Bagarini online, perché nessuno prova a fermarli?

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10/06/2015 di Elisabetta Schiatti / lisadubh.tumblr.com

Bagarini in strada, bagarini digitali. Creature odiose, eppure alla fine dei giochi vincono sempre loro.
Quante volte non siamo riusciti ad acquistare i biglietti per un concerto atteso? Quante volte, puntuali al computer e con carta di credito in mano, ci siamo tristemente rassegnati davanti al bollino rosso del non disponibile?
La verità è che è impossibile vincere contro chi vuole speculare sui concerti.
Oggi un bagarino può facilmente acquistare i biglietti grazie ai Ticket Bots, specifici software creati per comprare enormi quantità di biglietti alla velocità della luce. I Ticket Bots sono studiati per sfruttare al meglio i vari rivenditori, con versioni ottimizzate per TicketMaster, per TicketOne, per AXS e simili.

A questo link, per esempio, si trova una lista di Bots per acquistare ovunque nel mondo, battendo sul tempo qualsiasi essere umano. Il costo è alla portata di tutti, si va dai 1000 dollari per TicketOne al pacchetto da oltre 3000$ per TicketMaster; in questo sito, invece, abili freelance sono ingaggiati proprio per sviluppare i ticket bots. Una volta acquistati i biglietti, questi vengono messi in vendita sui circuiti secondari, come Viagogo o StubHub o SeatWave, con prezzi gonfiati. Tutto alla luce del sole, tutto legale. Sembra incredibile!

Sebbene in Usa e Uk ci siano stati dei tentativi legislativi per porre rimedio a questo tipo di frode, ancora non esistono leggi che possano proteggerci del tutto. Il fenomeno è diffusissimo e odiato dai fan quanto dagli artisti, un po’ meno da chi vende ufficialmente i biglietti. Perché nel loro caso, comunque, il business non viene intaccato.



Reg Walkner, esperto britannico di frodi legate al ticketing, analizza il fenomeno da oltre 16 anni. Afferma che nell’ultimo anno, durante il quale ha investigato su 120.000 biglietti di concerti ad alta richiesta, circa il 30% delle vendite siano andate ai bagarini. In un articolo del 2013, il New York Times riporta delle accuse a TicketMaster, colpevole di tollerare la pratica dei bots e sostiene che il 60% delle sue vendite vada proprio ai sistemi computerizzati. Secondo il NYTimes il comportamento compiacente viene messo in atto rallentando i bots, invece di bloccarli. D’altra parte, proprio il rivenditore ufficiale in alcuni casi ha una posizione ambigua: TicketMaster è una proprietà Live Nation, che possiede anche TicketsNow e Get Me In, due piattaforme per la vendita secondaria dei biglietti.

Secondo i circuiti secondari, la maggior parte dei biglietti messi in vendita sulle loro piattaforme proverrebbero dagli sponsor, dai fan club e dai corporate ticket indesiderati. Le vendite dei bagarini costituirebbero una percentuale esigua.
In questo far west però a rimetterci sono soprattutto i fan: Jim Glancy, promoter indipendente di New York, racconta che spesso ci sono concerti sold-out con il 20% di no-show ma persone ai cancelli desiderose di entrare.

Gli artisti, che non guadagnano dalla maggiorazione di prezzo dei biglietti, sperimentano in cerca di soluzioni: i Foo Fighters a fine 2014 hanno venduto i loro biglietti solo nei box office fisici. Una scelta retrò per evitare che i computer assaltassero i loro ticket; Bon Jovi nell’ultimo tour ha proposto biglietti dal prezzo elevato (175$). Secondo un articolo di Billboard sul bagarinaggio, il prezzo alto scoraggia i bagarini perché abbassa i loro margini di guadagno. Gli U2, per il tour 2015, hanno subordinato la vendita in anteprima dei biglietti con il pagamento dell’abbonamento al fan club.
Ancora una volta, soluzioni che rovesciano i costi sulle spalle dei fan.

C’è una soluzione equa? Perché non si rende illegale l’acquisto con i bots? Perché non si permette alla venue o all’organizzatore di riprendersi un biglietto indesiderato? Perché non si costringono i circuiti secondari a vendere i biglietti al prezzo ufficiale?

Tag: bagarini live music business concerti

Commenti (11)

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  • Alessandro Landi 31/12/2015 ore 14:08 @alessandro.landi.33

    Purtroppo anche in termini di legge nn vi sono garanzie, tempo fa scrissi alla federconsumatori per avere delucidazioni in merito alla pratica del bagarinaggio on-line, prontamente mi risposero che legalmente era consentita una vendita maggiorata purché vi rimanesse traccia fiscale, ovvero finché il bagarino paga le tasse sulle vendite può fare il prezzo che vuole. Ovviamente lo stesso discorso nn vale per il classico bagarino fuori dal concerto, difficile che quello ti stacchi una ricevuta!

  • Kranz 04/01/2016 ore 21:24 @Kranz

    Ho capito !
    E un classico all'Italiana..... visto che al governo interessa solo incassare in qualunque modo sia e i cittadini sono nella giungla come al solito
    Quindi come dicevo l'unica soluzione sarebbe quella che i gruppi si accollassero l'onere della vendita dei tickets .... cosa impegnativa e quindi rien a faire !!!!

  • il.kurgan 16/05/2016 ore 11:36 @il.kurgan

    Dubito che anche il bagarino online paghi tasse in italia.....

  • Leonardo Genovese 23/06/2016 ore 11:40 @leoge9se1

    La soluzione sarebbe facilissima, biglietti nominali (quindi si eliminano i bagarini fuori dagli eventi) e i vari viagogo obbligati a vendere i biglietti al prezzo d'acquisto al massimo. Se non si fa è perché non si vuole fare, punto.

  • Mirko Bracchitta 08/10/2016 ore 15:46 @mirkoxp

    Proviamo con questo?

    https://www.change.org/p/chiudere-ticketbis-in-italia

    Attention Required! %7C CloudFlare

    https://www.change.org/p/chiudere-ticketbis-in-italia

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