterhours accolgono nell'organico Dario Ciffo al violino e pubblicano “Non è per sempre”, un disco meno ruvido dei precedenti, che per la prima volta fa uso di arrangiamenti orchestrali e di un'elettronica moderata, accompagnato dai testi sempre significativi di Manuel Agnelli, come l'inno generazionale “Non si esce vivi dagli anni '80”.
Dopo “Non è per sempre”, Manuel Agnelli collabora con Emidio Clementi al progetto Gli Agnelli Clementi, pubblica la sua prima raccolta di racconti “Il meraviglioso tubetto” e dà vita al progetto del festival itinerante Tora! Tora! Festival, che raccoglie in diverse date tutto il meglio del rock alternativo italiano.
Dopo la pubblicazione del doppio live “Siam tre piccoli porcellin”, Xabier Iriondo lascia gli Afterhours, e il loro suono si evolve ancora in “Quello che non c'è”, un disco più intimo e per certi aspetti scuro, sporcato dalla psichedelia dei violini, con molti riferimenti all'India e un esplicito omaggio ai Massimo Volume nel brano “Ritorno a casa”. “Quello che non c'è” arriva fino al quarto posto delle classifiche di vendita in Italia, trascinato dal singolo “Non sono immaginario”, e segue un lungo tour di concerti con Mercury Rev e Twilight Singers.

Dal testo di “Quello che non c'è” degli Afterhours: “Curo le foglie / Saranno forti / Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti / Ma questo è camminare dritto sull'acqua e / Su quello che non c'è / Perciò io maledico il modo in cui sono fatto / Il mio modo di morire sano e salvo / Dove m'attacco / Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia / Quello che non c'è”



Nel 2004 viene pubblicata la cover degli Area “Gioia e rivoluzione”, contenuta nella colonna sonora del film “Lavorare con lentezza”, in cui gli Afterhours appaiono proprio nei panni della band di Demetrio Stratos.
Nel 2005 esce “Ballate per piccole iene”, prodotto da Greg Dulli, che porta gli Afterhours a suonare in un tour negli Stati Uniti dopo la pubblicazione della versione in inglese del disco “Ballad for little hyenas”, con l'aggiunta della cover di “The bed” di Lou Reed.
Nel 2007 gli Afterhours danno vita a un vero e proprio archivio storico: la pubblicazione di due doppi dvd dal titolo “Non usate precauzioni/Fatevi infettare” e “Io non tremo”, che racconta i vent'anni di carriera della band, raccoglie moltissimi video live e tutti i videoclip realizzati, con interviste agli ex-componenti, ai produttori, e a tutte le persone che in qualche modo hanno gravitato intorno al successo degli Afterhours.
Nel 2008 esce “I milanesi ammazzano il sabato”, sesto album in italiano, di cui viene realizzata anche una reissue edition con alcune tracce live e la cover dei Nirvana “You know you're right”.
Nel 2009 gli Afterhours lasciano la storica etichetta Mescal in favore della Universal, e partecipano al festival di Sanremo con “Il paese è reale”, suscitando non poche polemiche tra i puristi del rock: vengono eliminati al primo turno, ma ricevono il premio della critica Mia Martini. Il brano “Il paese è reale” viene pubblicato nella compilation “Afterhours presentano: Il paese è reale (19 artisti per un paese migliore?)”, in cui appaiono Dente, Zen Circus, Zu, Paolo Benvegnù e altri rappresentanti della migliore musica indipendente italiana. Nel tour estivo del 2011, torna a suonare con gli Afterhours Xabier Iriondo e nel 2012 viene pubblicato l'ultimo album in studio “Padania”, con l'etichetta fondata dagli Afterhours, la Germi.

L'ultimo singolo estratto da "Padania" è "Spreca una vita": "Un cambio di scena / di velocità / un nuovo già marcio / l'oscurità / il bigottismo / l'etica cieca / l'inganno / l'imbroglio / che spreca una vita / oh bimbo / diventa ciò che sei / adesso sei un uomo"

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