Sai chi ti saluta tanto? Il concerto di Paul McCartney

Rimborsi o voucher? Dopo lo stop a grandi concerti e festival, questo è il dilemma (voluto dal governo). E poi c'è il live del Baronetto, e quei 160 euro che ora non si sa a chi saranno destinati
19/05/2020 14:36

Breve pregresso: se siete tra quelli che pensano che i giornalisti della stampa musicale siano sempre accreditati ai concerti, ripensateci. O forse sono solo fesso io, chi lo sa. Fatto sta che faccio parte della nutrita schiera di clienti di Ticketone e TicketMaster, di quelli che quando c'è da comprare un biglietto, si connettono mezz'ora prima e refreshano con le dita sulla tastiera tipo Matrix per vedere di prendere un pit. Ho un bel po' di biglietti di grandi eventi estivi 2020 (ho speso circa 600 euro, pur non sapendo in anticipo che quella stessa cifra mi poi sarebbe stata data dal mio governo per sopravvivere a questa emergenza), che, alla luce del nuovo decreto di Conte, mi serviranno come macchina del tempo, e della speranza, per l'estate del 2021. 

Tutti tranne uno, quello più costoso. Parlo del pit per il live Paul McCartney a Lucca, costato sui 160 euro e comprato sia perché non l'ho colpevolmente mai visto prima e negli ultimi anni fa concerti incredibili, sia per quel vizio un po' bizarro che mi porta a condividere qualche ora con gli ultimi dinosauri del rock prima che si estinguano. L'organizzazione è di D'Alessandro e Galli, una della realtà di organizzazioni di eventi più importanti d'Italia, che hanno in mano tutto il Lucca Summer Festival.  

Ieri, poche ore dopo i chiarimenti del governo sulla situazione dei live, arrivava la comunicazione della cancellazione dell'edizione 2020 della kermesse, assieme a due parole sul rimborso dei concerti che non potranno essere spostati, tra cui proprio quello di Paul McCartney: "I concerti cancellati verranno rimborsati secondo la normativa vigente, ovvero attraverso un voucher che potrete utilizzare nell'arco di 18 mesi, non solo per gli eventi di LSF ma anche per tutti gli altri concerti organizzati da D’Alessandro e Galli. Il rimborso tramite voucher è previsto dagli ultimi decreti legge adottati dal Governo ed è una misura che consente a tutta la filiera della musica live di non crollare a causa di questa durissima situazione. Siamo sicuri che questo provvedimento possa essere da voi compreso".

Se date un'occhiata al post Facebook a cui è stata affidata la comunicazione e ai commenti sottostanti, non sembra che gli spettatori abbiano praticato la compassione zen, dato che è partita una shitstorm epocale con tanto di petizione online e minaccia di class action. Stessa dinamica per l'altro live italiano dell'ex Beatle, a Napoli, che ha avuto la stessa sorte

Rabbia giustificata? Iniziamo con il dire che un concerto del genere è in alcuni casi frequentato da persone che di norma non vanno a vedere i concerti, ma che si muovono con tutta la famiglia per una bella serata di musica, e magari scelgono quello come unico live dell'estate, investendoci un bel po'. Sono personalmente a conoscenza di gruppi di persone che hanno speso più di 600 euro per portare anche i figli a sentire il baronetto, e che ora si trovano a dover capire a quale concerto poter andare per "reinvestire" la somma (e a dover studiare i roster dei diversi promoter e organizzatori di eventi). Se si aggiunge che la pandemia getta ombre sulle finanze di ciascuno di noi, il quadro diventa ancora più fosco. 

I fatti, però, sono questi. Il Decreto Cura Italia, annunciato dal Conte il 16 marzo 2020 stabilisce che gli organizzatori non debbano restituire i soldi agli acquirenti dei biglietti di concerti cancellati per Covid-19, bensì un voucher dello stesso importo, da usare per comprare altri biglietti dello stesso promoter.

D'Alessandro e Galli sta semplicemente applicando la legge – un po' troppo alla lettera, direbbe qualcuno –, quindi la prima porta a cui bussare per chiedere spiegazioni è quella di Palazzo Chigi, che ha pensato a un sistema per salvaguardare le aziende per non far crollare del tutto l'economia. L'organizzatore può scegliere tra rimborso e voucher, e può essere più o meno "illuminato" in tal senso. Può, ad esempio, fare in modo di privilegiare il voucher con un incentivo, rendendolo più consistente del rimborso, oppure dando dei privilegi a quelli che hanno deciso di puntare comunque sulla musica anziché sulla liquidità. Chi non lo fa, ne pagherà le conseguenze in termini di credibilità.

Concerti "one shot" e festival hanno un potere d'ingaggio sul pubblico ben diverso: per fare un esempio, chi ama il Primavera Sound di Barcellona, con tutta probabilità terrà il biglietto e lo userà nell'estate del 2021, per godere dell'atmosfera della location, il mare, i palchi e la musica dalla mattina alla sera. Al contrario, chi vuol vedere i Guns n' Roses o Vasco, se ne fotte allegramente del voucher se nell'arco della sua validità i suoi idoli non tornano a suonare. Per i concerti più piccoli è un'altra cosa ancora: personalmente è una gioia regalare i miei 20 euro al club che rischia seriamente la chiusura, mi sento di aver aiutato davvero qualcosa che amo. 

Concludendo: non sono in grado di capire di chi sia la colpa se, alla fine, il rincaro o la mancata restituzione dei soldi se li deve sempre accollare il consumatore finale, però sono piuttosto convinto che i politici non sappiano quanto costano i concerti e ottengano sempre l'accredito. Ho proprio sbagliato carriera.

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L'articolo Sai chi ti saluta tanto? Il concerto di Paul McCartney di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 19/05/2020 14:36

Tag: live - beatles - opinione - rimborso

Commenti (4)
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  • Laura Granata 8 giorni fa

    Sicuramente i politici non sanno quanto costano i concerti, ma anche se lo sapessero, e comunque dopo averlo saputo da noi, hanno continuato per la loro strada incuranti dei problemi dei cittadini.
    Io , che ho speso 1061 euro e che sono sicura che Paul McCartney non verrà il prossimo anno (è scritto nella dichiarazione pubblicata sul sito ufficiale), vorrei che qualcuno rispondesse alle mie domande:
    1) cosa succede se non sarà possibile fare concerti live nei prossimi 18 mesi, per esempio a causa di una recrudescenza dell'epidemia covid-19?
    2) cosa succede se gli eventuali concerti che si terranno saranno solo quelli già in cartellone nel 2020 e rinviati al 2021, per i quali tutti i biglietti sono già venduti ed è quindi impossibile effettuare un acquisto con il cosiddetto voucher?
    3) cosa succede se chi ha speso una cifra enorme non riuscirà ad acquistare con il voucher biglietti per altri concerti (per insufficienza di concerti, per difficoltà ad accedere alla prevendita in tempo, per impossibilità di acquistare biglietti per concerti fissati per una data in cui non si può andare, a causa impegni di lavoro o altro)?
    4) cosa succede ai soldi ricavati dal mancato utilizzo dei voucher? Chi li intascherà?
    Credo che il decreto avrebbe dovuto rispondere anche a queste domande.

    > rispondi a @laurag.851
  • Daniela Mastrocinque 8 giorni fa

    Commento vuoto, consideralo un mi piace!

    > rispondi a @danielamastrocinque
  • Stefano Brugnoli 8 giorni fa

    Anche io a Dicembre ho acquistato due biglietti (400) euro per vedere Sir Paul a Lucca Summer festival con mia moglie. Lo avevamo sognato ed immaginato questo grande evento che probabilmente insieme a quello di Napoli sarebbe stato con molta probabilità l'ultimo concerto di Paul McCarteny in Italia. Oltre ad aver perso uno spettacolo unico ci siamo ritrovati a non poter riavere i soldi indietro ma in cambio ad avere dei voucher per un altro concerto che non sarà quello di McCarteney. Quindi oltre il danno anche la beffa, ben venga la class action ne farò parte sicuramente.

    > rispondi a @stefanobrugnoli
  • Marco"Puli"Pulidori 7 giorni fa

    Mi piace il fatto che ci sia la richiesta di essere gentile, ma a volte rimane molto difficile mantenere toni gentili, proverò a mantenere toni civili ed educati.
    Un colosso come A&G che potrebbe gestire tutto con molta professionalità (come sempre) si comporta invece come la peggiore delle banche negando i rimborsi e decidendo di far del bene al (loro) settore ( lavoro pure io nello spettacolo, ma non capisco come può aiutarci questa cosa) facendoci ottenere voucher, decidendo per noi come gestire i nostri soldi.
    Avevo acquistato 2 ticket per il Sir Paul, e adesso dovrei ricevere un Vaucher per potermi gustare dei live di cui me ne può fregare di meno?
    Con tutto il rispetto per gli artisti, è che io volevo vedere quel live stop!
    Senza dubbio parteciperò alla Class action se ci sarà.

    > rispondi a @MarcoPulidori
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