Verdena - Babylonia - Ponderano (Biella) Live report, 16/03/2002

17/03/2002 di



I Verdena – come molti di voi sapranno – hanno avuto quella fase (e tuttora ne sono nel vortice) che si usa chiamare maturazione: ne abbiamo le prove e le abbiamo sentite tutti in “Solo un grande sasso”, l’ultimo album del terzetto.

Situato nella cornice di un Babylonia non 'sold out' ma comunque popoloso, il concerto parte con “1000 anni con Elide”, e si capisce subito il taglio musicale che verrà dato alla performance: crescendi sonici, varianti atmosferiche e lucide progressioni di psichedelia acida, unite ovviamente alle canzoni di album ed EP. Si prosegue con “Stenuo”, per poi arrivare a “Nova”, che dal vivo acquista ancora più spessore, passando per “L’infinita gioia di Henry Bahus” e “Blue”.

Subito dopo un poker d’assi di rock lancinante: “Cara prudenza”, “Starless” (una delle mie preferite: de gustibus non disputandum est), “Valvonauta”, e “Reverberation”, in una gustosa versione psycho-garage-rock sempre aperta a divagazioni strumentali. Ed ecco quindi “Meduse e tappeti” e la magnifica “Miami Safari” per poi arrivare, infine, a “Dentro Sharon”.

Conclusasi qui la prima parte del concerto, i Nostri rientreranno in scena per proporre “Viba”, “Onan” (seppur con qualche problemino alle corde della chitarra di Alberto), “Il tramonto degli stupidi” (inedito sulla falsariga dell’ultimo album) e la bellissima “Spaceman”. Il live si concluderà infine con “Ultra-noia”, caratterizzata da una immensa coda strumentale che terminerà nel noise più convulso.

È stata una piacevole sorpresa, questo concerto dei Verdena: piacevole vederli così coraggiosi nel lasciarsi andare a code strumentali che a volte infastidivano il pubblico meno attento (comunque conquistato con il succedersi della musica).

La sfida è stata lanciata: niente più canzonette! Ma bisogna fare in modo che neanche questo nuovo suono diventi maniera e si perpetui su se stesso: meglio cazzoni che canonizzati. Lo dicevo anche ieri sera durante il concerto…

P.S. Il concerto è stato aperto dai torinesi Hamelin, ma per motivi personali (checcazzo, sono arrivato in ritardo) mi sono perso la loro performance. Chiedo venia.



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