Andate Tutti... in Tasmania

10/10/2008

(Un canguro)



Per arrivare in Tasmania dall'Italia ci vogliono 5 aerei, 24 ore di volo più gli scali e una volta giunto a destinazione ti aspetta la stagione esattamente contraria a quella da cui sei partito e un bel +10 sul fuso orario. Il risultato è un Jet-lag stupefacente, sopratutto se parti il primo Gennaio.

Così fra Londra, Singapore, Sydney, Melbourne ed Hobart partono gli Zen Circus, Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti e Pierpaolo Pasolini. Tutti insieme. Davide Toffolo lo conoscevamo già noi Zen, era e rimane per noi un ragazzo intelligente. Merce rara essere contemporaneamente ragazzi, intelligenti e curiosi a 44 anni. Pierpaolo Pasolini è un mitomane che è convinto di essere Pierpaolo Pasolini il poeta, lo scrittore, il regista, il contestatore vivente. Ce lo siamo portati fra le dita e la mente del ragazzo Toffolo, soprannominato immediatamente dalla ciurma Zen come Toffler.

In Tasmania a volte capita che trovi ad aspettarti un festival la cui direzione artistica è di Brian (Ritchie) che insieme al multimilionario David Walsh (proprietario del brand Moo Brew) ha creato questo corto circuito artistico-visivo-musicale in una città di mare, Hobart, che si può definire un'utòpia culturale nel profondo sud dell'Australia - ergo - del mondo.

Istallazioni, workshops, concerti, light shows, reading. Tutto, davvero tutto. Dall'Europa, dagli Usa, dall'Australia, dal Giappone, dall'Africa. Si mescolano per le strade, nei teatri, nei palchi le arti, i generi musicali, i sorrisi.

Appena arrivati ci sbattono in un cottage da favola e ci lasciano cullare dall'estate improvvisa. Ci ambientiamo e cominciamo a vivere questo angolo di mondo agli antipodi. Non senza la nostra buona dose di pisanità. La presenza di una griglia ci consola, sopratutto a me che ho tre calcoli alla cistifellea da operare a Marzo e non posso mangiare che carne o pesce alla griglia e pasta all'olio crudo. Mica male alla fine dei conti, Hobart è la patria del pesce fresco.

La prima data è il 6 Gennaio, al Peacock Theatre. Una specie di warm up per il festival che comincerà ufficialmente il 9 Gennaio. Lo spettacolo si chiama Pasolini Project, altro non è che lo spettacolo su Pasolini che Davide aveva già portato dal vivo con i TARM, adattato e rivisto al repertorio Zen Circus. Brian suona con noi. Al teatro si suona alle 18.00, dopo un workshop di Davide affollato e tradotto in simultanea da Ufo in stile nazioni unite. Ci chiediamo come andrà ed ecco la risposta: mucchietti di persone non riescono ad entrare, il teatro è stracolmo. La fatidica parola Sold out, solo che non si pagava in effetti, quindi la parola giusta è packed, Murato. E' un successo, davvero, non ci aspettavamo una cosa del genere. Pubblico di ogni età che applaude fino a farsi male, torniamo sul palco e suoniamo "Gone Daddy Gone" dei Femmes con la bellissima e bravissima Fiona Burnett al sassofono soprano. Delirio. Da questo momento in poi veniamo fermati dalla gente per la strada continuamente. "Hobart è nostra!" dico a Toffler.

Davide intanto và in paranoia, non aveva capito una sega riguardo alla sua mostra alla Top Gallery e comincia a ragionarci su, a pensare, a disegnare e a bestemmiare. Giura, il ragazzo, che quest'anno migliorerà il suo inglese. Ma a noi piace così. Riuscirà a fare la mostra convinto che sia una cagata. Non gli ho mai detto che la trovavo meravigliosamente naif e poetica, infatti ancora oggi i tasmaniani se la tengono lì come le cose sante. Ma gli artisti si sa, sono autoindulgenti sulle cagate e i peggiori critici di se stessi sulle cose fighe.

Scopriamo che è morto Ron Asheton degli Stooges. Tristezza. Appendiamo un cartello con scritto "Funhouse" fuori dal cottage e dedichiamo a lui ogni concerto di questo tour.

Prima dell'inizio del festival che ci vedrà oberati di impegni, ci facciamo portare dal nostro nuovo amico Martin Blackwell a Bonorong, a vedere le famigerate bestie australiane e tasmaniane. Ci attendono Diavoli della Tasmania, canguri, wallabies, ekidna, wombats ed altri esseri strani. I canguri sono i più socievoli e ci accerchiano in cerca di cibo senza sapere che giorni dopo a Melbourne saranno loro a nutrire noi con una grigliata di canguro veramente squisita. Non se ne abbiano a male gli animalisti; gli europei in Australia hanno massacrato - oltre agli aborigeni - anche tutti i predatori naturali dei canguri e questi si sono moltiplicati a dismisura. Mangiarli ogni tanto, qui agli antipodi, è environmentally friendly.

Il festival inizia il 9 Gennaio, dal nostro cottage vediamo già l'afflusso massiccio di gente e intanto ci grigliamo un po' di carne. Si ripete il Pasolini Project, solo questa volta in Piazza e preceduto da musicisti da tutto il mondo fra cui citiamo la meravigliosa Fiona Burnett, i Duod, Pinky Beecroft, una specie di Bugo Australiano che ubriaco marcio manda in culo tutti prima di suonare, e il dottor Eugene Chadbourne, ormai Eugenio per gli Zen, che prima si arruffiana il pubblico con le sue protest song per banjo e voce e poi ammutolisce tutti con un'orchestrina di strumenti autocostruiti volti a fare un casino infernale. Saliamo noi con Davide per le 22.00 e ripetiamo quello che abbiamo fatto in teatro. Di fronte a noi qualche migliaio di tasmaniani, felicissimi e generosi di applausi. In realtà facemmo meglio al teatro ma nessuno tranne noi sembra essersene accorto. Anche perchè la bravura e la poetica di Davide prendono in mano le redini dello spettacolo. Aftershow al Republic Bar, casino, foto, autografi, complimenti e notte fonda, alba per alcuni.

Il mattino dopo, alle 10 ci aspetta un Busking Workshop, dove con l'aiuto di Brian, in una giornata di sole spaventosamente bella e nel pieno del mercato del Salamanca Place insegniamo agli iscritti a costruirsi una batteria con uno scatolone, a suonare non amplificati, ad aggredire il pubblico. Insomma a togliere ogni tipo di lazyness e trasformare il busking in Punk Busking. Giornata splendida, gli iscritti ci seguono ovunque per la città, formiamo gruppi di buskers improvvisati, gironzoliamo per le strade, ci fermiamo al museo civico dove un artista concettuale tasmaniano si è fatto chiudere in un'istallazione per 48 ore fermo immobile. Una delle giornate più belle, davvero, della nostra carriera di musicisti di strada e di musicisti in generale. Rilasciamo immaginari "Master in busking" ai presenti. Nel frattempo Davide fa shopping e lascerà poi ad Hobart metà della roba comprata.

Domenica 11 è la data dell'ultimo concerto ad Hobart, alla Moorilla Winery. Una maratona pomeridiana che vede, oltre ai sottoscritti stavolta senza Davide, di nuovo Eugene Chadbourne, i Propaganda Klann da Melbourne, James Blood Ulmer dagli Usa (chitarrista di Ornette Coleman e Art Blake) e Mamadou Diabate maestro di Kora dall'Africa. Dire che la Moorilla in questa domenica è il paradiso è dire poco. La frase ricorrente degli Zen a Toffler è "Guarda dove t'ho portato!" e lui con un naso ustionato e cosparso di creme per il sole prese allo stand del Cancer Council, se la gode gironzolando e bevendo alla faccia nostra. La gente è a dir poco MERAVIGLIOSA. Famiglie, bambini vestiti da draghi, giovani rockers, giovani fricchettoni, anziani e tardone tutti intabarrati per non scottarsi con cappellini improbabili e stesi su tovaglie sull'erba o seduti su seggioline da picnic. Ci saranno 2000 persone ma non esiste calca, tutti tranquilli a godersela e a bere Pinot Noir e Grìs e fantastiche birre. Il benessere fatto festival, altro non saprei aggiungere. Inoltre siamo l'unico gruppo a suonare una batteria (se batteria si può definire la nostra) questo per indirizzarvi meglio sull'eterogeneità della proposta musicale.

Improponbile in Italia una cosa del genere. La soluzione ci è venuta chiara come il sole: anteporre la comunità alla famiglia. Qui la comunità viene prima della famiglia e in un'intervista per il Mercuri facciamo presente che in Italia abbiamo il Papa. La giornalista ride e capisce cosa intendiamo.

Il concerto è fantastico, Brian contento matto come un ventenne, il resto del pomeriggio lo passiamo a farci foto con una marea di gente e ad ascoltare Mamadou Diabate e James Blood Ulmer che sono stati immensi, catartici, grandissimi. La nottata la passiamo io ed Ufo a vedere i Fuck Buttons all'after show al Republic Bar: inglesissimi (che non è sempre un complimento), altezzosi e modaioli disintegrano metà impianto con suoni elettronici da fine del mondo impiantati però in noiosi riff new wave. Risate. Sonno.

Lunedì è l'ultimo giorno ad Hobart e di Nick Cave ci importa fino ad un certo punto. Avevamo già condiviso un festival nel 2001, Arezzo Wave, ed il pensiero che dobbiamo lasciare la Tasmania per il Mainland ci sconforta e ci fa dimenticare del seratone. Ce lo ricorda Brian che ci porta a calci in culo insieme alla moglie Varuni, una bomba di vita di 55 anni proveniente dallo Sri Lanka. Attaccano i Saints, gruppo storico punk pre '77 in reunion in questi giorni in Australia. Il batterista soffre, il gruppo è vecchio e sinceramente ci fanno un po' cagare. Ma sono i Saints e la loro gente gli vuole un sacco bene. E via così. Arriva Nicola e parte chiedendo a Mick Harvey "Mick quanti anni è che non veniamo in Tassie?" e lui "15" e ridono. Il nostro amico Martin mi fa allora notare che l'ultima volta che era venuto aveva rubato una macchina ed era stato arrestato. Al concerto perdo Davide, perdo gli altri Zen, perdo Brian e mi piazzo con una coppia di vecchi punk ormai fan degli Zen Circus che mi riempiono di birra e coccole. Nicola si spreca e suona per due ore e un quarto, spacca tutto e fa venire una voglia mostruosa di arrivare a quell'età con quella carica.

A fine concerto io ed Ufo sgattaioliamo nel backstage con Brian e Varuni: prima dai Saints che Ufo doveva farsi firmare un 45 giri, e poi con il Premier della Tasmania e la first lady in persona che ci fanno i complimenti di cuore e ci invitano a tornare. Con Ufo pensiamo quando mai anche solo il sindaco di Pisa ci abbia mai fatto i complimenti ed invitati a far qualcosa. Nick Cave è lì, tutto vestito a puntino che fa il vecchio gallo. Bravo Nicola, ma ci si rivedrà la prossima perchè Karim è fuori imbufalito che vuole andare a letto perchè il giorno dopo si vola verso Melbourne alle sei e mezza di mattina.

Atterrati a Melbourne ci rendiamo conto di un fatto clamoroso: ci siamo dimenticati di farci dare la seconda tranche del pagamento dal festival. Questa cosa è capitata in 10 anni solo un'altra volta, al MI AMI quest'estate. Che vi faccia pensare amici di Rockit. Prontamente Brian, che vola da noi il giorno dopo per la data al Nothcote Social Club, li porterà con sé. Ci ambientiamo al Victoria Hotel, che ha una piscina-sauna-vasca idromassaggio al sesto piano di fronte allo skyline. Io ed Ufo ce ne approfittiamo subito mentre gli altri due riposano. Melbourne è una megalopoli nata nel 1820 con una baracca e un tipo che disse "Questo è un buon posto per un villaggio". Niente storia, niente di niente, in confronto gli Stati Uniti sono l'impero romano. E ci stà perchè se la sono costruita apposta per starci bene oggi, non ieri, oggi. Fa un caldo disumano ma bellissimo e andiamo con Davide alla SBS Radio a fare un'intervista in Italiano per l'enorme comunità di emigranti che in australia conta 500,000 unità. Si parla di musica italiana, di Pasolini e di politica. La serata la passiamo io, Davide e Pete degli ex-Sodastream (e promoter della data) a chiaccherare - davanti a del Sushi squisito - dell'Italia, dell'Australia, della fine del suo gruppo, del mutuo per la sua nuova casa.

Il giorno dopo suoniamo al Northcote, dove scopriamo che han suonato un sacco di gruppi che ci piacciono, Pixies annessi. Al soundcheck momento di ilarità quando Brian ci insegna che il terzo accordo di "Louie Louie" è un minore. Dopo la cena a base di Canguro attacca Davide con pezzi dei TARM chitarra e voce al modesto pubblico. Storica la frase "Ora faccio il coglione quì con i miei amici, ma in Italia sono una rockstar e quando faccio questa la gente va in brodo di giuggole" e attacca "Occhi Bassi". Noi andiamo in brodo di giuggiole infatti. Grande Toffler, ci mancherà avercelo 24 ore su 24. Dopo, mentre arriva la gente attacca Oliver Mann, voce tenorile e disco fantastico, ce lo porteremo in Italia ad Aprile. Alle dieci e mezzo attacchiamo noi con Brian. La sala adesso conterrà un centinaio di persone ma va benissimo che il posto è piccolo, l'ingresso era 15 dollari ed è un mercoledì sera pieno zeppo di concertoni in giro. Senza scordarsi che siamo a Melbourne, no a Pisa. Gig bellissima, coadiuvati oltre che da Brian dalla solita e sempre fantastica Fiona Burnett che ci è venuta a trovare. CD da firmare, chiacchiere, Italiani, saluti con Pete e nanna, si torna a casa il pomeriggio dopo.

16 giorni per un viaggio del genere sono pochi e lasciare l'Australia e la sua estate per l'inverno Italiano è una coltellata. Ma va anche detto che abbiamo un sacco di cose da fare sia noi che Davide. In generale questo tour ci ha decisamente fatto venir ancora più voglia di spaccare a casa nostra e di di puntare il dito medio alla Gente Di Merda (è una citazione che capirete solo dopo che gli Afterhours saranno stati a Sanremo...) che soffoca questa penisola che potrebbe benissimo diventare un bengodi come e meglio della Tasmania.

Abbiamo sei giorni di riposo, poi una data a Mantova e poi ci chiudiamo in studio a Ferrara con Manuele 'Max Stirner' Fusaroli a registrare il nostro primo disco cantato solo in Italiano, "Andate Tutti Affanculo!" che deve essere pronto per fine Febbraio. A Melbourne, al Victoria Hotel, si è parlato nottetempo con Brian anche di un disco solo per il mercato australiano, magari si farà ma se ne parlerà nel 2010, vediamo cosa succede.

Spaccate sempre tutto,
Appino

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