Blanco è il vero rock da oratorio

Blanco ha cantato per il papa a San Pietro, davanti a 80mila persone in festa. Un grande colpo per Santa Romana Chiesa. E la conferma che in Italia puoi anche abbandonare la parrocchia, ma la parrocchia non ti abbandonerà mai

Pasquetta per gli atei è il giorno della grigliata, della gita fuori porta, dell'intaso delle vie che portano al mare, alle città d'arte o alla sgambata in montagna e quella del 2022 è stata insperatamente clemente a livello metereologico. Ma perché è festa religiosa? Il lunedì dell'Angelo o lunedì dell'Ottava di Pasqua è rosso un po' come il Santo Stefano dopo il Natale, per dare più risalto alla festa cristiana, o almeno così mi sembra d'aver capito cercando un po' in giro. 

A Roma, anzi, al Vaticano, è successa una cosa straordinaria quest'anno: una folla assurda di 80 mila giovani davanti a San Pietro per ascoltare Blanco che canta per Papa Francesco. È stato un evento organizzato dalla Cei per il pellegrinaggio a Roma degli adolescenti e il vescovado tutto aveva previsto un'affluenza di 60 mila giovani. Poi l'annuncio dell'ospite e le cifre sono lievitate. 

 

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Riccardo Fabbriconi in arte Blanco, classe 2003 vincitore (in coppia con Mahmood) del Festival di Sanremo 2022, quello che (sempre in coppia) rappresenterà l'Italia al prossimo Eurovision, spacca classifica con il pluripremiato album Blu Celeste, al momento impegnato in un tour sold out, nato artisticamente come bad boy, la voce cantautorale della Generazione Z, l'esponente della post trap emo con una voce tra Tiziano Ferro, Ultimo e il rap, che fino a ieri scandalizzava l'opinione pubblica per i suoi video, i suoi testi e le corse in mutande con gli occhi ribaltati, ha cantato per il Papa. 

Sembra che Blanco sia legato a doppio filo alla religione cattolica: cresciuto all'ombra della parrocchia di Calvaggese, mostra sul corpo spesso nudo tatuaggi come l'angelo con la corona di spine o il crocifisso appartenuto al bisnonno, che porta al collo e bacia prima di salire sul palco. Questo dice Il Giornale, noi ci fidiamo e non siamo certo qui per disquisire sulla scelta religiosa di Blanco: la fede è una scelta personale su cui non discutiamo, il nostro principio è che ognuno è libero di fare un po' il cazzo che vuole finché non nuoce alle altre persone.

Personalmente fa un po' specie che a Bob Dylan abbiano rotto le scatole per vent'anni per aver suonato dal Papa e che Blanco sia passato in neanche un anno dal ragazzo della generazione liquida, persa in un'eterna festa disperata in stile Kids aggiornato, il terrore di ogni genitore che si vede chiedere dalla figlia la possibilità di uscire con lui, al simbolo del nuovo cattolicesimo aperto al cambiamento, salvo poi quando si tratta di diritti LGBTQ+ o della famiglia allargata, giocare sempre un po' a nascondino tra posizioni di apertura e anatemi senza ritorno.

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Lo stesso cattolicesimo che da anni e anni non ha mai risolto in modo trasparente gli scandali sessuali, che non ha mai aperto al sacerdozio per le donne che vuoi non vuoi, in quell'organizzazione devono sempre stare un passo indietro. Mi fa proprio strano vedere usati  - consapevolmente, bene sottolinearlo - volti capaci di portare alla chiesa decine di migliaia di giovani, impossessandosi spesso di parole come quelle di Brividi o come quelle di Voce di Madame, anche lei l'anno scorso citata dal Cardinale Ravasi su Twitter.

Ovviamente sono tutte offerte che non si possono rifiutare, non è che ti metti a tirartela se ti chiama il Papa, ma allora non è che il nuovo pop è la musica da oratorio del 2022? Penso ai vescovi e ai preti che cantano dall'altare Mengoni (che ha pure fatto il pezzo gospel su base di Mace), Noemi, Emma, che si mettono a ballare e poi ancora l'endosement alla nuova scuola, quei Blanco e Madame che vanno a sostituire i canti scout, il Symbolum 77, gli Alleluia e tutta la discografia cristiana degli anni Settanta, ma anche e soprattutto quella del moderno rock cristiano che non riesce a portare nuovo pubblico alla parola di Dio.

 

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Dunque la Chiesa chiude un occhio su preferenze sessuali, tatuaggi, sigarette, cannette, scopate fuori dal matrimonio, per iniziare a parlare la lingua dei giovani - senza poi di fatto cambiare veramente niente all'interno dell'organizzazione - mostrando di non essere più quella rancorosa e dogmatica di Papa Ratzinger e neanche quella che bruciava le streghe in piazza qualche centinaia di anni fa. Ora in piazza porta direttamente gli idoli dei giovani tipo Festivalbar, e sinceramente, in un Paese in cui la Chiesa mette ancora bocca su ogni scelta etica e politica, il pensiero di Blanco dal Papa invece di rincuorarmi mi fa venire i brividiiii.

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L'articolo Blanco è il vero rock da oratorio di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 2022-04-19 11:16:00

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