“Minimal Fantasma Tour”: il live dei Baustelle all'Auditorium Conciliazione di Roma Live report, 21/12/2013

Foto di Roberto Panucci - Pur rimanendo tutto il tempo seduti e lasciando poco spazio alle chiacchiere, i Baustelle sono riusciti con la sola presenza musicale a presentare uno spettacolo estremamente coinvolgente, tanto che forse è riduttivo definirlo come un semplice concerto: quando le canzoni si comportano da romanzo, èFoto di Roberto Panucci - Pur rimanendo tutto il tempo seduti e lasciando poco spazio alle chiacchiere, i Baustelle sono riusciti con la sola presenza musicale a presentare uno spettacolo estremamente coinvolgente, tanto che forse è riduttivo definirlo come un semplice concerto: quando le canzoni si comportano da romanzo, è
07/01/2014 di

Ci sono tanti teatri bellissimi in Italia, ma quasi nessuno può competere con la vista che ti accoglie di notte all’entrata dell’Auditorium Conciliazione di Roma. La cupola maestosa e illuminata di San Pietro spicca nel buio a pochi metri dal colonnato del teatro, e si inserisce nell’immaginario del concerto quasi come una scenografia appesa alle canzoni.

Seppure il 2013 è stato l’anno del decennale de “La Moda del Lento”, la data romana del “Minimal Fantasma Tour” è iniziata con una lunga sequenza di canzoni estratte dall’ultimo album, che per la sua maestosità barocca ha risuonato nello stereo di molti come una solennissima messa in cattedrale, in linea insomma con l’atmosfera del quartiere.
Poco dopo l’inizio con “Il Futuro” e “Nessuno”, pezzo in cui i potenti vocalizzi di Rachele Bastreghi hanno fatto sgranare molti occhi nella platea, Francesco Bianconi ha speso qualche parola per illustrare questo nuovo e ultimo tour, nel quale le loro canzoni sono state presentate con una veste inedita, orchestrata eppure minimale o, per dirla con parole sue, “in versione adamitica”.

Sul palco sono in dieci: oltre ai tre Baustelle figura anche il quartetto AltriArchi (eccellenti), Ettore Bianconi a tastiere e synth, Diego Palazzo alla chitarra e Alessandro Maiorino al basso, un assetto che lascia gli strumenti elettrificati al minimo, così come pure i pesanti drappi orchestrali. Insomma, è la perfetta via di mezzo che permette alle canzoni degli ultimi dischi di risplendere in tutta la loro grandezza e le libera di certi arrangiamenti gonfi che non tutti avevano apprezzato, allo stesso tempo regalando a pezzi vecchi come “Gomma” o “Un romantico a Milano” delle versioni piuttosto insolite, direi quasi “adulte”. Forse è anche per questo, e per l’assenza di una vera e propria batteria, che la scaletta del concerto ha privilegiato le ballate e le canzoni più lente, specialmente nella prima parte del set in cui i Baustelle hanno eseguito molti estratti da “Fantasma”. Pezzi che, al netto delle critiche sulla lunghezza o sull’orchestralità del disco, sono davvero enormi: oltre alle due già citate in apertura, anche “Monumentale” e “Cristina” hanno spiccato sulle altre e vibrato profonde nell’aria dell’Auditorium (con annessa pelle d’oca fin sulle guance), a testimonianza del fatto che in quanto a composizione il gruppo di Montepulciano ha ancora pochissimi rivali in Italia.

A metà del set la band si è anche esibita in qualche cover annunciata, come “Stranizza d'amuri” di Franco Battiato, “A Lady of a Certain Age” dei Divine Comedy (riproposta in italiano come “Signora di una certa età”) e “Il mio autunno”, splendido adattamento di “My Autumn's Done Come” di Lee Hazlewood. Il finale è stato riservato invece ai “classici”: con la tripletta “Gomma”, “La canzone del riformatorio”, e “La guerra è finita” il quasi sold out dell’Auditorium ha faticato a rimanere composto sulle poltroncine e a tenere a bada l’adolescenza che risaliva su impietosa. La chiusura è stata affidata a “Charlie fa surf”, che in una versione rallentata, e così solenne di violini e pianoforte a coda è risultata tristissima e caustica, rivelando in definitiva la sua vera natura.

Pur rimanendo tutto il tempo seduti e lasciando poco spazio alle chiacchiere, i Baustelle sono riusciti con la sola presenza musicale a presentare uno spettacolo estremamente coinvolgente, tanto che forse è riduttivo definirlo come un semplice concerto: quando le canzoni si comportano da romanzo, è giusto e necessario che i dischi conquistino i teatri.

Tag: live

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