Paolo Benvegnù - B-Side - Rende (CZ) Live report, 21/01/2008

13/06/2008 di

(Del Papa e Benvegnù - Foto di Ester Apa)

Paolo Benvegnù e Massimo Del Papa insieme per un concerto-reading: la parola diventa la prima protagonista. Lo scrittore presenta alcuni estratti dal suo ultimo “Presto o tardi”, il cantautore lo accompagna con la chitarra ritagliandosi, a volte, lo spazio per proporre qualcuno dei suoi brani migliori. Una sintonia stupefacente, una serata affascinante. Ester Apa racconta.



E’ poesia postmoderna quella che Paolo Benvegnù e Massimo Del Papa elargiscono agli appassionati di buona musica, radunati ancora una volta numerosi a Sotterranei Pop Live, nel consueto appuntamento quindicinale che lo storico programma di Rlb (Radio Libera Bisignano), mette a punto da diversi mesi ormai al B-Side Music Live Pub di Rende. Un concerto-reading in cui lo scrittore milanese, penna storica de Il Mucchio Selvaggio, accarezza con i frammenti letterari del suo ultimo romanzo “Presto o tardi” le gemme musicali dell’ex fondatore degli Scisma in un ingranaggio culturale a due voci che si completa reciprocamente in gradevoli armonie. La protagonista assoluta diventa la parola. Scritta, cantata, sussurrata, lacerante: le parole ti ricordano nella luce soffusa e nel devoto silenzio dei presenti che le democrazie possono trasformarsi in meccanismi inceppati di potere, che è la povertà mentale quella che fa più paura e che le etichette e gli schieramenti che fagocitino il pensiero ancora prima che questo si affacci al mondo sono sovrastrutture decisamente inconsistenti. Del Papa pesca dritto nel bagaglio emozionale più intimo della sua produzione letteraria: la passione viscerale per la scrittura, il ricordo che fa ancora male di un padre andato via prima del tempo, lo sbigottimento per uno status quo che nega le diversità e predilige il monocolore. Benvegnù entra prima in punta di piedi per poi acquisire spazio e gestirlo con estrema padronanza, accompagnando con voce e chitarra questo “Mai Tardi Tour” e regalando ai presenti interpretazioni magistrali della sua produzione musicale. C’è il sentimento delle cose, le distanze da frantumare dei “Cerchi nell’acqua”, i rumori che si attenuano e le macchine che diventano cristalli di “Quando passa lei”, gli eventi che passano e ci sfiorano senza toccarci perché non siamo in grado di comprenderli (“Il Mare Verticale”). I migliori brani di “Piccoli fragilissimi film” si contaminano alle ultime fatiche musicali del cantautore toscano: i silenzi indispensabili per controllare le parole di “La distanza”, l’agonia di chi si arrende ma continua a proteggerti pur restandoti lontano (“Nel Silenzio”), l’omaggio a Pasolini nella straziante “Cosa sono le nuvole” e infine il ritorno alle origini musicali con “Troppo poco intelligente”, incantevole brano tratto da “Armstrong” (1999). Sintonia, complicità artistica ed emozionale sul palco fra i due protagonisti fanno il resto: catturano, conquistano, diventano capaci di sottili ironie ma soprattutto sono fonte di impareggiabili fascinazioni.



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