Band in Cantiere, Cantiere Sonoro - Il Coloniale - Cremona



Cantiere Sonoro continua e, seguendo il suo rituale programmatico, torna al Coloniale per una serata che vede esibirsi nell’ambito delle selezioni di Band in Cantiere Egonauta e Swampop, con band ospite quella autentica macchina da guerra chiamata One Dimensional Man. Le defezioni sono un aspetto caratterizzante di questa manifestazione, e anche questa volta la sfortuna non perdona: i Mirsie, di Torino, non possono partecipare a causa delle cattive condizioni di salute del cantante. Ma lo show deve andare avanti, e così salgono sul palco gli Egonauta.

Vengono da Cremona. Quindi Cremona è casa loro. Quindi portano gli amici. È la prima volta che salgono su un palco, intimiditi ma non impauriti semmai emozionati da una cosa bella come quella di esibirsi di fronte a delle persone. Gli Egonauta questa sera nascondono con naturalezza la loro data anagrafica e si presentano per quello che sono: una band di post-rock; quello dai lunghi arpeggi e delle atmosfere dilatate, quello delle esplosioni e dei silenzi, quello che io ho amato tantissimo e che tuttora amo da morire, quello che quando copia se stesso, invece, mi annoia come una puntata di Buona Domenica alla tivù. Gli Egonauta gli stanno nel mezzo, come fra i Mogwai ed i Tool, così fra le belle canzoni e la scopiazzatura, ancora troppo immaturi e ancora troppo poco originali, ma dotati del giusto buon gusto e di quella cosa che chiamano “margine di crescita”. Non a caso, vincono. Li risentiremo.

Dopodiché, è la volta degli Swampop. Il pop è bellissimo, io adoro il pop. Le melodie mi uccidono, donne bellissime leggere e imprendibili. Questa band viene da Torino e fa pop. Ma non mi piace. Credo sia vietato appesantire la leggerezza infarcendola di pretenziosità. Nelle canzoni di questa band il brit-pop affoga nel miele e nella noia, senza mai convincere pienamente. Così spiace che alcune soluzioni melodiche muoiano dentro le strutture create proprio da chi le ha scritte… forse è proprio su questo che è necessario lavorare.

Gli One Dimensional Man, invece, hanno ben poco su cui lavorare, dopo aver concluso un album, dopo averlo registrato e attendendo ora solamente una giusta casa discografica che possa produrlo in una giusta meritevole maniera. Questi tre ragazzi veronesi non sono cambiati: di loro rimane la potenza e la bravura tecnica impressionante, la capacità di dominare il palco ed il carisma per infuocarlo. Il live set di stasera è incentrato sui nuovi pezzi del nuovo album, e l’impressione è che siano dotati della stessa qualità dei precedenti, solo con un tocco di melodia ancora più marcato. Le distorsioni e il blues sporco adesso vengono sintetizzate in strutture a volte più dilatate ma pur sempre ruvide, con distorsioni ancora sporche ma non confusionarie. Eccezionale il riscontro del pubblico sui pezzi vecchi, ormai gemme ed anthem del nostro indie rock. L’uomo dimensionale sta dunque tornando con la sua carica adrenalinica e viscerale, con la sua potenza umana raramente riscontrabile ad eguali livelli. Prepariamoci ad assistere ad un nuovo tornado.



Qui sopra gli Egonauta, i vincitori della quarta serata di selezioni di Cantiere Sonoro.

ROCKIT non molla. Ecco a voi le impressioni avute dalle band esibitesi al Coloniale di Cremona per la quarta serata di selezioni di Cantiere Sonoro.

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L'articolo Band in Cantiere, Cantiere Sonoro - Il Coloniale - Cremona di Carlo Pastore è apparso su Rockit.it il 2004-03-19 00:00:00

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