28/07/2002 di



06.

Domenica

Wake up

Rovinati dai Litfiba sulla strada per l’Etnoworldmusic e aggrappati alla voce di un Francesco Renga del sud, sul palco i calabresi Con-tatto. Argh ! C’è che alcune canzoni iniziano anche bene, ma poi subito si perdono in pietosi arrangiamenti (dicesi ‘rock italiano con la muffa’) mancano di immediatezza e freschezza tipo Folkabbestia (se è in quella direzione che si vuole andare), l’approccio al tutto è davvero troppo mediocre/intellettuale (per dire, se vuoi fare Daniele Sepe devi avere tutt’altro spessore). I testi sono pessimi al limite del ridicolo, la voce è bella ma è, come già detto, “tipo Gigi Sabani”, cioè un’imitazione. Acty: “che schifo questi ! fanno proprio schifo” …

Con gli Hybrido (Sardegna), si evidenzia un limite di molte band del sud selezionate: l’arretratezza di spunti e modelli. Ne parlo con Zok (sardo) e mi conferma quanto già intuivo, non sono le buone band a mancare, quanto gente che ne capisca qualcosa tra i selezionatori, “questa è gente che se si fossero presentati gli Uzeda alle selezioni li avrebbe lasciati a casa a cuor leggero” si infiamma Zok, per portare magari chissà quale schifosa cover-rock band- aggiungo io. E infatti gi Hybrido sono appena appena al limite della decenza, ma a voler essere buoni, visto che sono l’ultimo gruppo che vediamo in questa versione di Arezzowave…

Già, ci avviamo alla fine. E come ogni Fine che si rispetti c’è una Conferenza Stampa a tirare le somme, in cui il big boss Mauro Valenti parla con comprensibile orgoglio di ArezzoWave e lo definisce prima una “ragnatela”, parlando di “selezioni sul territorio” e poi allarga il tiro e lo descrive come “un evento straniero, cioè con una progettualità europea e internazionale”. Il che non è molto lontano dalla realtà, a vedere i risultati di pubblico e di band proposte (forse si potrebbe obbiettare qualcosa sulle band regionali selezionate ma insomma avete capito da voi se avete letto bene tutto questo mio lungo racconto). “AW costa 2 miliardi” ed è tenuto in piedi nei giorni della sua durata da 500 volontari come mauro valenti stesso ammette “impagabili”. Poi si parla della “ricettività” della comunità aretina nei confronti dei ggiovani, chiusura iniziale e poi via via apertura quando ci si è resi conto di quanti soldini può fruttare un festivalino così. Ristoranti e alberghi pieni, commercianti felici. Per dirla con una definizione molto azzeccata: questo è puro “turismo musicale”. E perché no. lunga vita al turismo musicale se rimane di qualità e da la possibilità di stare così bene…ok. Applausi. Dissolvenza incrociata a chiudere.

E’ l’ora di tornare al Convitto. E’ (quasi) l’ora di tornare a quella città senza cielo che è Milano.

Ce ne ho un po’ pieni i coglioni. Anzi sapete cosa vi dico ? Via la Maschera al grido spontaneo di “Siamo Strafattiii !!!”. La comitiva applaude e salta e ride divertita. Lasciatemelo dire: e vaffanculo alle maschere ! E adesso smetto anche di scrivere. Avete letto abbastanza. Non ne avete più voglia voi, non ne ho più voglia io.

Con tutto quello che c’è da fare fuori. Stare qui chiusi davanti a un monitor. 15 pagine in times new roman corpo 10 possono ben bastare…
Ok, a chiudere allora. Senza avere la presunzione di sentirmi chiamato in causa, nel congedarmi vi lascio questo estratto, da un articolo di Gabriele Romagnoli uscito sul numero speciale di Diario “Dov’è la vittoria”. Io lo trovo bellissimo e volevo condividerlo, chi lo sa, con quanti di voi il Talento ce l’hanno per davvero:

“Avrebbe trovato un qualsiasi ostacolo per salvarsi dal proprio talento, facendone l’uso più alto e gioioso: lo spreco”

Ok, ho scritto davvero troppo. Finisco qui.

Buon vacanze allora.

Ci vediamo alla prossima.

(Non mollare adesso. E non avere paura)

Un bacio.

Sto arrivando



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