Crookers - BENVESTITO: BENVESTITO presenta CROOKERS Rubrica

04/11/2011 di

Sono le star dell'electro mondiale e con il nuovo album "Dr.Gonzo" (Souther Fried) si permettono di non incorniciare niente che potesse accontentare le aspettative Pop di determinati esperti musicali. Il nuovo album dei Crookers è estremo, selvaggio e delirante. Pieno di suoni da giungla, loop animaleschi su strutture estatiche e scoordinate: è il ritorno dei Crookers nella battaglia, e li conferma nuovamente come autentici supereroi del dancefloor. Li abbiamo intervistati per scoprire chi diavolo è Dr.Gonzo.



Se pensate che il nuovo disco dei Crookers sia fastidioso tanto quanto quell'erezione senza sfogo che vi perseguita e vi fa scoppiare le palle, allora non avete ben presente che 1) i Crookers con "Dr.Gonzo" sono tornati a combattere e questo significa che 2) uno di noi dottor Gonzo è uno di noi, uno di nooooi e quindi 3) i mega ospiti di "Tons of friends", cari miei giornalisti veri che non siete altro, non ci sono a questo giro ed è molto bello sapere che il power duo italiano non si è venduto l'anima al pop americano pur di impacchettare un disco che sbavasse addosso al mainstream a tutti i costi. Qui la keyword è: club o se preferite dancefloor. A proposito di parole che magari non sono totalmente chiare a tutti, proviamo a prendere dal dizionario personale dei Crookers una definizione a queste tre:
a) club banger = "una traccia che pur essendo molto brutta/bella funziona molto bene in un club".
b) hipster = "il nuovo modello di scooter della Malaguti"
c) limonare = "spremere molti limoni per farsi venire la gastrite o evitare la diarrea".

A parte tutto stiamo per parlare di un disco che fa biri biri biri biri biri bi bi, giusto? "Si, possiamo dire che fa biribiribiri, ma non soltanto, è un disco ricco di citazioni intelligenti e di passione". L'altra volta l'intervista era molto più focalizzata sulla biografia dei Crookers, vita, lotte e miracoli di due super producer nati in Italia. Adesso proviamo a parlare delle aspettative che molta gente aveva per il seguito di un seppure bello&massiccio disco come "Tons of friends": "Diciamo sempre che se ti fai aspettative finisci a venire troppo presto e a farci una figuraccia. L'ansia da prestazione attanaglia fin troppi giovani in Italia, famosi e non".

(Hummus, il primo singolo di "Dr. Gonzo")

Poi per entrare più nel dettaglio Phra spiega: "in "Tons of friends" avevamo molti pezzi rap, era pieno di rap, avevamo pezzi che stilistivamente volevamo portare alla perfezione, stando troppo attenti a quel suono che volevamo noi. Mentre con "Dr.Gonzo" in un certo senso è successo il contrario, certo non è un album bumbap, ma credo che l'energia e la grezzaggine sia il legame che ad un ascolto accurato si percepisce sicuramente. E' pieno di quella maleducazione del primo rap quello che piaceva a me, con "Dr.gonzo" siamo andati più nella direzione del falcetto e della legna, è molto crudo, e questo lo rende l'album con maggior attitudine hip hop che abbiamo fatto, a partire dalla grafica fino arrivare al suono".

LE MOSCHE NON MUOIONO MAI

La merda esce da buchi diversi ma finisce nello stesso identico posto, e cioè? In Italia. Anche se i Crookers bypassano tutte le domande che riguardano l'agonia in cui si ritrova il loro stesso paese, concentrandosi su domande&risposte legate alla musica che poi è il loro pane quotidiano, in una recente intervista Bot rivela, ovviamente scherzando, che originariamente i Crookers erano in 3 e quel terzo elemento poi è finito a suonare la chitarra ai party di Berlusconi e si chiama Apicella. Scherzi a parte per ora in Italia il disco non lo si trova nei negozi, ma soltanto on line, presto ordinabile fisicamente sul sito dei Crookers. Grafica curata da Giorgio Di salvo, con in alcuni tratti un richiamo alla faccina iconica dell'Universal Zulu Nation, da quando i Crookers suonarono al MI AMI, cioè nel 2007, l'electro ha avuto ottantamila giri evolutivi o involutivi. Diciamo due parole su questo: "In generale molti pensano di essere bravi facendo un surrogato musicale di generi loffi, triti e ritriti mentre molti altri che credono di non avere abbastanza skills si ritrovano poi in verità ad essere quelli che spaccano veramente. Sicuramente un evoluzione c'è stata in questi anni, e sempre sicuramente è stato forte anche un fenomeno di involuzione tale che fa si che su 500 canzoni che ricevo a settimana solo 3 stuzzicano la mia attenzione. L'eccessivo hype studentesco su certi individui da preset a volte disturba, ma cosa vuoi fare? Secondo me molti progetti oggigiorno hanno la data di scadenza stampata sopra come lo yogurt". A parte questo, dovreste tornarci al MI AMI: "Il nostro agente è sempre lo stesso".

Q&A veloce e intenso.

E' estremo questo disco, possiamo dirlo?
"Dillo pure".
E' vero che per "Day'n'night" non avete guadagnato praticamente niente, perchè era un remix e lo avete fatto gratis?
"Certo, è stato fatto a gratis e non abbiamo avuto rientro monetario da royalties e varie. Ma grazie a quel rmx abbiamo guadagnato gran parte della nostra popolarità perciò direi che a conti fatti va bene uguale".
I Crookers, quando non sono in tour, vivono in due nazioni diverse, il Dr.Gonzo invece?
"Tutto Dr.Gonzo lo abbiamo fatto insieme in studio in Svizzera da un nostro caro amico negli ormai celebri Gonzo Camps, a base di peperoncino e birra non fermentata".
Dopo tanti infiniti tour il vostro rapporto com'è?
"Direi che è rimasto inalterato, cioè siamo felicemente felici".
Che aria tira dalle parti di Southern Fried?
"Londra, parzialmente nuvoloso, 14 gradi e un ora indietro".
Quello che succede da un pò di anni è che moltissimi dj-wannabe arrivano con il MacPro, con dentro il Seratò o qualche altro software magico, e attaccano la suonata, i Crookers suonano ancora con i cd?
"Suoniamo con i Cd, o meglio con due SD e un paio di chiavette".

Fermo restando che non ci sono due barbe uguali, e che nei Crookers uno ce l'ha folta e selvaggia, la barba, e l'altro, lucida e leggera, chiudiamo questo focus on Crookers più o meno come l'altra volta, con un messaggio bello e positivo, generico e buttato lì in quel vuoto in cui chi piglia piglia. Nell'altra intervista fu "Mi piacerebbe essere seguito dalla scena della "gente presa bene". Vorrei che esistesse una scena, di gente presa bene, spensierata e allegra. Mi auguro che i ragazzini crescano così", questa volta potremmo soffermarci sui dj e producer che richiamano nell'immaginario collettivo accostamenti inevitabili con determinate droghe, per esempio che ne so Kalkbrenner e l'MDMA, insomma cosa vorreste che la gente accostasse ai Crookers? "Non di certo droga o uso eccessivo di eccitanti e alcolici, ne la manfrina dei ragazzi che sbattono in macchina per colpa della discoteca, o che si divertono solamente nel modo più sbagliato" - e chiudiamo così - "Vorrei che dicendo Crookers si pensasse alla musica che facciamo senza troppi ghirigori". E, aggiungo, senza nemmeno troppi biribiribiri.



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