Baustelle - Binario Zero - Milano Live report, 27/01/2001

31/01/2001 di



Si riesce a sopravvivere, in una Milano gelida, a zero gradi mentali e con le palle gelate dal freddo, con pochi spiccioli in tasca e il frigorifero costantemente vuoto? Probabilmente. Certo un concerto dei Baustelle aiuta a non pensarci. Fosse anche per un paio d’ore; non è poco di questi tempi, anzi. Ed è per questo che mi trovo a picchiettare i tasti del mio scassato pentium 133 a un’ora fottuta della notte. Quasi a dire “grazie”. Grazie perché è stata davvero una bellissima serata quella di sabato al binario zero con i Baustelle sul palco. Serata dolce e spensierata, direi sbarazzina se non suonasse stonato detta da un brutto ceffo con la cresta arancione… ma non fermatevi alle apparenze. Vale per me e vale per i Baustelle. Non fermatevi alle apparenze di un cantante in dolcevita azzurra e occhiali alla (mon dieau) pietrotaricone che si muove come un manichino pseudo-omosex, non fermatevi alle apparenze di una cantante/chitarrista in abito lungo bianco (nuziale?) con tanto di pennacchi ai polsi o all’eccentricità dell’accostamento cravatta/impermeabile di pelle bordeaux del tastierista, etc. etc. Non fermatevi alle apparenze, anzi al contrario, fatevi prendere da tutto questo. Ma sì, proprio così. Per una volta dimenticate i vostri grigi schemetti mentali e buttate giù in un sorso quel bicchiere colorato e frizzante. I Baustelle diventano d’incanto l’inaspettata quanto perfetta colonna sonora. Davvero l’insostenibile leggerezza dell’essere…
Et voilà, il concerto comincia e via: 12 canzoni+2 bis., interamente tratte dal loro disco d’esordio. Temi cardine: i ricordi di gioventù e il sesso (vero e proprio chiodo fisso, tanto che a un certo punto Francesco, il cantante, puntualizza “questa canzone spiega i motivi per cui sono diventato un maniaco sessuale”. Più chiaro di così…). E poi.

Arrangiamenti coi fiocchi e melodie assassine, veramente micidiali. Irresistibili.

Iniziano con La canzone del riformatorio, bellissima: “amore fra cinque anni dove andrò? E tu chi sarai e chi saremo? Fuori dal riformatorio..” e Martina “tutto ciò vuol dire che, anche tu mi tradirai”. Poi è il turno di Gomma, che a me fa impazzire, mi riporta ai “provinciali bagni al fiume” e a quel “avrei bisogno di scopare con te” che ..ma lasciamo stare. Poi la strumentale Montepulciano samba . Applausi a nastro e vistosi assensi da parte dell’intero pubblico, equamente diviso tra curiosi e fan del gruppo. I Baustelle si lisciano i baffi e sornioni continuano il liveset. E’ il turno di Sadik e dell’inedita (struggente) Mademoiselle boyfriend. “Ma sempre meglio di morire di tanti anni uguali e neanche un attimo” , è la lucida verità della fulminea love story narrata in Io e te nell'appartamento, che nelle intenzioni si concluderebbe con un po’ di sesso in stile “ci prenderemo come i cani”. Esplicito. Bellissima è Noi bambine non abbiamo scelta con quelle “natiche di panna e di caffè”. C’è spazio per una cover spettacolare (post-Battiato) di Te lo leggo negli occhi di Sergio Endrigo che arriva in accoppiata con la (forse) mia preferita in assoluto dell’intera produzione Baustelle La canzone del parco a momenti piango…”se lei e lui nuvole di desiderio si toccano puri il prato respira. domani è lontano se mi ami ora…”. Penso che ho di nuovo i brividi e mi lascio prendere da domande inutili… a no questa è un altro pezzo della canzone… Ok. Poi c’è Nel sonno, canzone strumentale per restare a fantasticare a saliva azzerata. E infine a chiudere la superhit, very very easy pop Le vacanze dell' 83 con quel ritornello lì che ti entra in testa e non te lo togli più nemmeno a suon di Nine Inch Nails e poi Il musichiere 999, perfetta nella strofa “i want to hate copulare in hit parade ammazzarmi insieme a te”.

Applausi. Sali e scendi del gruppo dal palco per la solita balla, tanto si sa che arrivano i bis . Quello che non ti aspetti è che oltre a chiudere con, di nuovo, Le vacanze dell' 83, Francesco regala ai presenti briciole di stelle magiche e scintille a forma di cuoricino che batte anni ’70 con una interpretazione di Reality (oh yes, proprio quella canzoncina carina carina ultrafamosa dal film "il tempo delle mele") che fa bagnare le mutandine a tutte le ragazzine presenti.

Poi il concerto finisce davvero. e la serata prosegue come al solito. Musica danzereccia e qualche movimento più o meno sinuoso. Però…però ‘sti Baustelle…

Nota a margine: la sera prima qualche poveraccio mi aveva fregato il cellulare… si vede che ne aveva più bisogno di me… peccato non lo potrà usare dalle maledizioni che gli ho mandato…



scaletta:
1. la canzone del riformatorio
2. martina
3. gomma
4. montepulciano samba (strumentale)
5. sadik
6. mademoiselle boyfriend
7. io e te nell'appartamento
8. noi bambine non abbiamo scelta
9. te lo leggo negli occhi (s. endrigo)
10. la canzone del parco
11. nel sonno (strumentale)
12. le vacanze dell' 83
13. il musichiere 999

bis:

14. reality (dal film "il tempo delle mele")
15. le vacanze dell' 83

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