Fuga da Alcatraz: il sorprendente successo live della musica indipendente italiana

Foto di Starfooker - i cani live all'alcatrazFoto di Starfooker - i cani live all'alcatraz
23/02/2016 di

L'Alcatraz di Milano è uno storico locale per concerti, molti di voi ci saranno stati una o più volte. Forse è la venue più grande della città, se si escludono forum e palazzetti dello sport che appartengono comunque ad una diversa categoria di spazi. Suonare all'Alcatraz vuol dire essere arrivati al top della propria gamma e potersi permettere di produrre uno spettacolo nel più grande locale per concerti della città con il maggiore mercato di musica dal vivo d'Italia. Se poi si riesce addirittura a riempirlo allora il successo diventa anche un biglietto da visita importantissimo per dimostrare la capacità di attrattiva nei confronti di un pubblico più ampio, magari quello dei festival estivi.

Solo qualche giorno fa siamo andati all'Alcatraz per la data de I Cani + Calcutta. Un sold out non del tutto atteso. Migliaia e migliaia di biglietti venduti in prevendita con un pubblico molto attento e gia presente in massa per la band di apertura. Parziale stupore perché siamo abituati a parlare di nomi del genere come di fenomeni underground destinati ad un pubblico esiguo dal "palato fino". Ma che vorrà dire poi una frase del genere? Forse quello a cui stiamo assistendo in queste ultime settimane e mesi è un cambiamento silenzioso nei gusti e nei consumi culturali-musicali del nostro Paese.

Il tutto esaurito de I Cani non è un caso isolato ma l'ultimo episodio di una fortunata serie di eventi dal vivo tutti accaduti in città nel corso delle ultime settimane. I Ministri prima (che esordirono proprio come I Cani tanti anni fa al MI AMI) e i Fast Animals And Slow Kids poi sono solo due degli ultimi esempi di come negli scorsi mesi si è riuscito a riempire un luogo così importante (e imponente) con mezzi e un linguaggio diverso sia da quello dei talent show che delle tipiche band mainstream. Da una parte i FASK hanno deciso di applicare un biglietto politico (5 euro) che ha permesso di gonfiare i muscoli del proprio pubblico e quindi di appropriarsi di uno spazio così grande che hanno poi però perfettamente sostenuto dal punto di vista musicale e artistico.

Dall'altra i Ministri che pur essendo quasi dei veterani della musica rock italiana sono da sempre una voce fuori dal coro per lo stile che hanno nel promuovere il proprio progetto e per le posizioni politiche e sociali. Al posto di ospitate televisive e featuring importanti hanno deciso di suonare a perdifiato in tutta Italia con centinaia di date sparpagliate negli ultimi anni. Una strategia che gli ha permesso di costruire una fanbase solida e costante che ha riempirto fino all'orlo l'Alcatraz di Milano così come molti altri grandi locali italiani.

La storia è simile a quella de I Cani: un percorso artistico regolare, nessun grande exploit o scandalo mediatico. Solo buona musica, per nulla facile per giunta, e una credibilità live costruita nel tempo. Un successo arrivato oggi portando in giro un disco come Aurora: non certo un album fatto di inni da stadio quanto piuttosto un disco intimo a tratti persino crepuscolare.

(Federico Dragogna de I Ministri live all'Alcatraz. Foto di Starfooker)

Poco male: con l'aiuto del socio Calcutta (anche se forse la sua è una storia un po' diversa, qui l'ascesa è davvero veloce e spettacolare) anche per la band di Niccolò Contessa è stato sold out all'Alcatraz. Se due indizi fanno una prova allora tre o quattro di seguito sono un caso di studio decisamente interessante da analizzare. Soprattutto per le case discografiche major che da tempo lamentano una capacità di mantenersi rilevanti sul mercato con nuove proposte fatta eccezione appunto per i fuoriusciti dai talent show e le rapstar che hanno invaso il mercato discografico e la discussione pubblica riuscendo persino a far sorgere il dubbio, per l'ennesima volta, che il "rock è morto".

La stessa definizione di rock lascia ormai il tempo che trova. Cosa è rock oggi? Il metallaro che scuote la chioma al vento? Il tapping a 10 dita? Rock è qualunque cosa che sia musicalmente innovativa e di rottura, interessante a appasionante al tempo stesso. Che si tratti di musica elettronica o rap ed è proprio con questo atteggiamento di apertura che ne vorremmo discutere su Rockit. Se però parliamo di musica a base di chitarre e ritornelli pop allora gli esempi di cui abbiamo discusso qui sopra sono certamente la prova di un modo diverso di produrre-suonare-spingere la musica in Italia è finalmente possibile. Grazie alla tecnologia che disintermedia molti dei passaggi un tempo nelle mani delle case discografiche oltre che all'evolversi del gusto dei ragazzi che passano le giornate su Spotify invece che ascoltare i network radiofonici limitati ai "soli grandi successi".

Tag: opinioni

Commenti (13)

Carica commenti più vecchi
  • Hellfo 23/02/2016 ore 18:25 @hell.fo.3

    Beh massive attack non direi che siano underground sinceramente

  • Lesterio Scoppi 25/02/2016 ore 16:59 @dienostalgie

    però son buona musica

  • Hellfo 25/02/2016 ore 20:21 @hell.fo.3

    Questo è certo

  • maraboump 28/02/2016 ore 16:16 @maraboump

    FASK, siamo rimasti agli anni 2000 con Four Year Strong e quant'altro ... "altro che palato fino", ritardi generazionali.

  • Roberto Lai 20/04/2016 ore 10:33 @roberto.lai.104

    Se Calcutta e I Cani sono la nuova avanguardia dell'underground Italiano, siamo messi peggio di quanto mi aspettavo

Aggiungi un commento:


ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati