Asiko, tutta la musica è black music

In nome di Tony Allen, un giornalista e un art director si mettono assieme per un progetto che è un atto d'amore verso le infinite culture musicali africane e afroamericane. E che in pochi mesi ha già partorito due nuove canzoni sull'asse Roma-Kampala

Un particolare della copertina della prima uscita Asiko Sounds
Un particolare della copertina della prima uscita Asiko Sounds

Tra i molti musicisti che questo sciagurato 2020 ci ha portato via, uno dei più influenti era Tony Allen: batterista fenomenale e "braccio destro" di Fela Kuti, è stato una figura fondamentale per la contaminazione della musica africana con quella occidentale. Il suo maggiore contributo è stato trovare la voce ritmica di quello che sarebbe stato poi battezzato "afrobeat", unendo la tradizione musicale nigeriana con le suggestioni che arrivavano dal jazz e dal funk oltreoceano.

Il logo di Asiko: l'iniziale del nome che, da vettore di forza, diventa un’onda
Il logo di Asiko: l'iniziale del nome che, da vettore di forza, diventa un’onda

Nel 1999, Tony Allen ha pubblicato l’album Black Voices, la cui traccia d’apertura si chiama Asiko, un termine yoruba – etnia molto diffusa in Nigeria – che si potrebbe tradurre in maniera grezza come "lasso di tempo". Quando il giornalista musicale e dj, con lo pseudonimo di ChourmoGiulio Pecci e l'art director Ivan Specchio hanno deciso di promuovere un progetto che valorizzasse quella che viene chiamata con un termine fin troppo vago "black music", la scelta è caduta proprio su questo termine: Asiko.

"Quel brano e quel disco di Allen sono diventati un po’ il manifesto dell’incontro fra tradizione africana e afrobeat, con uno stile di produzione contemporaneo più elettronico, quasi psichedelico", ci hanno spiegato Giulio e Ivan. "Rappresenta l'incontro tra culture e generi musicali, che è anche il nostro obiettivo".

Il logo di Asiko Sounds, dove al raggio di luce mista che si disperde è aggiunta una piccola navicella
Il logo di Asiko Sounds, dove al raggio di luce mista che si disperde è aggiunta una piccola navicella

Asiko, che è partito come un progetto di divulgazione culturale su Instagram, è in breve tempo diventato anche un’etichetta discografica, col nome di Asiko Sounds. Lo scorso 6 novembre sono stati pubblicati i primi due singoli, Anda e Okikuba, frutto della collaborazione tra il producer romano Lorenzo BITW e l’MC ugandese Swordman Kitala. "Swordman Kitala è affiliato al collettivo Nyege Nyege, un laboratorio creativo eccezionale che raccoglie alcune delle esperienze artistiche più interessanti dell’Uganda e più in generale dell’Africa orientale", ci hanno rivelato i ragazzi di Asiko. "Lo ha 'scoperto' lo stesso Lorenzo, in una sessione di esplorazione e digging personale. Assieme hanno già pubblicato il singolo Basta, uscito a luglio, con anche un altro membro appartenente a Nyege Nyege, MC Yallah".

 

Swordman Kitala
Swordman Kitala

I due brani, pur essendo usciti assieme, presentando alcune differenze: Anda è influenzato da sonorità reggae e grime, mentre Okikuba si muove su ossessive ritmiche afrobeat. In entrambi i casi, l’intesa tra le produzioni di Lorenzo, in piena linea con la scena elettronica londinese che lo ha fatto crescere artisticamente, e il flow di Swordman Kitala è notevole. In particolare, a essere affascinante è l’elemento linguistico, che ci viene illustrato da Giulio e Ivan: "Swordman viaggia tra l’inglese, per il retaggio coloniale ugandese, il bantu, uno dei gruppi linguistici più popolari dell’Africa subsahriana, e il patois, la lingua creola giamaicana, anche qui retaggio coloniale inglese. Anda significa 'under' in patois, mentre Okikuba è 'levati dalle scatole' in bantu".

Il lavoro che Asiko sta portando avanti in questi mesi pone l’attenzione sulla cultura e sulla musica 'nera', un termine abusato e prima di tutto impreciso, oltre che con un connotato di ingenuo razzismo intrinseco. "Spesso mancano rispetto e volontà di approfondimento nei confronti delle espressioni musicali che possiamo collegare al concetto astratto di black culture. Non possiamo equiparare e mettere nello stesso calderone l’esperienza afroamericana e quella africana, ma neanche due stesse africane come quella maliana e quella nigeriana. O quella caraibica e quella dei neri europei. Ci sono dei punti in comune, ma unirle senza neanche provare a fare uno sforzo distintivo non ha senso. Asiko nasce da questa volontà di educarsi, da un 'esame di coscienza' anche molto personale e dal desiderio di provare a diffondere la stessa voglia negli altri".

Lorenzo BITW
Lorenzo BITW

Il concetto di black music, proprio per il suo essere così vago e privo di significato, è stato ribaltato da Asiko con l'antislogan "All music is black music", che vuole sottolineare quante siano variegate le ramificazioni che diamo per scontate con questo termine. "La musica contemporanea, dalla più popolare a quella più di nicchia, è quasi sempre figlia delle innovazioni musicali frutto della diaspora afro caraibica", ci hanno raccontato. "Parliamo di una storia meravigliosa e complessa che è veramente ridicolo ed irrispettoso appiattire sotto una definizione così generica ed imprecisa come 'black music'. Noi utilizziamo il concetto di 'trans-atlantico' perché ci sembra riassumere bene il tutto: una cultura che ha delle specificità geografiche, in questo caso l'Africa, ma che è allo stesso tempo in costante movimento ed evoluzione".

Sul profilo Instagram di Asiko è possibile scoprire artisti, fotografi, storie e di ogni tipo legate a questo mondo transatlantico, spesso fatto passare in secondo piano. "Stiamo cercando di costruire quello che avremmo voluto leggere/ascoltare/vedere perché amanti della musica e delle culture 'nere' che vi si collegano, ma che fin qui non abbiamo trovato se non sporadicamente o con un taglio che non ci piace. Per questo abbiamo iniziato come profilo Instagram, abbiamo creato un format di serate dal vivo, ora abbiamo l’etichetta e soprattutto a breve anche il vero e proprio sito, in cui pubblicheremo approfondimenti scritti, articoli e tanto altro".

A tutto questo, si aggiunge una playlist settimanale su Spotify molto ben curata, chiamata Asiko Weekly. "Lì cerchiamo di fare un mix fra brani del passato e nuove uscite, senza limiti di genere. Non volevamo essere un radar solo sull’attuale, piuttosto confondere le linee e dare indicazioni sparse che tracciano una linea invisibile tra passato, presente e futuro. La decisione di limitarci a dieci brani ogni settimana, così come di cancellarli e rimetterli ogni volta, non è causale. Per noi lo scopo deve essere la scoperta, non vogliamo essere dispersivi. Dobbiamo dare l’opportunità (e il tempo) alle persone di approfondire di volta in volta gli artisti segnalati".

Ma ora, quanto dovremo aspettare per ascoltare nuova musica da parte di Asiko? Giulio e Ivan non vogliono svelare troppo, ma qualcosa si sta muovendo: "Siamo già al lavoro per la prossima uscita discografica con un giovanissimo producer romano estremamente talentuoso. Non posso dire di più per ora, se non che sarà un lavoro più lungo composto da diversi brani".

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L'articolo Asiko, tutta la musica è black music di Vittorio Comand è apparso su Rockit.it il 2020-11-11 14:54:00

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