Live Report: Sud Sound System all'Arena Concerti Idroscalo - MIlano Live report, 22/07/2008

27/08/2008 di

(I Sud Sound System dal vivo - Foto da internet)

I Sud Sound System riescono a comunicare pur usando un dialetto difficilissimo da comprendere. Riescono a scaldare l'atmosfera con pochi cenni di canzone. Trasudano passione e un attaccamento forte alle loro radici culturali. Dal vivo si rimane incantati, così è capitato a Carlotta Fiandaca. Ci racconta il concerto milanese dello scorso luglio.



Difficile esprimersi su un concerto di cui ho afferrato chiaramente così poche parole, ma che mi è rimasto impresso proprio per la sua forza comunicativa…
Sotto il palco dei Sud Sound System sono incantata.

Dalla veracità e dal calore. Dalla fisicità e dalla personalità. Del gruppo e della sua musica. I SSS cantano un linguaggio comprensibile a pochi e suonano un ritmo riconoscibile da tutti. Questa è la chiave della loro fama e la base del loro modo di essere artisti.

Orgogliosamente paladini della propria terra d’origine e messaggeri cosmopoliti di un amore internazionale, universale, senza confini. L’essenza di Bob Marley tradotta in salentino. Un reggae nuovo, italiano, spruzzato di soul, rhythm and blues, ragamuffin e dancehall, che piace tanto ai giovani jamaicani perchè fa ballare. E allora si balla sotto il palco dei SSS, tendendo l’orecchio per carpire il senso pratico e non solo melodico di brani come “La gioia ca crea”.

Ma questa è facile, come i successi del passato: “La gente povera”, “Le radici ca tieni”.

L’internazionalità dei SSS è sorprendente, il loro messaggio è tanto intenso e genuino da generare un pubblico di fedeli, seguaci e credenti. E non solo dal Salento. Il reggae li porta lontano, il dialetto li tiene ancorati alla loro terra. Della serie: “a buon intenditor, poche parole”.

E il messaggio passa, attraversa i confini regionali e dritto al cuore: ascolto attenta l’introduzione e la spiegazione di ogni brano e recepisco poi dai suoni e dai ritmi l’esaltazione della musica come ricostituente per l’anima, come entità che fa bene all’amore e alla cultura.

Perchè la musica unisce i popoli. Come ha sentenziato la Bertè all’ultimo Festival di Sanremo. Ballando brani come “Dammene ancora”, “Sartana” e “La ballata del precario”, condividiamo la denuncia verso le oppressioni e le ingiustizie e sosteniamo il rispetto tra esseri viventi. Dalla Puglia in Jamaica nello spazio di un concerto.

L’impeto mediterraneo dei SSS si mescola al suono morbido del reggae, da sempre manifesto di una saggezza musicale dedita ai valori universali di uguaglianza e fratellanza.

Una saggezza tagliente che i SSS hanno fatto propria.

Respect.



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