28/07/2002 di



05.

Sabato

Wake up stage

Il cantante esordisce così: “Noi siamo elettrotossici e voi ?”. Beh noi no… noi siamo solo tossici, ma la risposta è troppo facile e quindi stiamo zitti e i nostri occhi cerchiati di blu parlano per noi. Sul palco i Deasonora. Sembrano una cover band, ma pessima, mi vien da vomitare e non è per il 1° vetro di Moretti mattutino. Deciso passo indietro della Val d’Aosta rispetto ai Femme Publique dello scorso anno. Deciso invito a distogliere l’attenzione e posarla su qualsiasi altra cosa si muova tra qui (il prato) e il palco… per esempio, Acty surriscalda lo zoom della sua digicamera insistendo su un bikini effettivamente hot (e da applausi) … oppure dedicarsi ad attività collaterali … .teoremitti e Alfa si danno i baci, io scrivo sul quadernetto, Zok sfoglia il giornale, etc etc

E se ci accendessimo una cartina arrotolata e piena di tabacco e droga leggera sbriciolata?

Così, giusto per ingannare l’attesa. Tanto ormai abbiam fatto 1000 facciamo 1001…

“Mi pare che nei prossimi ci suona il cugino di Donadoni” (indimenticata ala destra del Milan e della nazionale, n.d.f.) suggerisce Acty …ah… come avrete potuto notare il livelo di gossip in questa edizione di AW è davvero serrato.

I Lana dunque, cugino di Donadoni o meno, propongono un grunge alla Verdena. Liscio liscio. Su disco qualcuno conferma rendono molto di più, ma anche qui sul palco fanno la loro onesta figura. Non si grida al miracolo, non si grida “bravi! Bis!”. Si lasciano ascoltare. E di certi tempi, forse, è già qualcosa.

“(Molto) bella e brava la cantante”, .teoremitti è ipnotizzato dalle grazie orientali della violinista. La qual cosa crea non pochi problemi con la sua ingelosita ragazza, cosa volete farci: il rock’n’roll è anche questo no? Lunga vita al rock’n’roll ! E anche se i Giobia fanno una specie di folk moderno va bene lo stesso. Siamo dalle parti dei primi Ustmamò e ogni tanto svisate alla Modena City Ramblers. Sono molto molto meglio quando restano eterei sfuggenti trasognati anche nelle inflessioni folk, come fossero chiari di luna e baci dati in riva al fiume. Ah, penso riferito alla violinista, sul taccuino ho segnato “avercene di pezzi di legno così, andavo sempre dal falegname”, ma ora come ora non ricordo più chi è l’autore di tale aforisma. E per non far torto a nessuno, se vi va, lo tramanderemo ai posteri come Anonimo. Bravi e giovani i milanesi Giobia dunque, vedremo cosa sapranno fare in futuro. Grazie femminili o meno.

Scrivo mentre Acty mi riprende con la telecamera. Mi sembra d’essere a Real World di MTV. Cosa si vince ? Pochi insulti verbali e qualche manciata di email da leggere e cestinare subito. Poca roba comunque. Chi me lo fa fare ? Non lo so. Posso rispondere ‘mi viene, non ci penso, è come se lo dovessi fare’, senza sembrare un invasato in preda a chissà quale dèmone ? A proposito. Mi accorgo, tornato a casa, nei giorni spesi a buttare giù questo maxiracconto, di aver preso pochi appunti sul quadernetto lì ad Arezzo. O meglio, non pochi, ma meno e molto più frammentati rispetto alle altre edizioni. Se vuol dire qualcosa in particolare o meno non lo so, e nemmeno mi interessa saperlo. Era solo per dirvelo. Rendervi ancora più partecipi. Farvi venire un po’ più vicini, avere un po’ di compagnia, qui, adesso, mentre scrivo queste righe che sembrano a volte interminabili ma che in realtà non bastano mai. Che mestiere del cazzo. Come fai a mettere 4 giorni in una dozzina scarsa di pagine ? Come fai a scrivere e contemporaneamente a vivere (e viceversa)?

Psyco Stage

Fascinazioni orientali, tra Asian Dub Foundation e Almamegretta per i The Tantra Tribe Unlimited. Non proprio giovanissimi, ma arzilli e massicci. C’è anche una ballerina del ventre, io tendenzialmente per queste cose sono prevenuto, però la gente applaude. La musica è un tappeto ipnotico, l’mc riesce a mantenere tutto il concerto senza pronunciare una sola parola in italiano e senza risultare del tutto ridicolo

La stanchezza sale e permea in un abito appiccicoso e denso i sensi. Fa caldo che non riesco a capire se c’è più o meno gente degli altri anni, se la gente è interessata, com’è la gente, cos’è poi la gente?

Ci sono alcuni momenti in cui mi sento puro come un bambino “sono ora come sono sempre stato, un bambino in piedi in mezzo al prato…”. E anche se il manto erboso dello psycho è peggio di san siro dei momenti d’oro, questo è uno di quei momenti. Sorrido al mondo e il mondo mi sorride.

Sì, stiamo fumando (ancora) roba buona.

I Malastrana. Sempre dal Veneto, anche loro a mischiare melodia e campioni, elettronica e chitarre, con un sound (e un atteggiamento live) molto molto Subsonica: le linee vocali vanno quasi a fotocopia, ma senza la voce di Samuel e anche come si muove il cantante, mano in tasca e/o tesa in avanti, molleggiato e flemmatico…già, dazio pesante da pagare all’ensamble torinese. Comunque lenti e evocativi. Leggeri, ecco.

Poi, come spesso accade, la ruota gira all’improvviso, che non te ne accorgi mai che sta girando e poi, track! Tutto è cambiato. Come dire: a mezzogiorno sereno il pomeriggio tempesta, cioè in tempo-zero inizia a diluviare e la temperatura passa da 35 a 15 gradi centigradi. Ci si rifugia sotto il tendone del bar. Noi di Rockit privilegiati dal braccialetto-pass-brillantinato-gay pride-verde e alcuni punkabbestia, che loro non sono privilegiati ma ci sono sempre. Come del prezzemolo andato a male. Si scrive un po’. Un po’ si scherza, ma è come una risata nervosa. Fa un freddo cane (sono in canottiera, pantaloncini corti e ciabatte infradito!). Siamo stanchi. Acty a un certo punto chiama i numeri della tombola, i punkabbestia guardano stupiti e non capiscono.

Qualcuno, giorni dopo in un thread sul forum di Rockit, apostroferà poi Acty come “Panzabbestia”.

La cosa mi fa ridere da solo come un cretino ogni volta che ci ripenso.

Niente Persiana Jones, per questo Arezzowave-no-ska-version. Piuttosto, appena smette per un attimo di piovere, Convitto… Una doccia bollente. Tornare in classe, cioè alla stanza. Vestirsi. Mettersi un maglione. Stare sdraiati sul letto a occhi chiusi. Intorno qualcuno si da i baci, qualcuno si da delle arie (nel senso che scoreggia a tutto spiano). Diverse prospettive, entrambe comunque degne di rispetto.

Un messaggio del Tinx: “ma dove sei finito ?”

Chiudo appena gli occhi.

“O vado a casa immediatamente e mi metto a scrivere, o scappo via e inizio una vita tutta nuova“ (H. Miller)
Un pensiero: e se scappassi via e iniziassi a scrivere ?

Sarebbe una vita nuova no?

Non c’è tempo per ascoltare cosa mi auto-rispondo. Si prende la Acty-car e
Stadio.

Aperitivo.

Vino. 100005 canne.

1000 concerti (in realtà solo 3 ma sembrano 1000)
100 parole pronunciate in tutta la sera dal sottoscritto.

Un punkabbestia vende “sfere magiche che volano nell’aria” (cioè bolle di sapone), Acty ne compra un po’ per 1 euro. L’effetto è straniante, ma bisogna ammetterlo ha una certa poesia. La stanchezza un po’ ci fiacca ma non molliamo. Mai. Tutto gira intorno e il perno fisso è lo stand con le connessioni a Internet. Maryta di ritorno da NewYork dovrebbe essere da queste parti, ma chiaramente le nostre traiettorie non si incrociano nemmeno questa volta, che buffi che siamo. Anywayz. Si continua: “Ciao mamma guarda come mi diverto”. Non ci fermiamo un secondo che sia uno. Se non qualche ora dopo, sulla strada per la Love Zone, a un incrocio svolta a sinistra, poco fuori Arezzo, che a fermarci sono i carabinieri. Non ci scomponiamo più di tanto.

Carabiniere (con classico tono inquisitorio/aggressivo): “Tu !! Cosa porti ?”
Acty (con flemma/strafottenza romana): “Ecche porto!? 'A ggente porto…”

Ripartiamo, ridendo e cantando. Alfa e .teoremitti abbracciati sui sedili posteriori.

La Love Zone è il centro di un mondo felice quanto, a ben vedere, inconsistente. “Questa è Club Culture ” ci spiegherebbe Bertallot “non è solo discomusic, è una nuova forma di intrattenimento e di socializzazione e di diffusione di cultura, soprattutto, contaminazione, scintille, creazione universale” magari citando Marinetti o Pessoa… ah ecco… ma noi siamo ignoranti e si balla e basta, non le capiamo mica tutte queste sfumature. Anche perché un attimo prima c’è buio pesto e l’attimo dopo c’è una luce strobo che mi perfora l’iride. Tutto è rosso giallo blu. E noi ci balliamo sgraziati in mezzo. E quando si decide che è troppo si balla ancora un po’ e poi si torna alla macchina. Tutto molto semplicemente.

Acty “...ma cche è quello? Un bambinello ?”, scambiando un faro acceso di una macchina parcheggiata sul ciglio della strada con un piccolo altarino in onore del bambingesù. Siamo messi bene. Acty è quello messo meglio dei 4. Fate voi.

Ridono anche gli alberi.

La Località Chiaretto è un presepe gigante.

E noi siamo i Re Magi che fanno il karaoke.

Sulla strada del ritorno perdo definitivamente l’uso delle mie corde vocali.

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Scrivo:
Albe sintetiche, proporzioni reali, la stessa differenza, la tua grazia, qualche frase che sai non sai. Tutti questi anni? Ancora, ma senza resa.

>> 06. <<



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