Afterhours - Anfiteatro delle Cascine - Firenze Live report, 04/06/1999

04/06/1999 di Lorenzo Magnelli



Grandi emozioni questa sera nel suggestivo Anfiteatro delle Cascine a Firenze. I presenti, molti, non dimenticheranno facilmente la prova offerta da quella splendida realtà che sono gli Afterhours. Una emozione dietro l'altra. Si inizia con Milano Circonvallazione esterna (e relativa interpretazione teatrale di Prette e Iriondo: si presentano in posa, immobili con lo sguardo perso nel vuoto), per poi proseguire con Non si esce vivi dagli anni '80. Già dalle prime battute si capisce che il concerto sarà incentrato soprattutto su Non è per sempre, l'album appena uscito. Si continua con l'Estate e la voce di Manuel si diffonde nella notte arrivando a scuotere violentemente i nostri esaltati neuroni. Gli arti inferiori e il torace vengono scossi dalla dirompente forza ritmica di Prette e Viti. Ma è nella canzone successiva, Sui giovani d'oggi ci scatarro sù, che si intuisce chi sarà il vero protagonista della serata: la scena è tutta per uno Xabier Iriondo Gemmi in forma smagliante che chitarra sulla schiena inizia a muoversi e strisciare sul palco azionando, percuotendo e carezzando le sue scatolette magiche.

Inizia così la parte del concerto più tesa con pezzi che riamandano ai precedente lavoro: si susseguono Rapace, Male di Miele ed Elymania. I nuovi brani sono stati tutti proposti eccezzione fatta per Baby Fiducia e l'Inutilità della Puntualità. Da delirio l'interpretazione di La verità che ricordavo, Tutto fà un pò male, Pelle ed Oceano di Gomma.

La prima uscita di scena si ha con Cose semplici e Banali ("grazie a tutti per davvero siamo alla fine" canta Manuel); invocati a gran voce e dopo un cambio di maglietta per Xabier (che certo sul palco non si risparmia) rientrano attaccando con Dea, Lasciami leccare l'adrenalina, Punto G e Posso avere il tuo deserto. Ci lasciano (non definitivamente) con Voglio una pelle splendida e l'abituale uscita di scena: prima Manuel, poi Andrea, Giorgio ed infine Xabier e Dario contemporaneamente. Dopo una breve attesa rispunta il profilo di Manuel che, sorseggiando del buon vino, decide di riproporci come bis Non è per sempre (durante il concerto era stata mutilata da problemi tecnici) e Dentro Marylin. Dopo due quasi due ore di concerto, confuso e felice mi appresto a tornare a casa con la consapevolezza di aver assisitito ad una esibizione da gruppo rock internazionale. Chissa se a Bologna (se suoneranno prima dei R.E.M) ci saranno più applausi per questi uomini italiani oppure per i Suede???

P.S. Unica nota negativa della serata è stato il pubblico; forse la dolce melodia di "Non è per sempre" ha spinto persone musicalmente ignoranti ad assistere a questo concerto. Con tutto rispetto durante un concerto simile non si può sentire un sottofondo rumoroso di chiacchiere e sberleffi. No gli Afterhours, e nessuna altra realtà di questo livello merita un simile trattamento. Per non parlare di coloro che durante Oceano di Gomma (credo!) hanno acceso le fiammelle dei loro accendini. Saranno questi effetti collaterali della celebrità?!?!



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