9 motivi per cui una band si scioglie

Yoko Ono, per molti la causa per cui si sono sciolti i Beatles - yoko ono beatles splitYoko Ono, per molti la causa per cui si sono sciolti i Beatles - yoko ono beatles split
02/03/2015 di

Ari Herstand è un cantante e songwriter di Los Angeles che, tra le altre cose, cura un blog dove dà consigli ai musicisti. Ha stilato le nove cause, disposte in ordine di importanza, del perchè una band si scioglie. Eccole:

 

1) Soldi

Dai gruppi emergenti alle superstar, i soldi sono la prima ragione per cui una band si scioglie. Per quelle ancora all'inizio, o per quelle già di media notorietà, è più che legittimo stancarsi delle entrate minime che riducono i singoli membri del gruppo ad una vita al limite della povertà. Ma anche le superstar possono aver problemi con la gestione dei soldi: i Coldplay, ad esempio, sono famosi per dividere equamente i diritti di ogni canzone tra loro quattro, succede anche se Chris Martin decide di scrivere una semplice ballata chitarra e voce. Può sembrare ingiusto ma è l'unico modo per tenere i musicisti uniti: se i vari componenti iniziano a credere che il leader del gruppo guadagni molto di più di loro, è finita.

2) Le litigate

Dopo i soldi, le litigate interne sono la seconda causa di scioglimento di una band. Normalmente il motivo è uno solo: quando la personalità di uno dei membri va a sovrastare quella degli altri. Spesso capita che uno dei componenti prenda il ruolo di leader senza che nessuno gliel'abbia chiesto. Oppure, all'opposto, nel caso in cui si debba sopperire alla mancanza di un manager o di una figura che ricopra quel tipo di mansioni, se uno della band decide di prendere decisioni anche per gli altri finirà male: a prescindere dai risultati raggiunti, sarà sempre visto con sospetto dai suoi compagni e, di contro, non vedrà mai riconosciuto il lavoro e l'impegno che sta dedicando alla band sentendosi, immancabilmente, insoddisfatto.

3) La divisione del lavoro

Il punto due ci suggerisce un altro aspetto troppe volte sottovalutato: la suddivisione dei compiti all'interno di un gruppo. Ormai sono lontani i tempi dove una band poteva pagare un manager, un addetto stampa e un agente che curasse il booking dei concerti. Normalmente, soprattutto se una band è agli inizi, tocca ai componenti stessi prendersi cura di tutte le mansioni necessarie per far sì che la band funzioni. La band va intesa, quindi, come una piccola start-up su cui si investe tempo, soldi e creatività nella speranza di essere ripagati negli anni a venire. Se tutto ricade sulle spalle di una persona sola sicuramente non potrà lavorare bene ed a lungo, i gruppi che invece sanno dividere bene i compiti e gestirli nel modo più intelligente possibile avranno più chances nel costruire un futuro più solido e longevo.

4) L'ego

L'artista, nel 99% dei casi, ha un ego gigantesco. Bisogna imparare a venirci a patti prima che sia troppo tardi. Ad esempio: se si considera un genio assoluto diventa automatico per lui credere che se una persona non è disposta a pagare un biglietto per il suo concerto sicuramente sarà colpa del promoter, del gestore del locale o del pubblico stesso che è troppo ignorante per capire la sua arte. Il risultato più ovvio è che la sua band non suonerà mai dal vivo. Oppure – e ci ricolleghiamo al punto #2 – se uno dei componenti si crede nettamente più bravo e artisticamente più creativo degli altri, difficilmente la band rimarrà unita a lungo. Insomma, prima imparate ad essere umili e prima avrete la possibilità di garantire una carriera serena alla vostra band.

5) Gli obiettivi

Un discorso che prima, o poi, ogni gruppo deve affrontare è quello dedicato ai suoi obbiettivi. I singoli componenti vogliono vivere in tour tutta la vita o avere dei momenti anche con le loro famiglie? La band vuole trovare a tutti i costi un ricco contratto discografico con qualche major o preferisce rimanere indipendente a vita? Si è più interessati a creare un grosso seguito dal vivo o è meglio prima crearsi una fanbase online? È sorprendente di quante band già al terzo o quarto anno di concerti insieme, non abbiano ancora deciso quali sono i loro obbiettivi. Poi capita che arrivi una proposta importante per un lungo tour europeo e si scopra che uno dei musicisti non sopporta le troppe ore in furgone. Oppure che ad un altro non è mai piaciuta la pagina Facebook della band, anzi vorrebbe addirittura chiuderla. Prendetevi un pomeriggio, fate una riunione e discutetene prima che sia troppo tardi.

6) Le divergenze musicali

Spesso accade che sia sempre lo stesso membro a rispondere alle interviste, con il risultato singolare che quando si parla di influenze musicali quelle che cita lui non rispecchino mai il gusto dell'intera band. Che ci siano differenze di ascolti e di approcci diversi ai propri percorsi di crescita è normale e sacrosanto, purtroppo se uno dei musicisti intraprende strade sperimentali ed evoluzioni che il resto del gruppo non condivide non funzionerà. Per questo esistono, da sempre, le carriere soliste.

musicista stanco

7) La fatica

Avere una band è un lavoro faticoso come lo sono tutti gli altri lavori. Che si tratti di sopportare tour di moltissime date e viaggi interminabili in furgone, oppure che si debba confezionare decine di contenuti web a settimana per tenere alta l'attenzione della propria fanbase, le mansioni di una band possono diventare logoranti. Se si aggiunge che i profitti di un tour spesso vanno a malapena a coprire le spese - come potete anche leggere in quest'intervista fatta a Bruno Dorella dei Ronin – l'effetto demoralizzante si amplifica.

8) Altri fattori

Quando di parla di “altri fattori”, in realtà è sempre uno solo: le fidanzate ed i fidanzati, i mariti e le mogli. Arriva un punto dove il musicista deve fare i conti con le richieste dei propri partner che, automaticamente, diventano gelosi del tempo passato insieme al gruppo invece che con loro. La parola musica diventa una di quelle che non vanno più pronunciate una volta tornati a casa, manco fosse il nome della propria ex.

9) Le droghe

Sembra una presa di posizione bacchettona ma la storia ci insegna che solo chi ha è riuscito a gestire i propri problemi di abusi di alcool e droga è riuscito a proseguire la sua vita da musicista. A testimoniarlo il fatto che molte delle più importanti reunion a cui abbiamo assistito negli ultimi anni sono state possibili solo perchè i vari membri al loro interno hanno ritrovato un loro equilibrio verso la sobrietà. Molti non ce l'hanno fatta.


Questo breve elenco - per quanto leggero e sicuramente non approfondito caso per caso - vi ricorda che quello del musicista è un lavoro a tutti gli effetti. Se già questi punti vi spaventano o vi hanno fatto intuire che non è roba per voi, lasciate perdere. Di band ce ne sono già tante.

 

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Tag: tutorial

Commenti (3)

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  • calogero incandela 02/03/2015 ore 18:19 @calogero

    Commento vuoto, consideralo un mi piace!

  • calogero incandela 02/03/2015 ore 18:20 @calogero

    Avete dimenticato uno dei motivi fondamentali per cui una band si scioglie: il caldo

  • Andrea Ricciuti 07/03/2015 ore 23:47 @deaschiva

    Tutti fattori validi e condivisibili. A mio parere è comunque giusto che chi si immerge più degli altri nel progetto, debba avere maggiori riconoscimenti. Poi con un bagno d'umiltà e per la causa io dico e direi che tutti fanno parte del gruppo in egual misura. Se io canto e scrivo i brani, ok, bene, ma se non ci fossero gli altri che mi aiutano a musicali e a dare loro un colore, un'atmosfera, insomma, a definirli, non andrei tanto lontano. Se poi uno viene scelto come leader dal resto del gruppo, questo è un altro discorso. Comunque remare tutti insieme in egual misura è ovviamente la base per una longevità e una complicità maggiore e quasi impossibile da incrinare. La passione per la Musica aiuta a passare sopra a tante cose. Se vivi la Musica come business a mio parere non vai tanto lontano. Viverla in modo terapeutico e come fonte di emozioni da vivere e condividere, è il motore che difficilmente tradira' il tuo viaggio.

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