Baci dalla provincia: i Misère de la Philosophie raccontano Piombino Rubrica

PiombinoPiombino
23/04/2015 di

Come sono le piccole realtà di provincia o le città italiane poco famose, viste dagli occhi dei musicisti che ci abitano o che ci sono cresciuti? Lo abbiamo chiesto direttamente a loro, che per una volta, invece di suonare diventano guide turistiche piuttosto particolari. Oggi i Misère de la Philosophie ci raccontano Piombino, in provincia di Livorno.

Qual è il luogo della tua città da visitare assolutamente?
Piombino è una città che ha le sue peculiarità da questo punto di vista. Il bel centro storico e i promontori sul mare si sposano con la realtà più industriale: non si può dire di aver visitato la città senza aver visto e vissuto questo contrasto, averne respirato il salmastro e l’acciaio. Due sono le tappe obbligate: una passeggiata in Piazza Bovio, una delle piazze terrazzate sul mare più suggestive d’Italia – dalla quale si possono ammirare le isole dell’Arcipelago Toscano e persino la Corsica nelle giornate più limpide – e una visita allo splendido Golfo di Baratti che, unico nel suo genere, racchiude magicamente al suo interno un paesaggio incantevole e un’affascinante necropoli etrusca.

In quale posto si mangia meglio?
Difficile dare consigli. Il posto più popolare in cui si respira la “piombinesità” è probabilmente la pizzeria (e trattoria) Da Tonino. L’Osteria Mangiafoco è un altro posto consigliabile per gustare, a prezzi onestissimi, piatti tipici della cucina locale come il polpo lesso, le acciughe alla povera o lo stoccafisso con patate. Negli ultimi anni, comunque, nel centro storico i buoni ristoranti si sono moltiplicati, a portata di tutte le tasche. D’estate la Sagra del Pesce è un appuntamento fisso: polpo lesso, struscia con le acciughe, frittura di paranza, un bicchiere (o più) di vino bianco e – come si dice da queste parti – “l’uomo vive!”.



Qual è la storia o leggenda metropolitana più assurda che si racconta nella tua zona?
Non so se si tratta della più assurda, ma senza dubbio quella “dell’Amburghi che si fissò sulla murena” è una leggenda curiosa innalzatasi a proverbio cittadino. La cosa ancor più curiosa è che non se ne sa un granché di questo Amburghi e che solo pochissimi riescono a fornire spiegazioni (spesso contrastanti, però) sull’origine di questo mito popolare. L’interpretazione è libera…

Descrivi in tre parole la gente del posto.
Marittima, industriale e (spesso) provinciale. Con un po’ di fantasia potremmo caratterialmente paragonarla a dei fichi d’india: per arrivare a godere della parte più dolce bisogna prima passare dalle spine.

In quale negozio di dischi ti sei fatto una cultura musicale?
Piombino ha un solo negozio di dischi e di strumenti musicali: “Pachi Musica”. Una tappa obbligata (almeno prima della ‘rivoluzione digitale’) per chiunque volesse procurarsi dei dischi: è lì che si potevano ordinare o, per chi era più fortunato, comprare immediatamente i dischi che le riviste musicali ci consigliavano.

Cosa si fa il sabato sera?
Noi andiamo a fare aperitivo sempre nel solito locale (Lo Zibibbo), dove passiamo spesso le serate a parlare di musica ascoltando la piacevole selezione musicale fatta da Francesco, il gestore del locale. Per il dopo cena il centro storico offre svariati locali dove poter bere e conversare in compagnia, soprattutto quelli che si affacciano sul mare, maggiormente animati durante il periodo estivo.



Dove si ascolta / ascoltava la musica dal vivo?
Purtroppo i posti per suonare dal vivo, soprattutto per le rock band, sono pochissimi: da qualche tempo alcuni pub e locali stanno cercando di creare un qualche circuito che si muova al di fuori delle classiche cover band.

Dove hanno la sala prove le band del paese?
Non c’è un posto fisso in realtà: chi è più fortunato ha un garage o un fondo in affitto nelle zone limitrofe della città, altri usufruiscono delle sale prove messe a disposizione dalle scuole musicali della città o dal “Centro Giovani”.

Quale band è diventata punto di riferimento per gruppi locali?
Probabilmente per ricercare un artista che sul piano locale rivesta un valore simbolico e rappresentativo molto forte bisogna risalire fino a Livorno: stiamo pensando a Bobo Rondelli. Non ci sono altri musicisti della zona che abbiano avuto una risonanza così forte da riguardare tutti e diventare “popolare” nel senso più ampio del termine. Per quel che ci riguarda non abbiano in mente alcuna band locale da prendere come punto di riferimento. Solo per dovere di cronaca – e a prescindere dai gusti musicali – è degna di nota una certa scena heavy metal consolidatasi durante gli anni ’80, anche in termini di riscontri europei, grazie a gruppi come Domine e Dark Quarterer. Ma questa è un’altra storia…

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