Baci dalla provincia: Populous racconta Lecce Rubrica

09/07/2015 di

Come sono le piccole realtà di provincia o le città italiane poco famose, viste dagli occhi dei musicisti che ci abitano o che ci sono cresciuti? Lo abbiamo chiesto direttamente a loro, che per una volta, invece di suonare diventano guide turistiche piuttosto particolari. Oggi Andrea Mangia aka Populous ci porta a Lecce e provincia.

Qual è il luogo della tua città da visitare assolutamente?
Il centro storico di Lecce, perchè a Sogliano Cavour (il paese dove son cresciuto) non c’è veramente NULLA da vedere.

In quale posto si mangia meglio?
Alle Macare, ad Alezio.

Qual è la storia o leggenda metropolitana più assurda che si racconta nella tua zona?
Quella delle donne tarantate, ma non me la ricordo.

Descrivi in tre parole la gente del posto.
Il detto è “leccese, falso e cortese”. Sottoscrivo, aggiungendoci anche che però è gente con la quale ci si diverte parecchio.

In quale negozio di dischi ti sei fatto una cultura musicale?
Al Crash di Corigliano D’Otranto. Ora purtroppo ha chiuso, come del resto quasi tutti i negozi di dischi.



Cosa fai il sabato sera?
Di solito son sempre via durante i week end ma quando sono in Salento esco a cena con i miei amici. Oppure al cinema. Roba tranquilla insomma, è raro che decida di far serata anche durante i sabati free. Qualche anno fa poi credo d’aver stabilito il record di sabati sera trascorsi a casa a non far nulla. Avventuroso vero?

Dove si ascolta / ascoltava la musica dal vivo?
Quando ero poco più che un bambino mia madre mi lasciava andare ai concerti solo con mio cugino. Solo grazie a lui ho potuto frequentare i centri sociali della zona, dove naturalmente ero sempre il più piccolo. Ho visto bellissimi live e posso affermare con certezza che è cominciato tutto così. Poi a 18 anni sono emigrato a bologna per fare il DAMS e li ho capito che non avrei mai più messo piede in un centro sociale.

Dove hanno la sala prove le band del paese?
Non ne ho idea. Non prendo in mano una chitarra da “Nevermind”.

Quale band è diventata punto di riferimento per gruppi locali?
Ti direi i Sud Sound System, anche se per me non sono mai stati un punto di riferimento musicale bensì maestri di attitudine, passione e coerenza. Ad ogni modo ce ne sono tanti di artisti bravi qui in zona. Rocco (Congorock) ormai è un vero capo qui, tutti i ragazzini lo adorano e quando suona in provincia è sempre un delirio. Poi c’è Jolly Mare e Luminodisco che troneggiano nella disco. Gli outfits di Lucia Manca. Giorgio Tuma che è anni che scrive canzoni meravigliose ma in Italia se lo cagano in pochi per non so quale misterioso motivo. Echopark e Matilde Davoli, anche se ormai sono londinesi a tutti gli effetti. Okee Ru è il mio dj preferito. E poi c’è la crew di beatmakers dell’HHabitat records. Insomma, ci sono punti di riferimento per ogni genere. Basta scegliere.

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