ALL ACCESS PHOTO / HOW TO / 04 BACKSTAGE Rubrica

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18/06/2014 di

I backstage sono in generale una delle situazioni più interessanti da fotografare quando ci si accosta alla fotografia di musica: si tratta di riuscire a documentare la spesso difficilmente accessibile realtà di quello che succede al di là del palco. Per il fotografo è importante costruire un rapporto con le band e le loro crew, cercando allo stesso tempo di mantenere un occhio esterno per riuscire a raccontare quella realtà in modo chiaro e interessante.



HOW TO / INTERVISTATI

Cesare Cicardini
http://www.cicardini.com/

Chiara Mirelli
http://www.chiaramirelli.com/home

01. Cosa ti interessa documentare quando devi fotografare il backstage di un concerto o di un tour?

CESARE CICARDINI / Cerco di raccontare quello che si può provare ad essere in quel posto. In un backstage prima del concerto c’è un’energia compressa che appena sbarcata la soglia scoppia, e quella tensione che c’è in aria è la cosa più interessante. Mi interessa anche il dopo perchè c’è un'altra atmosfera, dove l’adrenalina è ancora molto alta, e la si percepisce anche fisicamente perchè gli artisti sono provati dopo aver suonato, perchè ci sono i fan che vogliono entrare e cosi via. Il backstage è un luogo estremamente vivo.

CHIARA MIRELLI / I momenti privati, quando il musicista sta per i fatti suoi, o con i suoi musicisti o staff, quando diventano ragazzi qualunque e chiaccherano di calcio, musica, politica o anche di cretinate...

02. Qual è la tua modalità di lavoro in questo tipo di situazione? Come costruisci il rapporto con la band che devi fotografare?

CESARE CICARDINI / Il mio obiettivo è diventare parte della situazione e quindi nel backstage tu ci sei come una presenza non estranea ma d’insieme, e questo vuol dire che l’artista si dimentica di te. Io sono sempre per cogliere quello che sta veramente accadendo e non forzare la realtà, non metto mai in posa uno in un posto dove non è da posa. Si devono dimenticare di te, della tua macchina fotografica. Prima di fotografare le cose le devi sentire, non puoi sparare a caso. Se non le senti non potranno venire fuori queste cose, quando le hai sentite vuol dire che sei dentro la storia, altrimenti continui a fare centinaia di foto e sicuramente una o due ti verrano fuori ma non è la mia modalità di lavoro.

CHIARA MIRELLI / Parlare e comunicare con le persone penso sia la cosa piu naturale da fare sempre, quindi quando il tempo lo permette perdere anche una giornata senza far foto ma osservare, chiacchierare e far abituare la persona alla tua presenza. Se non c’è tempo improvviso un po’ e chiacchero mentre lavoro, un argomento comune lo si trova sempre, puo essere un libro, un concerto o una ricetta di cucina!



I Coldplay fotografati da Cesare Cicardini, per gentile concessione.


03. Ci sono delle situazioni che uno deve assolutamente individuare nel fotografare il backstage per costruire un racconto visivo che abbia una sua coerenza?

CESARE CICARDINI / Ogni backstage è sempre diverso. Per esempio seguendo Elio e Le Storie Tese in tour eravamo alla Festa dell’Unità di Carpi. In una situazione cosi ti aspetti che ci sia un backstage giusto, invece era un container brutissimo, una tenda nello sterrato e due panchine in legno. Nel container c’era una scritta fatta dagli Skiantos che mandava affanculo Elio e Le Storie Tese, e quella foto è diventata parte del servizio che è stato pubblicato per Rolling Stone. Quindi uno non può avere dei clichè, devi sfruttare la situazione nella quale ti trovi. Quando sei in un posto devi capire l'essenza di quel posto e sfruttarlo a livello fotografico. Perchè non è che puoi portare delle luci, ti devi adattare quindi devi interpretarlo di volta in volta.

CHIARA MIRELLI / Ognuno deve crearsi un racconto e capire cosa vuol far percepire o vedere a chi guarda le fotografie a lavoro finito, quindi non direi che ci sono situazioni obbligate, sta tutto nella sensibilità e stile del fotografo.

04. Quali sono le principali difficoltà che un fotografo può incontrare nel fotografare i backstage?

CESARE CICARDINI / Quando fotografavo in pellicola sicuramente le difficoltà che ho avuto riguardavano la luce, dovevi impostare in precedenza la sensibilità, invece adesso con il digitale si è sicuramente più avantaggiati. Le difficoltà sono sempre gli spazi con poca illuminazione, oppure brutti.

CHIARA MIRELLI / Se sei nel backstage e sei autorizzato a fotografare direi che non hai piu difficoltà, ormai sei lì e sfrutta l’opportunita che hai. Sii comunque professionale e discreto e non continuare ad aprire il frigo e prender birra come se fosse tutto tuo perché non lo è.. l’educazione prima di tutto.

Nina Zilli fotografata da Chiara Mirelli, per gentile concessione.


05. Quali sono per te i principali riferimenti visivi e i lavori più interessanti che sono stati sviluppati su questo argomento?

CESARE CICARDINI / Le "VERE" fanzine degli anni '80 come l'italiana T.V.O.R (Teste Vuote Ossa Rotte) o la famosa Search & Destroy di San Francisco.

CHIARA MIRELLI / La Leibovitz coi suoi Rolling Stone sicuramente, mi piace molto Autumn De Wilde che ha sempre seguito Beck, il lavoro sui REM raccolto nel libro Hello, o quello di Pep Bonet sui Motorhead. Nel libro Family Lauren Dukoff racconta non tanto il backstage ma il rapporto di amicizia e collaborazione di un gruppo di artisti californiani capitanati da Devendra Banhart, e poi tutto Hedi Slimane e il lavoro meraviglioso di Luigi Ghiri su Lucio Dalla.

A cura di ALL ACCESS PHOTO

Tag: how to

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