Baci dalla provincia: Dimartino ci racconta Misilmeri Rubrica

I ruderi del Castello di Misilmeri - I ruderi del Castello di MisilmeriI ruderi del Castello di Misilmeri - I ruderi del Castello di Misilmeri
13/05/2015 di

Come sono le piccole realtà di provincia o le città italiane poco famose, viste dagli occhi dei musicisti che ci abitano o che ci sono cresciuti? Lo abbiamo chiesto direttamente a loro, che per una volta, invece di suonare diventano guide turistiche piuttosto particolari. Oggi Antonio Di Martino ci porta a Misilmeri, in provincia di Palermo.

Qual è il luogo della tua città da visitare assolutamente?
Si può visitare la parte vecchia di Misilmeri, il quartiere di San Vincenzo. Poche case, molte abbandonate, disposte a cascata su una rocca. Alla cima della rocca c’è un castello arabo.

In quale posto si mangia meglio?
Nei mercati si trova ottimo cibo.

Qual è la storia o leggenda metropolitana più assurda che si racconta nella tua zona?
Si dice che nel suddetto castello ci sia una pentola piena di monete d’oro che viene consegnata dal fantasma del guardiano solo a chi riesce a portare un bicchiere, pieno fino all’orlo, dell’acqua della fontana della piazza fino al castello senza versarne una goccia. Una cosa decisamente difficile. Da piccoli ci abbiamo provato diverse volte, una di queste il mio amico Salvo c’è anche riuscito.

Descrivi in tre parole la gente del posto.
Felice, buona, religiosa.

In quale negozio di dischi ti sei fatto una cultura musicale?
Non c’è mai stato da che mi ricordi un negozio di dischi. Però c’era ogni tanto un ragazzo più grande che portava dei dischi nuovi dalla città.

Cosa si fa il sabato sera?
Passavamo il tempo a suonare e poi si andava con i motorini nei paesi vicini a cercare ragazze nuove, oppure ci imbucavamo alle feste di diciotto anni nei magazzini.

Dove si ascolta / ascoltava la musica dal vivo?
Poche erano le occasioni, non c’erano molti locali che proponevano altro se non il piano bar o qualche cover band di Pino Daniele. Però in estate c’era la festa del paese e venivano i cantanti famosi a suonare. Una volta, ma io ero troppo piccolo, venne Edoardo Bennato e gli aprì il concerto Ligabue. La band più estrema passata da qui sono stati i Negrita quando vinsero Italia Wave negli anni 90’.

Dove hanno la sala prove le band del paese?
La cosa bella di suonare in paese è che non hai molta difficoltà a trovare una sala prove. Sono molti gli edifici fuori dal centro abitato dove si può provare. Noi ad esempio provavamo in una stalla.

Quale band è diventata punto di riferimento per gruppi locali?
Pino Daniele e i Dream Theater.

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