Bande Rumorose - Copparo (FE) Live report, 16/09/2002

17/10/2002 di



Si inizia così alle 22.15, in una serata piovosa che per fortuna non costringe l’organizzazione a rivedere tutti i piani visto e considerato che la manifestazione si svolge all’interno del locale palazzetto dello sport. Quindi, se in un modo o nell’altro la pioggia è stata evitata, con questa soluzione sarà quasi impossibile ottenere un’acustica perfetta; alla fine, però, si limiterà il danno meglio del previsto, sicché i gruppi non verranno penalizzati più di tanto.

Iniziano i ternani Dasa-Zert, qui su Rockit ‘massacrati’ in sede di recensione, ma che dal vivo sembrano reggere il palco senza molti timori. Optano infatti, oltre che per trame sonore robuste e d’impatto, anche per una teatralità scenica che già si caratterizza in maniera originale fin dall’abbigliamento (indossano tute di plexiglass). I risultati complessivi non dispiacciono - si classificheranno poi al penultimo posto - ma siamo ancora lontani per poter considerare la loro ricetta riuscita; le troppe reminiscenze anni ’80 e le sfumature metal non esattamente sopraffini, rendono la formula un tantino datata, ma detto ciò crediamo/speriamo ci possano essere ampi margini di miglioramento.

Rapido cambio palco e a calcare la scena sono stavolta gli imolesi Nemesi, autori di un (pop)rock cantato in italiano tanto inutile quanto brutto! Sulla scheda personale, al momento di votare, segno “0/1”, il che significa che se si parte da zero tanto meritano, se altrimenti la conta inizia dall’uno, oltre comunque non vado! Come avrete capito le canzoni del quintetto romagnolo suscitano fastidio, ma dovrò sorbirmi per tutta la durata dell’esibizione la loro scialbe e insipide melodie.

Una volta terminata la sofferenza, la speranza è di riconciliarsi con la musica; così avviene quando tocca ai Nakelaced, i quali praticamente giocano in casa essendo di Ferrara. Ciò non significa comunque molto, siccome non può certo dirsi che il pubblico locale fosse numeroso, viste le pessime condizioni atmosferiche che imperversano ormai da ore nella bassa ferrarese. Tuttavia, questi quattro ‘sbarbatelli’ (l’età media è di poco oltre i 19 anni) sembrano, almeno per il sottoscritto, i più convincenti della serata, non foss’altro che il vocalist Luca Bergami ha praticamente lo stesso tono e la stessa impostazione di Brian Molko. Il fatto, poi, che cantino in inglese e optino per strutture sonore dai connotati tipicamente anglosassoni, li rende un prodotto decisamente interessante. Certo c’è ancora molto da lavorare, ma con un po’ d’impegno e di costanza, fra qualche anno può darsi si senta parlare di loro anche oltreconfine - o almeno tanto ci auguriamo.

Quando è il turno degli FLX, ultima band in scaletta, le facce dei componenti mi sembrano note. Do quindi una rapida letta alla cartella stampa allegata alle schede di ogni singolo gruppo, e scopro che nell’edizione del 2001 della manifestazione i ragazzi si erano esibiti col nome di OneEyeDog - ma con un’altra formazione e fuori concorso per una serie di motivi legati a cause di forza maggiore. Ci riprovano quindi quest’anno, con una nuova line-up (praticamente passano da 4 a 3, perdendo il bassista) e il cambio di lingua (dall’inglese all’italiano). Il genere, invece, rimane invariato (indie-rock con sprazzi di emo-core), ma al sottoscritto non paiono altrettanto convincenti dello scorso anno, pur dimostrando discrete capacità compositive.

Finita l’esibizione del terzetto siciliano, è il momento del verdetto, che decreta vincitori proprio gli FLX, seguiti a ruota da Nakelaced, Dasa-Zert e Nemesi. I primi classificati verranno premiati con la stampa di 400 copie di un cd di 3 brani e con l’accesso alle semifinali regionali di “Rock Targato Italia”, oltre che con la partecipazione al ‘M.E.I.’ di Faenza del 2002; per i secondi, invece, il premio consiste in 50 ore di registrazione presso lo studio “NaturalHeadQuarter” di Ferrara, mentre a coloro che sono saliti sul gradino più basso del podio è stato consegnato il premio “Luca Folegatti”, costituito da 100 euro e una targa per il ‘miglior testo’.

Si conclude così questa quarta edizione di “Bande Rumorose”, che in realtà avrà poi il suo epilogo nella serata successiva, quando toccherà al live degli Afterhours chiudere la manifestazione. E pensiamo sarebbe stato molto gratificante per i vincitori del concorso aprire lo show della band milanese, proprio perché l’opportunità di suonare come supporter agli headliner è forse il miglior premio che si potesse dar loro. Stessa cosa dicasi per la serata che precedeva l’inizio delle semifinali - dove c’erano gli One Dimensional Man come headliner - in cui si sarebbe potuto optare per un concerto iniziale degli Chics, primi classificati dell’edizione 2001. Piccoli suggerimenti, quindi, per migliorare una rassegna che già ci sembra abbia raggiunto un buon livello di partecipazione, ma che deve necessariamente rischiare di più, soprattutto in fatto di scelte artistiche, per emergere definitivamente e assicurarsi l’attenzione del pianeta underground.



Convocato in giuria per il secondo anno consecutivo, assisto alla finale della quarta edizione di “Bande Rumorose” seguendo i quattro gruppi con molta attenzione. Così, nell’arduo compito di giudicare il migliore, dietro al tavolo, oltre al sottoscritto, ci saranno fra gli altri anche Fabrizio ‘Panna’ Panarese di “Rocksound”, Aurelio Pasini de “Il Mucchio Selvaggio”e Barbara Santi di “Radio Torino Popolare” e “Audiocoop” - senza contare Giorgio Canali, nel ruolo di presidente della giuria stessa.

Pagine: Nemesi One Eye Dog Dasa - Zert

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