Alpheus - MarteLive - Roma Live report, 16/05/2006

30/05/2006 di

(Foto di Daniele Follero)

Sara Scheggia e Sara Loddo, le nostre due collaboratrici romane, si chiamano. "Hey, Sara, andiamo?". "Ma si, dai, andiamo!". E vanno. Obiettivo: l'Alpheus; motivazione: la giuria di MarteLive. Rassegna ormai consolidatissima, offre alle band l'opportunità di esibirsi su un bel palco sfidandosi tra loro. Ecco quanto successo, raccontato da Sara Loddo.



Arriviamo all’Alpheus. Siamo le rappresentanti Rockit per questa sera al Martelive, il festival, giunto quest’ anno alla sesta edizione, che vede la partecipazione di un centinaio di artisti emergenti in diversi ambiti. C’è la sezione teatro, quella della musica, della pittura, della video arte, della fotografia e tante altre.

Noi, naturalmente, siamo qui per la musica. Ascolteremo i quattro gruppi in gara stasera per poi esprimere un giudizio.

Vaghiamo da una sala all’altra, attraverso gente, quadri, fotografie, fumetti. C’è una bella atmosfera. Tante persone. Molte sono qui per le band ospiti: oggi ci sono i Cappello a Cilindro, i Rosso Malpelo e i Soluna, un gruppo di capoeira, cosa che fa sempre spettacolo. Molti espongono le loro opere. Gli altri immagino siano qui semplicemente per curiosare o per supportare qualche amico.

Dalle dieci e mezza alle due nella sala-musica si susseguono le band, inframmezzate da brevi rappresentazioni teatrali, alcune carine e divertenti, altre meno (soprattutto quando, probabilmente a causa di in un’erronea considerazione dei tempi, il gruppo dietro il sipario è costretto ad aspettare un po’ troppo). Iniziano gli Ultimavera con un cantautorato nostrano tendente ora al rock ora allo swing. Seguono i Masquera, con un alternative rock marleniano. Poi, i Rein, band folk-rock più conosciuta da chi assiste o, forse, più apprezzata. Qualcuno balla, ma ancora comunque c’è una certa distanza fra palco e pubblico. Soltanto gli Oink! riescono a colmarla. Probabilmente perché fra il pubblico si nascondono non pochi estimatori dei Fantomas, gruppo di chiaro riferimento per la band di chiusura. (Oppure, prima di indossare le loro maschere circensi, gli Oink! hanno sistemato una grossa calamita sul palco, naturalmente soltanto dopo aver furtivamente riempito di oggetti metallici le tasche degli astanti. Mah! Chi può saperlo? In ogni caso sono abbastanza bravi nel reggere il confronto con la band di Mike Patton).

In generale si ha l’impressione che il lato musicale sarebbe potuto essere migliore. Le band non reggono per l’intera mezz’ora a loro disposizione: dopo i primi due o tre pezzi, infatti, è la noia ad avere la meglio. Che ci sia stata una nuova valutazione sballata dei tempi? Difficile dirlo. La questione potrebbe essere più semplice, trattandosi soltanto di un problema di band.



Pagine: Rein Masquèra Ultimavera

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