Rosaluna - Beat Music Club - Cosenza Live report, 10/04/2003

29/04/2003 di Eliseno Sposato



Ad un anno di distanza i Rosaluna tornano in Calabria per presentare il loro recente “Incrocio”. Parlare di ritorno sembra anche strano per un gruppo composto da 4/5 di calabresi, ma come spesso succede questi giovani vivono stabilmente a Bologna, città in cui si sono incontrati.

Tre concerti, quindi, che hanno messo in evidenza la valenza artistica di cui è rivestita la loro proposta musicale. Abbiamo seguito Graziella Ferrise e compagni nelle prime due date di questo mini tour che è già passato dal “Beat Music Club” di Cosenza e dal “Blue Dahlia” di Marina di Gioiosa Jonica (RC). Due concerti molto simili nella struttura, ma con piccole differenze legate al responso del pubblico, un po’ più caloroso nella data tenutasi al “Blue Dahlia”, locale che presenta sempre una proposta più articolata in chiave rock, e di conseguenza ha un pubblico più recettivo verso un certo tipo di proposte. I due concerti hanno mostrato un lato più aggressivo dei Rosaluna, spostando l’accento più sul rock che non sul folk. Ecco allora che sin dall’apertura riservata al brano portante di “Incrocio” - vale a dire “Fimmina” - si possono cogliere le differenze fra il set live e quanto registrato su cd. La voce possente di Gianni Donvito, impreziosita dai controcanti di Graziella Ferrise e Marco Ambrosi, racconta storie seducenti come quella di “Salomé o di “Mata e Grifone”, tocca vertici di poesia come nella sussurrata e struggente “Vigilia di festa”. Il tutto ben calibrato dall’ottimo lavoro alla fisarmonica di Pasquale Nigro che traccia le linee melodiche di ogni brano, mentre la batteria di Manuel Franco sostiene la ritmica come si conviene.

Nel complesso vengono riproposti tutti i brani dell’ultima fatica discografica, con la sola eccezione di “Strade perdute”. Nei nuovi arrangiamenti risultano particolarmente accattivanti canzoni come “Erotopaegnia” e “Noto”, ma soprattutto gli interludi strumentali che hanno dato delle ottime accelerate agli show. Ben calate nel contesto di queste esibizioni, sono apparse poi le cover classiche come quella “Vecchio frack” di Modugno da sempre riproposta in concerto, o come le nuove “Andrea” di Fabrizio De André e “Le vaghe” degli indimenticabili Re Niliu.

Due ore di concerto ricco di ottima musica che ha lasciato soddisfatti tanto il pubblico cosentino quanto quello gioiosano.



Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    LEGGI ANCHE:

    Un pomeriggio al lavoro con Gel: Angeli e Demoni al centro per le dipendenze patologiche