Band in Cantiere, Cantiere Sonoro - Nec Ente - Cremona Live report, 27/02/2004

29/02/2004 di



2004: Cremona apre le sue porte al rock indipendente, come da quattro anni, ormai. Un esempio di passione, umiltà e perseveranza. Il tentativo di costruire in Provincia quello che altrove – forse – funziona di più; il tentativo di portare il micromondo indipendente all’interno di una galassia con consuetudini diverse, e con un bacino di utenza genericamente più basso rispetto a quello cittadino. L’amore per la musica, l’organizzazione di un evento e lo Stato che patrocina, nelle vesti dell’Assessorato alle Politiche Giovanili della città. Si va.

Quest’anno Cantiere Sonoro metabolizza l’esperienza delle precedenti edizioni e si evolve. Cambia la formula di esibizione, e rimangono solo due (e non più tre) band ad esibirsi in ogni serata, affiancate ora da un ospite posto come headliner e come calamita attrattiva per il pubblico. Come a dire che, per emergere, gli emergenti hanno bisogno degli emersi. Questo almeno in teoria. Quella stessa teoria che ci porta a disegnare mondi bellissimi e perfetti, dove i colori sono quelli che vogliamo e i volti quelli che ci piacciono. Quella stessa teoria che oggi, ieri e domani cozza, ha cozzato e cozzerà con la realtà di tutti i giorni. Così il Nec Ente, il locale selezionato per queste selezioni, è – ad inizio serata - popolato di sparuti crocchi di ragazzi che si guardano attorno in cerca di vita e di altre forme di vita. Io prima li guardo, poi mi intrufolo tra loro e lascio il nostro magazine. Gratuito, denso ed indisciplinato.

I primi ad esibirsi, stasera, sono i cremonesi Magic Sound Of Biscuits, un gruppo sicuramente inusuale, e per il nome e per la materia proposta. Influenze brasiliane, bossa-nova e un marcato approccio pop. Questo per incorniciare. Poi a completamento del quadro parliamo di una brutta esibizione, caratterizzata da un sostanziale staticità performativa e da molte pecche in fase di esecuzione (pezzi fuori tempo, un cantato a denti stretti un poco traballante), il tutto con dei testi simpatici, oggettivamente brutti, scritti in uno strano inglese maccheronico, enigmatico nel senso che non ci si capisce un cazzo. Probabilmente, però, la giovanissima età media del gruppo e il fatto che i componenti suonino insieme da un solo anno giustifica tutto ciò. Probabilmente.

Poi è la volta delle Ali di Vetro, chitarra basso batteria. E voce, purtroppo. Sostanzialmente, questa band è una buona band, capace di creare pezzi nervosi, degni della migliore tradizione rock, molto tesi, caratterizzati da un groove pieno, denso e roccioso. Nonostante questa sera il volume della chitarra sia basso, le Ali di Vetro piacciono di più quando liberano la loro anima nevrotica, in cui una ottima sezione ritmica (con un bravissimo batterista) detta il passo alla chitarra, che accetta e risponde di par suo. Ma poi, purtroppo, i ragazzi pretendono anche di cantare. E allora il tutto viene penalizzato. I testi delle Ali di Vetro sono infatti belli, ricchi di immagini, ma – purtroppo – l’interpretazione vocale non convince. La band, comunque, vince la serata meritatamente, e acquista così la possibilità di partecipare al Crock.

Infine, headliner della serata sono i Ganjamama, band dal passato di tribut-band di Bob Marley. Questo background si fa sentire con forza: i musicisti sono tecnicamente bravi, tengono il palco e fanno ballare la gente con canzoni assolutamente derivative (quelle scritte da loro) e cover di grande musica reggae. La differenza fra queste e le loro non si sente. Il pubblico, infatti, non la sente. E balla.



Qui sopra gli Ali di Vetro, i vincitori della prima serata di selezioni

Anche quest'anno ROCKIT collabora come partner con Cantiere Sonoro, manifestazione musicale a tutto tondo organizzata in quel di Cremona. E, anche quest'anno, partecipa alle selezioni per band emergenti come membro giurato.

Ecco a voi, dunque, le nostre impressioni riguardo le band in gara.

Pagine: Ali di Vetro Magic Sound Of Biscuits Ganjamama

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