AREZZO WAVE 2004 > Fiz - prima parte

20/07/2004 di




citazione 1: "Come promesso scrivo, e lo faccio per un saldo intreccio di motivo, dovere e volontà"

citazione 2: "Ogni scrittore è una spia, la letteratura è delazione"

citazione 3: "Non avrebbero visto nulla di vero. Si sarebbero spostati unicamente per verificare che il paesaggio assomigliava proprio alla brochure fornita dal tour operator. Il turismo trasforma il viaggiatore in controllore, la scoperta in verifica, lo stupore in avvistamento, il Routard in San Tommaso"

Ok, io vado vedo e scrivo, tu magari leggi. Poi?

Arezzo è come un tappo. L'anno trascorso è la bottiglia. Scrivere questo racconto è come stappare e offrirne. Prendete e bevetene tutti, che è un po' l'11° e più amato comandamento a dar retta a quanto si vede in giro, a partire da quell'ubriacone del prete che ogni domenica nel corso del rito beve vino. Questo è il sangue di Cristo, che, oltre a essere cannibalismo puro, la dice lunga su una religione fondata sull'alcolismo. Sarà per questo che voi, bolscevichi post-moderni, ad ArezzoWave 2004 bevete vodka mixata china/limone in bottigliette da 33cl? Se la religione è l'oppio dei popoli, l'alcool che cos'è? Una medicina scaduta o salute per lo spirito? Un liquido per le molotov o leggerezza per la mente? Forse ha ragione un mio amico: "se la religione è l'oppio dei popoli allora l'alcool è l'alcool dei popoli".

Ma non precipitiamo gli eventi. Non ancora. Che di roba da raccontare ce n'è. E intanto non preoccuparti, leggi pure con calma e serenità, a questo giro non ti chiedo nemmeno soldi, ma se vuoi parole o immagini, tue, di risposta, oltre agli insulti che quelli arrivano sempre, mandami anche una mail piccina picciò, 2 righe, per dirmi ciao, una tua foto, per dirmi sono così, insomma datevi un volto, siate persone reali, proviamoci vaccaboia, che la realtà gira più veloce della fantasia se sai guardare bene, che ce l'han spiegato che la realtà non esiste più, se non nella tua testa, e allora che sia una danza questo scambio di realtà, tu io noi voi, mettiamo in circolo, condividiamo, apriamo le porte. Scrivo un pò io e tu leggi, scrivi un pò te io leggo. Si fa meno fatica tutti. E c'è più tempo per vivere per davvero. Non credi?

La sera prima della partenza (martedì, 6 luglio)

La sera prima, mentre eravate sul balcone ad innaffiare fiori e piantine, con i giovani giù in strada in bicicletta a giocare alla roulette russa passando lanciati a tutta velocità negli incroci senza fermarsi, lei ti aveva chiesto a bruciapelo "e dove saresti adesso se non fossimo insieme?", tu avresti voluto risponderle "al Carnevale di Venezia, vestito da clown, aspettando di incontrati" e invece sorridendo avevi detto "a San Pietroburgo", ma si capiva che non ci credevi davvero, lei poi l'ha capito subito, che le donne sono così, ti leggono i pensieri prima ancora che tu ti renda conto di averli formulati, allora ti era venuta vicino, ti aveva stretto forte e ti aveva detto "scemo", che valeva più o meno come un "grazie", così eravate rientrati, a darvi in pasto alla notte, alle voglie e alle zanzare. Dopo, anche giù in strada era tornata la calma: nessuna bicicletta, nessun giovane a giocare con la propria immortalità. Solo, macchine parcheggiate lungo i bordi e finestre di palazzi che si spengono.

Domani a mezzogiorno parte il tuo treno per Arezzo, inizia il Festival, come d'abitudine ci andrai, come d'abitudine incontrerai Acty e a questo giro c'è di nuovo anche teoremitti, come d'abitudine dovrai scrivere qualcosa che già la gente ha iniziato a dire "Arezzo senza il tuo racconto è come natale senza i regali" (tra parentesi tu hai risposto "semmai è come la scuola senza i compiti"), come d'abitudine partirai da solo da Milano, sì, lei non verrà, che non le han dato i giorni di permesso dove lavora, le sarebbe piaciuto, un festival come si deve, che in Francia ce ne sono tantissimi e bellissimi, che "anche il Moonasterock quel festival piccolino a Vaprio dove siamo stati mi era piaciuto", ma più che altro è stare via qualche giorno insieme, e invece era stato un "ci vediamo sabato a Torino dai, fai il bravo eh, non fare il gallone che ti vedo..." e le solite raccomandazioni che fanno le femmine ai ragazzi quando vanno via da soli con gli amici... e chissà i miei amici di Vaprio, li vedo sempre meno anche adesso che sono in Italia, sabato scorso a casa del Tinx. Bzzzzz. Gli ultimi pensieri sparsi. Qualcosa del genere. Poi t'addormenti, dolcemente, e per i 4 giorni a venire sarà più o meno l'ultima volta.

Appunti sparsi sul treno, dai ricordi di gioventù

Se viaggiano da sole è possibile, anzi, se si è in forma provarci è necessario, il risultato non garantito, ma assolutamente alla portata: una discussione disinteressata in cui lasci cadere due occhiate di quelle che sai tu e due frasi dette così; la butti prima sul serio, poi sul ridere e poi le butti la lingua in bocca e basta (o fai in modo che sia lei a farlo). Se viaggiano in coppia è molto molto difficile, potrete conversare, potrete flirtare, lasciare credere di essere interessato prima a una poi all'alltra, ma una lingua in bocca prima della stazione di destinazione scordatevela. Se poi sono due trendy (s)fighette come queste che entrano nello scompartimento meglio chinare la testa sul quadernetto e far scorrere la biro sui fogli a quadretti piccoli, che ormai son proprio tempi diversi, voi non ne avete nemmeno più voglia, che una ragazza splendida ce l'avete e già, a tratti, è pesante così, figuriamoci tutta una nuova trafila della seduzione e poi del piacere rubato etc. Anche se è innegabile che le mutandine bianche che escono svagate e maliziose dai jeans hanno sempre un loro perché, l'importante è che la proprietaria delle suddette non apra bocca per rompere l'incantesimo. Il treno parte. La (s)fighetta di fronte a te rivolgendosi all'amica sibila: "ecco, partiamo già con 5 minuti di ritardo", l'altra grattandosi la caviglia e togliendosi le infradito risponde "se prendi un treno è normale essere in ritardo". Come non detto. Apri il libro, annulli l'audio, leggi: "(lei) mi lancia un domandone dietro l'altro - io non sono mica capace di rispondere - pensavo solo che stavamo bene - con tutto quello che scoppiava fuori... io e lei quando stavamo insieme - stavamo bene - gliel'ho detto che stavamo bene - allora lei mi ha chiesto di non semplificare - di non cercare slogan - di stare attento - di concentrarmi... Che siamo pigri - che sprofondiamo sui divani - facendo finta d'esser stanchi - di aver lottato così tanto - ci sbrachiamo negli abbracci - che già sanno di dolciastro..."

Come inizio ti ricorda l'edizione AW1999, solo più laccata e ad aria condizionata. Ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze, ammesso che le apparenze ingannino ancora qualcuno. I libri nella borsa a questo giro sono due libri che leggi e rileggi da un po’: "Una tortura deliziosa" di H. Miller (ed. Minimum Fax) e "26.900 lire" di F. Beigbeder (ed. Feltrinelli), ai quali si aggiunge "La Banda Bellini" di M. Philopat (ed. Shake), che è il libro che hai in mano. Fuori scorre un paesaggio che è commovente talmente è normale, la Lombardia che sfuma nell'Emilia, "è il tempo che scorre lungo i bordi" direbbe qualcuno. Anche se quest'anno l'estate non è esplosa.

Arezzo, wave? Sì, wave.

Arrivi ad Arezzo, scendi dal treno, imbocchi il sottopassaggio della stazione.

In cielo un sole enorme, e caldo. Sete, Bere, Acqua.

Al cellulare chiedi "dove vi raggiungo?".

Ci siamo.

Dunque, le prime persone che incontri sono teoremitti e Fatur che parlano al Word Stage, sì Fatur, quel Fatur (vota Fatur!) e teoremitti, sì quel teoremitti (vota teoremitti!).

Abbracciate il secondo e stringete con reverenza la mano al primo. L'artista del popolo (Fatur) ti guarda lubrico e, assolutamente imperdibile nella sua mise di pneumatici usati, vi chiede "Deutschland?", tu rispondi "No, Milano", e un po’ te ne vergogni. Fatur da lì a un quarto d'ora delizierà/terrorizzerà gli astanti in una performance ispirata a Bukowski. In realtà trattasi di un paio di sue canzoni e poi di un lungo monologo/semi-spogliarello su basi elettroniche. Per quanto vi riguarda Fatur è geniale, già lo pensavate avendo ascoltato i suoi 2 dischi solisti usciti per Olga records, dopo la performance aretina ne siete ancora più convinti.

Attorno alle nuove spillette Aiuola Dischi fresche di stampa, che porti in dono tipo babbonatale, si ricompatta il magico trio Rockit ad ArezzoWave.

Il primo è teoremitti, di lui si dica che ha una nuova cornea nell'occhio che se lo guardate bene pensate che ha una lente colorata ma poi lui vi dice di no che è proprio il colore della sua nuova cornea e allora lo riguardate e sembra un alieno e lo trovate splendido (anche se lui assicura che un trapianto di cornea è la cosa più cruenta e orrorifica che può esistere sulla faccia della terra, in pratica è come essere dal dentista, solo che al posto che trapanarti un dente ti trapanano l'occhio, e poi lo cuciono, cosa che con i denti non capita, e tu sei cosciente, e vedi, zero anestesia totale perché devi 'partecipare' all'operazione, insomma, ... , avete capito), poi vediamo un po’, rispetto all'anno scorso, ha finito la scuola di specializzazione, continua ad avere un lavoro e un'etichetta discografica e a parte la convalescenza dell'operazione lo trovate in ottima forma. Non si capisce bene se ha una ragazza oppure no, nel dubbio quest'estate viene in vacanza con voi accompagnato da una signorina tanto carina.

Il secondo è Stefano Acty Rocco, di lui chi legge o segue il forum o il suo blog su Rockit sa già tutto, cosa si può aggiungere? Allora, non si è ancora laureato, ha fatto da co-autore a un programma che è andato in onda su Rai2 questa primavera, è sempre laziale, è dimagrito, il capello tendenzialmente corto senza essere cafone, anche lui in ottima forma, se non fosse che si mangia un po’ troppo le unghie, che è gelosissimo e manda troppi messaggi al cellulare. Anche lui ha un'etichetta discografica, insieme a teoremitti. Come per la scorsa edizione di ArezzoWave ha scritto le schede dei gruppi per i libretti/programmi, alla sua maniera, cioè ha messo in fila per ogni gruppo 100 parole senza un senso un compiuto. Tu lo ammiri, per te è la persona più brava nello scrivere periodi lunghi così senza dire niente.

Il terzo sei tu, e vabbeh.

Ridendo e scherzando si son fatte già le ore...

"Andiamo a mettere gli zaini al Convitto e a farci una doccia?"

"Non c'è tempo andiamo allo Stadio che c'è da mangiare all'Aperitivo-rock"

Questo scambio di battute mi sembra di averlo già sentito l'anno scorso.

Mmmmmm.

Allora, sull'ennesima nuova macchina di Acty (una monovolume nuova di zecca, questa fa davvero produttore discografico sulla cresta dell'onda) allo stadio arrivate che l'Aperitivo-rock non è ancora cominciato. Tanto peggio, c'è tempo per svaccarsi un po’ sulle gradinate e scambiare due giuste chiacchiere con un discografico che, ancora Acty, "sembra un maestro di sci" (con tanto di ski-pass al collo). Tralasciate il perché e il percome della discussione che non è interessante per le masse, più interessante è vedervi correre tutti (discografico maestro di sci compreso) al buffet quando qualcuno con un piattino pieno fischia tipo richiamo "è iniziato"...

La porchetta sembra che parli, tanto è buona.

Idem il vinorosso.

Si inizia e non si scherza più.

Gloria e Silvia (cioè l'organizzazione) han la faccia che dire stravolta è dire poco "guarda Fiz è da 1 mese che non dormiamo, qui è un casino, te invece sembri in ottima forma eh, ti fa bene la Francia...". Mi sa che non dev'essere facile organizzare ArezzoWave. Però loro son sempre così gentili e carine che son proprio brave.

Quando meno te l'aspetti

Capita che il destino, o chi per lui, decida di alzare il volume e far ballare un pochino. Un campione che gira bene, i bassi che pompano, il ritmo che sale. Giri la testa giusto un po’ a sinistra, dopo esserti servito salame piccante e focaccia genovese, alzi gli occhi e quella ragazza con la gonna di jeans... da lontano... ti sembra di vedere Karim... ricordate?...ArezzoWave 2001... il cuore ti fa una giravolta su se stesso poi ricomincia a battere, ma non ne sei sicuro... ha un nuovo taglio di capelli, però le assomiglia molto, almeno a vederla così, ti avvicini allora, perché no? potrebbe essere... quanti anni sono passati?... le chiedi a bassavoce "Karim?", lei si gira sorridendo e ti dice "no no", e forse allora ti sei sbagliato e dici "ah no scusa assomigliavi a...", e lei si affretta "sì non c'è problema figurati" e scivola via, via che fai un giro del buffet e già non sai più dov'è... via che ti resta quel sapore strano in bocca, se sapete cosa voglio dire. E non è l'ennesimo bicchiere di vino a mandarlo via.

Emergency Wave, mercoledì 7 luglio

Serata di musica tutta italiana dedicata ad Emergency, per sostenere il completamento del centro chirurgico di Lashgar-kah in Afghanistan. Come? Copia&incolla dal comunicato stampa: "Dal 15 Giugno al 15 Luglio sarà possibile sostenere Emergency inviando, dal proprio telefonino personale, un SMS solidale al numero 48588. Il costo è di 1 euro (iva inclusa) che verrà devoluto a Emergency al netto d’iva, senza costi aggiuntivi e ricavi da parte dei gestori".

I Verdena li vedete dal palco ed è una bella situazione. Suonano davvero bene, Roberta è sempre più bella, tutti sono rilassati e il pubblico bendisposto. Bello. Sì.

Anche i Marlene Kuntz ci si mettono d'impegno, per la prima volta dopo non so quanto tempo. Che un live loro così carico e ricco, in cui finalmente si danno, era, cazzo ne so, dal 1999 che non lo vedevi. Una boccata di speranza per il loro futuro (e un sospiro di sollievo per il loro passato).

Che poi. Mica puoi fare brutta figura, d'altronde suoni in una serata in cui la line-up è più o meno la creme di ciò che era il nuovo!rock!italiano! e oggi sei praticamente (o lo stai diventando a grandi passi) una vedette (questa sarà la serata con più pubblico al Main Stage). In un certo senso sei costretto a dare il meglio no?

E da chi il meglio te lo aspetti, sempre, nelle poche uscite con il contagocce (e dopo un silenzio di 6 anni!), ecco che il meglio arriva puntuale: "Si muove la mia ombra, posso muovere ogni cosa": Casino Royale. Sono gli unici che si possono permettere di suonare l'intero concerto dietro un telo semitrasparente su cui è proiettato ininterrottamente un video di Emergency (dai dati agghiaccianti), restando Credibili al 100%. Inutile, loro sempre al top, stile al 100%. Giuliano Palma non c'è più da un tot e vabbeh, non è più la stessa cosa e vabbeh, amen, fa niente, è diverso, ma è bello. Cazzo se è bello. Gruppetti far la fila e prendere appunti. Ma temo che l'alchimia Casino Royale sia qualcosa che non si insegni (anche se teoremitti, lo so, non è d'accordo per nulla, ma lui viene da Modena cosa ne volete che ne capisca di un gruppo così cittadino? Che è l'unico gruppo italiano che ha resistito alla prova "giro in macchina notturno per Milano con gli amici francesi in visita"...)

Dei PGR non ti ricordi niente. E non hai nemmeno gli appunti. Strano. Sai che ti erano piaciuti, un paio di canzoni nuove in particolare ti sembra di ricordare che erano molto elettriche e sostenute. Altri passaggi più riflessivi li puoi immaginare. Boh. Davvero buco di memoria.

La serata si chiude con quel clown tristissimo di Caparezza che per quanto ti riguarda dovrebbe accendere tutte le candeline della sua chiesa per ringraziare il suo dio per la botta di culo che ha avuto a fare due soldi e uno straccetto di successo con 2 canzoncine che dire imbarazzanti per te è poco. Mentre i lobotomizzati (non) ascoltano le canzoni nell'attesa di poter cantare il ritornello (perché se le ascoltassero davvero si renderebbero conto dell'aria fritta spacciata), il tuo unico pensiero è "Ma non si vergogna?". Sogni un Dj Gruff che arrivi in pieno concerto, schiacci le puntine sul giradischi, prenda il microfono e inizi "è come se uno dopo aver cagato si pulisce con la mano e con quella cazzo di mano viene a stringere la mia giustificandosi con il fatto che di questi tempi non si trova carta igienica". Sei implacabile. Ma è una cosa che proprio non ti va giù. A pensare che gente come i Colle Der Fomento arranca e questa gente va avanti e ci marcia.

Si dorme al Convitto, o almeno, ci si prova.

Giovedì, 8 luglio

Con gli occhi stropicciati dal sonno teoremitti viene sbattuto fuori malamente dal Convitto da una solerte guardiana "Non puoi dormire qui, non hai il permesso, non sei nella Schindler’s List". Avete paura e non fiatate. Allora andate al Media Center e chiedete a una sempre più assonnata Silvia di metterci una pezza. Come sono diventati fiscali... sarà la giunta di destra a cui è stato appena rinnovato il mandato per altri 5 anni che si sente in diritto-dovere di iniziare a serrare i ranghi? Avete paura il doppio. Ma per fortuna c'è Silvia (grazie Silvia) che risolve tutti i guai. Se mai l'organizzazione dovesse leggere queste righe: un premio produzione Silvia se lo merita.

Colazione. Solito bar, stessa spiaggia stesso mare. Caffè e brioche. Il barista-sosia di Thom Yorke è sempre là, si è un po’ ingrassato ma gli anni che passano passano per tutti. Il caffè però è sempre buono, le brioche invece, lo dico a malincuore, è vero che son meglio a Parigi.

Wake-up Stage, che poi è lo stesso palco che nel pomeriggio cambia nome in Psyco-stage. Ridurre i costi, non disperdere le energie: le basi dell'organizzazione festivaliera. Pensate, a quando se ne organizza uno voi? Anche piccolino. Ma è un pensiero che passa subito, con tutte le cose che ci son sempre da fare ci manca solo di star qui ad organizzare un festival. Certo che sarebbe bello però, e di idee ce ne sono...

>>LEGGI LA SECONDA PARTE



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