BENVESTITO: Singoli, video e schiaffi in faccia! #3 Rubrica

14/07/2010 di

(Foto di Cloz)

Torna la rubrica di Rockit dedicata al dancefloor con un nuovo approfondimento su quella che molti definiscono blog house. Cioè la potenza della musica dance che nasce per la maggior parte in una dimensione casalinga. In questo numero tre recensioni short, una mini intervista, un reportage e un consiglio: non abbiate paura della musica da ballare.




SUPABEATZ & JAY ROBINSON - Screech (Original Mix)

E' un periodo che nella musica è di uso comune la balbuzie, un vero e proprio tartagliamento delle parole, dei sample e dei suoni. Come anche in questo pezzo del dj Supabeatz che di recente ha anche remixato Etienne De Crecy per Dim Mak e che si appresta a pubblicare, verso novembre, il suo Ep per Southern Fried. La keyword del pezzo in questione, uscito dieci giorni fa su Trouble & Bass è assolutamente questa: waaa-a-a-a-a-a-a-a-a-aaaaaa!




RESET! rmx– "Machine can do the work"

E poi svenne. Chi? Come chi? Tua sorella, quel grande ammasso di arrapamento estivo ed ormoni pompati oltre i 140 bpm, dopo tre minuti svenne. Come i conigli che dopo la loro sacrosanta scopata perdono i sensi. Come in un party, con i free drink, la sigaretta e questo remix ufficiale di Fat Boy Slim vs Hervè firmato dalla crew Reset! (che il 20 di Agosto pubblicherà l'Ep "My Trunk" per Cheap Thrills). Fatto apposta perché tua sorella dimostri che con le sue mani..can do the work!




NIC SARNO – Mana Wasa

I ventilatori ce li spacchiamo in testa e il sangue che sgocciola lo tamponiamo con questo cerotto afro tech di Nic aka The bossarno aka The Man, the Dj and the Orchestra (e tutti gli aka che vi vengono alla mente) che progetta per Enchufada label un ottimo aggrovigliamento di kuduro sound e viaggi low coast verso l'Africa. Che è il futuro. E in questo momento di depressione post-moderna "Mana Wasa" non è altro che la svolta ipnotica alla vita afosa e social fruitfly che ogni giorno v'inzuppa la schiena di inutile sudore.




TURBOBOYS – "Mix For Rockit"

1 - The Partysquad vs Afrojack - A msterdamn
2 - Betacue - Wolves 
3 - Karim Mika - Acid Trip
4 - Malente & Dex - In Nightclubs

5 - Sandro Silva - Told ya ( Asper Rmx )




SCUOLA FURANO – Intervista

Qual è il primo disco a cui avete messo 'play' nella vostra storia?
Senza scherzi penso di dire la verità se dico che uno dei primi pezzi in assoluto che ho messo su e' " Un Terlude" di Dimitri From Paris, un pezzo che noi italiani conosciamo inconsciamente, era una sorta di apripista di dj set easy listening nei bar della mia città, quando i beat lenti della G-Stone la facevan da padrone....

Quale l'ultimo? E quale il prossimo?
"Crispy Bacon" di Laurent Garnier mixata con "Man with Guitar", apoteosi techno. Quella vera. Il prossimo, data la location (Venezia - Museo Guggheneim) potrebbe essere anche il pezzo di Dimitri di cui parlavo prima. Una cosa ciclica. A volte incominciare da capo non fa mai male.

In poche righe la vostra sintesi, minuziosa e completa, della musica dance in Italia...
La fame di 15 secondi di notorietà (15 minuti sono troppi) ha fatto si che tutti, ma proprio tutti, iniziassero a scaricarsi, qualcuno ogni tanto anche legalmente, programmi per fare e mixare musica e adesso abbiamo mille promoterdjproduttoripartyharderfotografi, all in one, tipo pacchetto vacanze Alpitour. E questo è un fenomeno globale, come internet, il posto da dove scarichi la musica, anche di qualità bassa. In Italia il fenomeno è buono con i vari BBS, Congorock etc ma senza futuro secondo me, troppi producer che corrono dietro al "nuovo" senza pensare a fare qualcosa di testa propria. Nel 2005 un tizio mi parlava prima di un nostro concerto del suo concetto di house e rap del 3000, di un tale Switch che faceva le cose matte mentre imperversava l'electro edbangeriana, sto matto assieme al suo amico han continuato negli anni a fare quello che a loro piaceva senza cagarsi troppo quello che andava di moda, anche perchè da li a poco sarebbero stati loro i capi. Lunga vita a Phra e a Bot.

(Pina Colada)



LA NUOVA REPUBBLICA MARINARA DELLA DANCE!





di Luca De Gennaro - Foto di Andrea Fuga

Sabato scorso, al Parco San Giuliano di Mestre, è stato scritto un altro piccolo ma importante capitolo della storia della musica dal vivo in Italia. Electro Venice è stato il primo festival estivo di musica elettronica in Italia, e da ieri Venezia è ufficialmente sulla mappa dei grandi raduni internazionali del genere, insieme a Barcellona, Detroit e Ibiza. Vi sembra poco? D'altra parte, lo diciamo da decenni, l'unica musica italiana riconosciuta nel mondo è, da 40 anni, la dance. L'Italia è per tutti "Una tribù che balla", e la tribù dei 15.000 o forse più che hanno ballato sabato a Parco San Giuliano lo dimostra. Twitter era piena di messaggi di djs che convergevano verso Venezia, per un giorno capitale mondiale del clubbing. Nei camerini si sfioravano e si salutavano Steve Aoki e Richie Hawtin, Luciano e Ellen Alien, 2 Many Djs e Digitalism, Annie Mac e Marco Carola. Il pubblico sapeva il programma dei due palchi solo attraverso la circolazione di informazione via Facebook e Twitter. Niente di scritto. Altra cosa rivoluzionaria. Tanti artisti ci sono piaciuti molto (Moderat, Ellen Alien, Bloody Beetroots, Steve Aoki,Stefano Fontana....), diversi ci hanno anche annoiato, altri erano bravi ma prevedibili, e comunque 12 ore di seguito di electronica, specie senza droghe,verso la fine diventano insopportabili per chiunque, ma l'atmosfera era bella, la gente stava bene, e si percepiva la sensazione di "scommessa vinta" da parte di chi l'ha organizzato facendosi un mazzo tanto e di chi ci ha creduto investendoci parecchio in termini di soldi, tempo e lavoro. Bella storia, bravi tutti, ci vediamo l'anno prossimo. Ora sulla mappa del mondo dance che conta c'è un'altra bandierina, ed è quella di una antica repubblica marinara italiana, guarda un po'.



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