Yuppie Flu - Arena Pertile - Montagnana Live report, 25/06/2006

27/06/2006 di Enrico Rigolin

(Foto di Viviana Martucci al Circolo degli Artisti di Roma)

Rigolin returnz, come Goldie tanti anni fa. Per raccontare l'effetto che fanno gli indie rockers Yuppie Flu su chi l'indie non l'ha ancora scoperto. Rigolin sociologo, per un concerto raccontato da un inconsueto punto di vista.



Mica roba tanto professionale, dir di non aver avuto con sé manco uno straccio di blocchettino, d’essere arrivati - passati già sul palco a Montagnana (Pd) i Cut e i Disco Drive - giusto a tempo per assistere agli ultimi aggiustamenti e poi via, concerto degli Yuppie Flu. Mica roba tanto professionale nemmeno l’ammettere che con tutta probabilità è stato proposto anche qualche nuovo pezzo tratto dal loro prossimo cd, davanti ad un pubblico non stipato, comunque attento e partecipe.

È che oscillo, e non so se sia più veritiera la vocina che mi parla di un concerto di routine, con un caldo ai limiti della sopportabilità, o se si sia trattato di un bel concerto estivo fradicio vissuto. Loro fanno la loro cosa, punto. Meno pavement-osi ed introspettivi; più ammiccanti, solari, beatlesiani addirittura. Cornice strepitosa, un anfiteatro dentro le antiche mura, e gli Yuppie a sudare. Ma sudare proprio. E non fanno che confermare l’altissima opinione che si ha di loro da queste parti: basti qui citare un pajo di frasette punzecchiose, infilate dagli instancabili miei accompagnatori, reduci dalle recondite, segrete, suggestive spiagge del Delta del Po.

Dalla destra, dolcesoave voce femminile giunge acuta osservazione: “guarda come si danna, il fonico!”: è Giacomo Fiorenza figura centralissima nel percorso Yuppie Flu (ed Homesleep & dintorni), e mi frigge il pensiero che manco l’abbiano fatto, il soundcheck. Ma è parso che non ve ne sia nemmeno stato bisogno! Come avrei dovuto immaginare, meno elettronica rispetto a “Days before the day”, album che conteneva la strepitosa “Food for the ants”, posta stranamente nella parte alta della scaletta, assieme ad un paio di altri assi da “Toast Masters” quali il nuovo singolo “Glueing all the fragments” o la strepitosa “Our Nature”, che ci saremmo aspettati a concerto ormai addentrato. E invece, c’è pure una seconda chitarra, non presentissima, né regina come quella di Matteo Agostinelli, però puntuale ed efficace (si tratta di Kyle Statham, già con i Fuck), come i cori del bassista e come il drumming che ha letteralmente rapito uno della mia ghenga.

Terzo brano, e dalla mia sinistra arriva un “ma ai concorsi si piazzano bene?”, per dirvi che non ero con ind(i)efessi indierockers-davvero-up to date, ma è proprio dagli esterni, specie se intelligenti, che arrivano le staffilate più inattese: spiegatogli il percorso dei nostri, l’amico profferiva serioso: “ecco, questo è un gruppo davvero maturo per il palco di Ferrara Sotto le Stelle, mica come quegli smoccoloni dei Baustelle, che mi hai mandato a vedere iersera!” (e difatti, della data ferrarese, nessuno mi ha detto gran bene!).

Oh be', non tiro mica solo acqua al mio mulino: tra la combriccola ho sentito anche un blasfemo “un onesto gruppetto post-adolescenziale” e un onesto, più amorevole: “mi sanno di Blur, a volte” da parte di Lorenzo a.k.a. Kermit.

Destinati forse a rimanere gruppo di culto, mi rimane la (stupidissima, lo so) curiosità di sentire che effetto farebbero in italiano, le stesse canzoni.

Yuppie Flu che ti possono lasciare tiepido, vedi altre recensioni di loro live, su questo stesso portale: puoi restare malfidente ai lati della corrente, mentre li accogli con moderata benevolenza - ove non scetticismo, (specie se ti aspetti saluti o simpatici ammiccamenti) oppure puoi... entrarci. Sino a che la voce di Agostinelli ti piacerà proprio per gli stessi motivi che i detrattori ti citeranno, ignorare il loro (presunto) atteggiamento posh, puoi lasciare entrare sottopelle le loro caramelle, gongolare all'arrivo del ritornello catchy (omaggio-a-CarloPastore!), lievitare nella mai abiurata psichedelia, e allora scòrdati ogni obiettività di giudizio.

Appartenendo a quest’ultima schiera, non posso che limitarmi ad estendere l’invito. Apprezzate gli Yuppie Flu.



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