Birthh - Siamo stati al concerto londinese di Birthh all'Hoxton Square Bar & Kitchen Live report, 09/05/2017

Foto di Chiara Gambuto - Foto di Chiara Gambuto -
11/05/2017 di

Non c'è traccia di fallimenti nei territori in cui si muovono Birthh, né su disco né tantomeno dal vivo, dove la loro musica si arricchisce di una vena rock che su disco rimane subordinata alla dominante voce/elettronica. Nonostante quelle leggere sbavature che rendono un concerto interessante in opposizione all'ascolto casalingo, infatti, Birthh sono nella versione live un trio ineccepibile dal punto di vista musicale: dalle percussioni di Massimo Borghi alla chitarra + sample di Lorenzo Borgatti, per finire ovviamente con la voce (ed i suoi loop), la chitarra e le tastiere di Alice Bisi.

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Certo, la tensione fra divismo e (autoinflitta?) timidezza della stessa Alice dice di un percorso che ha ancora un buon tratto di strada di fronte a sé, ma quando la macchina prende corsa sul palco (a partire dalla sontuosa “Prelude for the Loveless”) l'incanto dell'album si dispiega in tutta la sua intima teatralità.

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Come sa bene chi ha ascoltato il disco d'esordio “Born in the Woods”, siamo in effetti dalle parti di un Woodkid gentile e meno incline a trite cavalcate hollywoodiane: i silenzi della musica di Birthh sono significativi quanto le transizioni verso il tutti della commistione percussioni/chitarre/elettronica, ed è nel loro uso che la scrittura musicale del trio rivela la propria finezza. Una finezza confermata anche dal debutto di un nuovo brano che, ripulito dalla sua necessaria acerbità, ha il potenziale per traghettare questo bel progetto musicale verso territori (musicali e non) ancora inesplorati.

Tag: concerti live report

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