Scisma - Le avventure di Pinocchio - Collodi (PT) Live report, 09/09/2000

30/09/2000 di



La cornice e l'intento:
Collodi è un paesello in provincia di Pistoia, arroccato su una collina ripidissima, famoso più che altro per aver dato i natali a Carlo Lorenzini, autore de "Le avventure di Pinocchio". Libro che, a leggerlo con un minimo di arguzia e approfondimento, si rivela interpretabile su vari piani: da quello, più semplice e pedagogico per i bambini, addirittura a possibili interpretazioni "esoteriche" in cui si intrecciano raffinati simbolismi.

Non è certo nuovo ed originale il tentativo di reinterpretazione e messa in scena "rock" di quest'opera (Edoardo Bennato ne aveva fatto un album di grande successo Burattino senza fili alla fine degli anni Settanta), ma è di sicuro spessore il risultato ottenuto. La struttura dello spettacolo prevedeva tre tappe: partendo dalla chiesa sulla sommità del paese il pubblico avrebbe raggiunto a piedi altri due "palcoscenici" natural-architettonici nei quali gli artisti avrebbero inscenato e musicato vari episodi della storia di Pinocchio.

Personaggi e interpreti:
E qui viene il bello. A suonare e cantare per questo "trekking musicale" ci sono i musicisti che di solito suonano, nei dischi e dal vivo, con Marco Parente - Gionni Dall'Orto (basso, voce, drum machines e campionatori), Erika Giansanti (viola e voce), Andrea Franchi (chitarra, batteria, voce, tastiere e quant'altro, con una versatilità musicale decisamente degna di nota), Ieppe Catalano (batteria e voce) - con la presenza di Paolo Benvegnù, che molti ricorderanno negli Scisma. C'è inoltre una attrice che intepreta Pinocchio, a livello mimico, poiché la parte del burattino, nei brani musicali, viene interpretata a turno dai vari musicisti. Da notare poi che un gruppo di scalmanati bambini veniva coinvolto come "supporto" con funzioni di coro e recitazione in alcuni degli episodi, con risultati imprevedibili e sicuramente all'altezza.

La musica:
Lo spettacolo è stato preparato in poco tempo, per gli impegni dei vari protagonisti, eppure, nonostante certi momenti, per così dire, più deboli, è riuscito a produrre alcuni episodi di assoluto livello. In particolare, dopo una partenza piuttosto convenzionale, con un rock robusto ma forse troppo usuale nella prima tappa, la seconda tappa - svoltasi in una splendida piazzetta a metà paese - regala attimi veramente suggestivi.

Dopo che il gatto e la volpe hanno derubato Pinocchio che finisce impiccato, il rimorso della coscienza spinge il burattino a chiedere aiuto alla Fata Turchina. E qui assistiamo a un momento di vera psichedelia naturale: su una base decisamente trip-hop, molto straniata e "scura", Ieppe Catalano (nell'occasione Pinocchio) recita con voce profonda e monotona, si direbbe proprio alla G.L. Ferretti, una "litania dei buoni propositi" per essere salvato dalla Fata Turchina (Erika Giansanti) che, affacciata alla finestra di una casa, risponde con voce davvero bellissima che niente ha da invidiare ad alcune protagoniste della scena di Bristol. L'effetto ottenuto su tutto il composito pubblico (bambini, giovani, adulti, anziani) è assolutamente ipnotico e focalizzante e dà da riflettere su certe barriere che la musica a volte è in grado di superare quando sia semplicemente espressione artistica e non progetto mercantile...

La terza e ultima tappa, svoltasi nella parte bassa del paese, va ricordata soprattutto per la simpatica, seppur prevedibile, contestualizzazione in chiave contemporanea del paese dei balocchi: a ritmo di techno Lucignolo (Paolo Benvegnù) e Pinocchio (Gionni Dall'Orto) si ritrovano trasformati in asini. Ma è il momento precedente, in cui, in un brano struggente quanto ben orchestrato, Lucignolo invita Pinocchio a seguirlo verso i divertimenti, a lasciare il segno su quella parte di pubblico (certamente, e direi giustamente, minoritaria) che è lì principalmente per la musica: per un momento, con la voce di Benvegnù in primo piano e la sapiente fusione dei suoni della "banda Parente", sembra di riascoltare proprio il gruppo originario di Benvegnù, di cui in molti appassionati sentono già la mancanza.

Nel complesso:
A dire il vero l'effetto che lo spettacolo lascia è di "straniamento" (non trovo parole migliori) e coinvolgimento a molti livelli. Se a ciò si aggiunge la presenza nel pubblico di personaggi più o meno noti (oltre al buon Marco Parente, si segnalano Sergio Staino, il disegnatore satirico autore di Bobo, un paio di conduttori televisivi tra cui il sex-symbol di fine anni Settanta / primi Ottanta Sidney Rome !?!, visto che l'evento è ripreso da Rai 3, e anche, a quanto pare, Mario Monicelli - purtroppo chi scrive non lo ha visto direttamente e riferisce voci attendibili) ci si può rendere conto che la situazione non era proprio la più convenzionale... Sicuramente un esperimento che, opportunamente messo a punto e migliorato in alcune sue parti meno perfette, potrebbe suscitare interesse non solo fra gli appassionati di musica rock italiana (?!?).

L'impressione che mi rimane, come del resto spesso succede, è quella ben sintetizzata nella frase "non so se è strano vivere con tanti ricordi senza mai riuscire a metterne a posto uno" (Federico Zampaglione, Tiromancino). Ma questa è un'altra storia...



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