Balordi nostalgia

La Cricca dei Balordi, gruppo di culto per i fan del rap italiano, torna sulle scene. E lo fa più di vent'anni dopo un disco come "Musi" e collaborazioni con Bassi Maestro e Fritz Da Cat, per qualcosa che ancora oggi suona come pura fantascienza. In attesa del nuovo album, ecco la loro storia

02/04/2026 - 17:44 Scritto da Luca Gissi

Buone nuove per l’hip hop italiano: il sottoscritto inizia a scrivere su Rockit con la fotta di un tredicenne su Aelle nei Novanta. A parte gli scherzi, archiviata l’autocelebrazione, l’annuncio via Instagram degli scorsi giorni è una piccola scossa tellurica:

“Il 22 Maggio uscirà il nuovo album ufficiale della Cricca dei Balordi aka Supa & Rido, 25 anni esatti da Musi. (...) Il nuovo disco è interamente prodotto da Bassi Maestro e Dj Zeta e sarà incredibile. Il team (Sanobiz) si ritroverà al completo sul palco del Circolo Magnolia”.

Siamo ai livelli di un proclama di guerra per tutti gli hip-hop-headz in connessione. Sì, mi diverte quel linguaggio. A distanza di quattro anni da VCO MOSTRI, EP iconico con Phra Crookers, Rido e Supa rompono un silenzio discografico durato due decenni. E ha tutti l’aria di essere roba seria. Per motivi anagrafici, la prima volta che ho ascoltato i CDB è stato in un featuring con Nitro su Mia maestà di Bassi Maestro, alle medie nel 2017: da Prendi tutto ho poi recuperato nel corso degli anni la discografia di un gruppo che ha segnato la storia del genere in Italia. Se oggi festeggiamo, abbiamo un motivo in più per ritornare sulla loro parabola. 

La copertina di 'Musi'
La copertina di 'Musi'

Stresa, 1992. Sono lontani i tempi in cui Hemingway, che ambienta proprio nel paese della Verbania parte del suo Addio alle armi del ‘29, diceva del Lago Maggiore che “questo posto batte il paradiso di gran lunga”. I nostri, forse scontenti di quel paradiso, lo trasformano in avanguardia dell’hardcore: prima ancora della Cricca dei Balordi, proprio dall’insospettabile bacino verbanese nasce il duo con il nome di Cracka Posse. Supa e Rido non hanno neanche vent’anni. Nell’epoca dei mixtape e delle cassettine, il loro tape Fondazione Cracka con Dj Double T del 1997 rimane un ottimo punto di partenza. Certo, non un'enorme diffusione ma, insieme con i live tenuti in zona, contribuirà a farli conoscere nell’ambiente dell’hinterland milanese e torinese.

A separare Stresa e Milano ci sono 100 chilometri, ma ad unirle ci hanno pensato i due con Bassi Maestro e Sottotono, con cui si andava formando la galassia Sano Business. Nella stessa cerchia anche Fritz Da Cat era pronto a fare prodigi: la Cricca presenzierà al leggendario Novecinquanta in Microphone Check 1,2 What Is This come già era accaduto nel precedente album del produttore con De Stijl. Ne citiamo un verso per poi tornarci in seguito: "Se credi, tutto è già pronto". A cosa? 2002, disco d’esordio, Musi.

CDB d'epoca
CDB d'epoca

Andrebbero citate anche varie uscite da solista o con SanoBiz al completo, da cui la loro Fuori dal coro è leggendaria, ma oggi per buona pace di Busdeez e soci ci concentriamo su Supa e Rido. Se nei primi anni Duemila si dedicano a un hardcore più esplicito, potendo citare il primo singolo Ninja Rap e un po’ tutto Musi con la generazionale Baggy jeans, oggi ci soffermeremo sulla già citata De Stijl. Ed ecco altro giro altra corsa.

Milano, 1998. Fritz ha 23 anni quando esce il suo Fritz Da Cat, con dentro nomi del calibro di Esa, Dj Gruff, Bassi, Turi, Piotta o Yoshi che firma l’incredibile Principi fondamentali della filosofia cronica. Ma prima dei titoli di coda appare alla traccia 16 proprio la CDB, che sfoggia un esercizio di stile giovanile incredibile. Nell’hip hop di quegli anni lo stile è tutto. Il nome riprende infatti la corrente artistica omonima di Mondrian e Doesburg, quel neoplasticismo squadrato tra toni di rosso, giallo e blu. Un concentrato di anni Novanta che schizza rime chiuse in modo strano da tutti i pori, con le parti più memorabili che suonano freschissime, pura fantascienza. Ottimo direi.

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“Quello era il periodo tecnica pura, astrattismo lirico, eccetera. È stato un periodo fighissimo secondo me, era divertente e difficile, anche, scrivere delle robe così, secondo me, perché alla fine avevano un senso, non erano parole buttate al vento, però è passato.”

Divertente e difficile, commentava già nel 2002 Supa su HotMC, dove Rido spiega che molto era preso dalla pagina wikipedia. Fatto sta che funziona! Ecco, ora anche quello è passato remoto? Per tornare all’inizio abbiamo visto Rido negli ultimi anni proprio in veste di intervistatore di Aelle, ma il rap è come andare in bicicletta: se uno spacca, spaccherà sempre. Ed in bici è sempre bello tornare con i propri amici. Che cuore i CDB. One love. Okay, la smetto.

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L'articolo Balordi nostalgia di Luca Gissi è apparso su Rockit.it il 2026-04-02 17:44:00

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