Arezzo Wave 2005 - 30 volte Fiz

25/07/2005 di



AREZZO WAVE 2005.

Chi dimentica il passato è condannato a riviverlo
(in questo eterno presente che capire non sai, l’ultima volta non arriva mai?)

“La memoria è il cane più stupido che esista:
le lanci un bastoncino e ti riporta indietro di tutto”

(Ray Loriga)

Milano. Fa un caldo da morirci. Zanzare ovunque, nessuno per strada. Giorni lunghi spesi a guardare al di là dell’ultima fila di condominii. Nessuna vicina che prende il sole in topless a dare il brivido del proibito a questa che è solo Attesa per le vacanze e nulla più. Da solo in casa, come spesso ultimamente. Fabienne sta lavorando come aiuto scenografa sul set di un film che non si può dire. Ci vediamo poco, e mi manca spesso.

“Amare una persona è diverso dal volerla intrappolare, dal volere qualcosa che sia tuo e solo tuo. È come tentare di abbracciare il tuo quadro preferito, come parlare o danzare con l’ora più perfetta della giornata, con il ricordo dell’albero più bello che hai mai visto” (Matthew Klam, da “Questioni delicate che ho…”)

Bando ai sentimentalismi.

Tornato ieri da Arezzo, tocca mettersi subito al computer per non perdere l’onda e la motivazione. Avanti su, allora, come promesso, compiuti i 30 anni lo scorso ottobre, scriviamo questo ultimo resoconto su/da Arezzo Wave (30 e non più 30) e vediamo se, come si suol dire, il cerchio finalmente si chiude.

Che un cerchio deve chiudersi per forza, altrimenti non è un cerchio ma un arco. E gli archi li usi per lanciare le frecce o tenere su le case. Troppo battagliera la prima opzione (per i tuoi mulini a vento troverai altre armi), troppo progettuale la seconda (la tua laurea in architettura l’hai buttata nel cesso da 5 anni ormai). E allora niente archi ma cerchi. Rotondi e quasi perfetti. Male che vada bariamo un po’ con le prospettive, tipo le illusioni ottiche di un prestigiatore da 2 soldi.

Che ci vuole poco per incantare la gente, la gente non aspetta altro, anche solo che qualcuno gli dia retta, figuriamoci essere incantata con un paio di barbatrucchetti ed essere portata via dalla miseria di una quotidianità sciatta e insignificante. Gli puoi buttare quanta polvere vuoi ormai, negli occhi, alla gente. Basta che la spacci come polvere di stelle. E poi vedrai come verranno tutti commossi e accecati a chiedertene ancora. E ancora. E ancora per favore. Credete che non sappia come funziona? Credete davvero che in 30 anni non abbia imparato niente? No. Infatti. O almeno non abbastanza, se sto qui a perdere tempo e fegato e parole con quattro pirla come voi al posto che guadagnarmi dei soldi seriamente e finirla con questa vita da precario del cazzo che non è possibile ogni mese dover fare i salti mortali del criceto nel cerchio di fuoco per portare a casa due soldi per l’affitto e un soldo per il pane e il companatico. - una soluzione c’è ma l’hanno messa ben nascosta -. Come lo faccio un bambino in queste condizioni? Me li date voi i soldi per manternerlo? Organizziamo una bella colletta pro-Fiz ? Una raccolta fondi, qualche migliaio di sms di solidarietà a 1 euro l’uno, una fondazione con finanziamenti dalla Comunità Europea… No? Non è proprio possibile vero? Eh, lo sapevo io… Mi toccherà organizzare un festival anche a me. Come l’ho già fatto un festival? Il MI AMI? Sì, ecco… bello bellissimo stupendo… ma lasciamo perdere quanto ci abbiamo guadagnato. Forse è meglio scrivere questi resoconti del menga e basta, che tanto zero soldi per zero soldi di sicuro si fa meno fatica. E magari non ci si brucia i rapporti con chi ti sta vicino ed è costretto a sopportarti, stressato più di un giapponese quadro medio in una multinazionale.

Iniziamo bene vero? Vedrai il seguito. Ah ah, dai che scherzo su. Mettiti pure comodo, pigliati questa mezzoretta per farti un giro ad Arezzo, tanto la tua ragazza ti sta tradendo, quella ragazza che ti piace tanto se la fa con un ritardato mentale lampadato e di sicuro, in qualche angolo di buco di culo del Mondo, qualcuno sta pensando a come farti saltare i nervi e/o fregarti dei soldi. La situazione è eccellente. D’altronde ognuno ha i lettori che si merita, tocca accettarlo fin da subito, si fa meno fatica e non si soffre poi troppo dopo. Che più si invecchia più si è delicati, diceva qualcuno che ne sapeva certo più di me e te messi insieme.

Avanti allora. Allons-y.
E coraggio che questa è davvero l’ultima volta.

Here we go!

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Violetta Beauregard, foto da arezzowave.com



AW 2005 - 30 volte Fiz
Aeroporto

Chissà. Dice che sarà l'ultima volta che scrive di questo Festival. "Un cerchio che si chiude". Eppure ormai questa del racconto di Arezzo Wave ("racconto", che lo si sottolinei) era un'istituzione, un appuntamento fisso, come alle nove da Ricciolo. Ma la prospettiva è sempre quella: guardare avanti. Così Fiz si dimette da storico e visionario scribacchino del Love Festival più famoso d'Italia levandosi il cappello con un inchino alla sua maniera. Start engine. Ignition switch. Here we go! E anche questo giro è arrivato al trecentosessantesimo grado.

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