È notte a New York. Dade Murphy, alias Crash Override, entra nel sistema informatico di una televisione, la OTV, e prova a prenderne il controllo. Telefona alla sicurezza, si finge un dipendente, convince l'uomo dall'altra parte a dargli il numero di un modem. Entra. Ma dentro trova qualcun altro. Sul monitor compare un nome: Acid Burn. Dade non sa ancora che dietro quel nickname c'è Kate Libby, Angelina Jolie. Sa soltanto che qualcuno considera quel pezzo di rete territorio proprio e gli intima di andarsene. Lui non lo fa.
Partono i Prodigy. Voodoo People. È una scena di Hackers, film del 1995, quando Internet poteva ancora essere immaginata. Hackers la immaginò come una città parallela: modem che fischiano, telefoni pubblici, rollerblade, notti nei club, musica elettronica e ragazzi che si conoscono prima attraverso un nickname che guardandosi in faccia. Poco importa che l'hacking raccontato fosse spesso improbabile: quel film provava a dare un volto, un suono e persino un'estetica a una rete che sembrava ancora un territorio da conquistare.
I due protagonisti iniziano a contendersi il controllo della televisione. Digitano comandi, entrano nei sistemi, cambiano la programmazione. Le macchine dell'emittente impazziscono, le cassette vengono selezionate ed espulse, sul televisore le immagini saltano da un programma all'altro. Crash Override e Acid Burn non si vedono, non conoscono i rispettivi nomi, non sono nella stessa stanza. Eppure stanno combattendo nello stesso spazio.
Mi è venuta in mente questa scena mentre, dopo 25 anni, sono costretto a cambiare indirizzo di posta elettronica. Il mio andrea.cegna@inventati.org a breve smetterà di esistere. La scelta non è stata mia. È stata del collettivo Autistici/Inventati, inserito il 26 agosto 2026 dagli Stati Uniti nella lista degli Specially Designated Global Terrorists. A/I respinge le accuse e rivendica quello che ha sempre fatto: fornire strumenti di autodifesa digitale perché persone, gruppi e associazioni possano comunicare liberamente. «L'antifascismo e l'anticapitalismo non sono terrorismo. Protestare non è terrorismo». Ma il rischio che il piano dell'attacco legale passasse dalla chiusura di autistici.org e dalla chiusura del conto da parte di Banca Etica al piano individuale era troppo alto. Così un progetto di democrazia digitale chiude a causa di politiche neo-fasciste.
Tornano buoni ancora una volta i Prodigy, ma quelli di Their Law. Cantavano: «Sono io la legge e la legge non la puoi battere. Fanculo loro e la loro legge». Era il 1994, negli anni dello scontro tra governo britannico e cultura rave, quando il Criminal Justice Bill provava a colpire free party e raduni. Quell'elettronica fatta di rave, free party e conflitto con le autorità fu anche il suono di una generazione che cominciava a guardare alle nuove tecnologie come a uno spazio da attraversare, smontare e ricostruire. Musica e mondo digitale si sono sfiorati continuamente: già nel 1981 i Kraftwerk, in Computerwelt, mettevano nello stesso pezzo Interpol, Deutsche Bank, FBI, Scotland Yard e i nostri dati. Una vicinanza che piano piano, almeno nel mainstream, si è persa, così come si è affievolita anche negli ambiti di movimento l'attenzione critica alla tecnologia, al suo sviluppo e soprattutto a chi la controlla.
Forse proprio per questo dal 26 agosto in poi l'attacco ad Autistici/Inventati è stato poco capito nella sua profondità e gravità. La critica all'uso degli strumenti digitali si è sempre più diluita. C'è chi pensa che avere una mail Gmail significhi avere una mail gratuita al 100%, ma ci sono cose anche più complesse che sono uscite dal dibattito. L'attacco ad Autistici/Inventati però è più ampio e non è questione tecnica. «Non siamo e mai saremo una struttura "neutra"», scrive il collettivo. «Siamo un collettivo antifascista e anticapitalista», che usa la tecnologia per rendere possibile una comunicazione libera nella quale la privacy non sia marketing ma qualcosa di reale. Due giorni dopo la designazione succede qualcosa di molto concreto: «il dominio autistici.org è sparito dalla faccia del globo terracqueo». Le mail smettono temporaneamente di funzionare, vengono spostati servizi e indirizzi, A/I prova a tenere in piedi l'infrastruttura. «Tutto questo», scrivono, «nonostante A/I non abbia compiuto alcun reato, né negli USA ne tanto meno in Italia, e nonostante nessun giudice, USA o italiano, ci abbia mai contestato alcunché».
Autistici/Inventati era nato dall'altra parte della storia di Internet. Dal 2001 aveva costruito un'infrastruttura digitale indipendente cresciuta nell'incontro tra hacklab, media indipendenti e movimenti sociali: posta elettronica, siti, hosting, mailing list, chat, Noblogs, strumenti per privacy e anonimato, servizi non commerciali mantenuti da volontari. Non Google, non Meta, non un'azienda che in cambio di un servizio prende i tuoi dati e li trasforma in valore. Un pezzo autonomo di rete, dichiaratamente partigiano, nato contro censura, sorveglianza e sequestri dei server, costruito attorno a un principio che ne ha accompagnato la storia: «Socializzare saperi senza fondare poteri». A/I raccoglieva il minimo possibile di dati identificativi e considerava la privacy non un prodotto, ma «una condizione necessaria alla partecipazione politica».
Ho scoperto così che la mia è una mail terrorista e che un governo, uno dei più influenti al mondo, pensa sia necessario colpire e attaccare chi da venticinque anni mi fornisce un servizio di posta elettronica. Fa pensare. Anzi no, fa arrabbiare. Cambiare mail è un lavoro lungo, noioso e fastidioso, ma niente rispetto alla gravità di pensare di poter chiudere un progetto perché antifascista in un Paese in cui l'antifascismo è scritto dentro la Costituzione. Non oso pensare lo stato d'animo di chi dopo anni ha dovuto chiudere un progetto così, per questo motivo.
Colpire Autistici/Inventati significa portare fuori dagli Stati Uniti la guerra dichiarata dall'amministrazione Trump agli Antifa. Washington aveva già designato come organizzazioni terroristiche quattro realtà che definisce «violent Antifa groups»: la tedesca Antifa Ost, l'Informal Anarchist Federation/International Revolutionary Front, Armed Proletarian Justice e Revolutionary Class Self-Defense. Il 26 agosto il raggio si allarga ancora: insieme ad A/I vengono colpite Palestine Action, realtà britannica già proscritta dal governo del Regno Unito, e Masar Badil, rete transnazionale che Washington accusa di essere legata al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.
Nel mirino non finisce soltanto chi Washington accusa di aver compiuto direttamente azioni violente, ma un'infrastruttura accusata di avere fornito strumenti tecnologici ad altri. L'Antifa ban esce così definitivamente dagli Stati Uniti. Attraversa le frontiere e costruisce una categoria internazionale del nemico attorno all'antifascismo radicale. Colpire un collettivo italiano non è soltanto aggiungere un altro nome a una lista: è una scelta di campo e mostra il rischio, la grandezza e la profondità di quel progetto. Il termine terrorismo così viene risignificato e diventa sempre più un termine rivolto a chi fa conflitto sociale.
Poi c'è la sovranità digitale. Autistici/Inventati è italiano, nessun tribunale italiano ne ha disposto la chiusura, eppure due giorni dopo la decisione statunitense autistici.org non è più raggiungibile. Il Public Interest Registry, che gestisce il .org, interviene in conseguenza della designazione, anche se non è accertato un ordine diretto dell'OFAC. Puoi possedere i server, scrivere il software, rifiutare le grandi piattaforme, ma continui a vivere dentro una rete i cui snodi fondamentali possono trovarsi altrove. Il caso A/I mette un limite molto materiale all'idea di autonomia tecnologica.
Quindi arrivano i soldi ed il piano finanziario. Il primo settembre Banca Etica limita l'operatività del conto dell'associazione AI ODV. «Cominciamo dai fatti», scrive A/I: alle nove la limitazione, alle 13 la comunicazione scritta, alle 16 l'incontro tra banca e legali. Il collettivo sottolinea che Banca Etica «ha scelto e non è stata obbligata a limitare il conto» e pone una domanda: le istituzioni finanziarie italiane intendono «adeguarsi alla prepotenza delle decisioni extragiudiziarie e al bullismo politico di un paese terzo che non ha su di esse alcuna giurisdizione?».
Tre giorni dopo la situazione precipita. A/I comunica che Banca Etica eserciterà la rescissione unilaterale del contratto e che i soldi presenti sul conto, «frutto delle donazioni di migliaia di persone, associazioni e collettivi», non saranno nella disponibilità dell'associazione. La conseguenza è immediata: diventa impossibile «onorare i nostri impegni amministrativi, pagare i nostri fornitori ed erogare i servizi». La sovranità digitale incontra quella finanziaria: una decisione presa a Washington produce conseguenze su un'associazione italiana, con un conto italiano, presso una banca italiana, senza che sia stato accertato un ordine statunitense diretto alla banca né un obbligo giuridico italiano di chiudere quel rapporto.
Il 6 settembre Autistici/Inventati decide di fermarsi. «Ogni giorno in cui siamo rimaste online a partire dal 26 agosto è stata una vittoria, ma noi dobbiamo fermarci oggi». Continuare significa ormai esporre non soltanto chi mantiene l'infrastruttura, ma utenti e comunità: «In questo clima continuare a offrire i nostri servizi è solo un pericolo in più per le nostre utenti». Nessuna ricerca del martirio, nessun eroismo. Dopo venticinque anni, «A/I chiude». Poi un invito che sembra riportare improvvisamente tutto fuori dai server: «Ora mollate il pc, uscite, lottate, abbracciatevi e non perdete il sorriso».
La storia però non finisce con lo spegnimento dei server. L'8 settembre AI ODV presenta un ricorso d'urgenza contro Banca Etica davanti al Tribunale di Pisa. Il punto, spiegato dall'avvocato del collettivo Fausto Gianelli, non riguarda più soltanto quei soldi ma il precedente: può una designazione amministrativa decisa negli Stati Uniti produrre questi effetti su un'associazione italiana che non è stata condannata né messa al bando in Italia o nell'Unione Europea? La battaglia continua anche se A/I ha scelto di chiudere i propri servizi.
È forse qui che i pezzi finiscono per combaciare. L'attacco all'antifascismo, la sovranità digitale, quella finanziaria. Il caso Autistici/Inventati racconta quanto poco basti perché una decisione presa fuori da un paese attraversi la rete, raggiunga una banca e renda quasi impossibile continuare a esistere a un'infrastruttura costruita in venticinque anni. A/I aveva scritto pochi giorni prima che «l'obiettivo di una sanzione economica è l'isolamento».
E allora torniamo alla musica. Non possiamo dire che i Prodigy siano stati la colonna sonora degli Hackmeeting italiani, non ci sono elementi sufficienti per farlo. Ma rave, free party, elettronica, cyberculture, hacklab e primi mondi della rete critica sono cresciuti nello stesso lungo decennio, si sono incontrati spesso negli stessi spazi e hanno condiviso una domanda: chi decide le regole del territorio che stiamo attraversando?
Autistici/Inventati saluta dicendo: «Noi ci fermiamo. Ma la resistenza e le idee no. Restiamo umani».
Nel 1994 i Prodigy erano stati molto meno gentili.
«Fuck 'em and their law».
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L'articolo Autistici Inventati: la mia mail è diventata terrorista di Andrea Cegna è apparso su Rockit.it il 2026-09-09 14:09:00
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