BOOK IT: Appuntamento #20 Rubrica

14/11/2011

Sarà stata colpa di un autunno più caldo del solito, sta di fatto che è da parecchio che i libri non tornano su Rockit. Adesso è arrivata la stagione della coperta e con essa è aumentata la voglia di chiudersi in casa a leggere. Ecco alcuni consigli per i prossimi mesi. A cura di Renzo Stefanel e Stefano Fanti.



LUCA SCORNAIENCHI & MONICA CATALANO
"Lollò Cartisano – L'ultima foto alla 'ndrangheta"

116 pp. - 15 € - Round Robin – 2011
È una delle tante storie tristi di criminalità organizzata che il Sud trascina affannosamente in grembo, quella di Lollò Cartisano, un fotografo di Bovalino cui viene strappato di mano l'obiettivo perché non vuole chinare la testa. Con un romanzo a fumetti Luca Scornaienchi e Monica Catalano riportano alla memoria la pagina dimenticata dei sequestri di persona, che tra anni '80 e '90 gettarono sull'Aspromonte intero un alone di luce scura. Dialoghi serrati, veloci, distanti dalla retorica commemorativa. Disegni dal tratto semplice, schizzi a matita che corrono dietro alla cronaca e agli stati d'animo del protagonista, un reporter intenzionato a far luce sull'avvenimento. Sullo sfondo le bellezze selvagge della Calabria, che Lollò amava più di tutti fotografare, e in mezzo alle quali, dieci anni dopo il sequestro, viene ritrovato il suo corpo. // Marcello Farno

MICHELE MONINA
"Così mi distraggo un po'. Vita e canzoni di Lucio Dalla"

244 pp. – 16,50 € - Arcana – 2011
"Io, io, io... e gli altri" è un bel film di Blasetti del 1966: narra di un uomo il cui interesse per gli altri è sempre figlio del proprio egocentrismo. "Io, io, io... e gli altri" potrebbe essere anche il titolo di questa occasione sprecata, in cui Monina ci racconta molto di sé e dei suoi antenati e poco di Dalla, giustificando il tutto con l'esempio di Nick Kent. Solo che Kent le rockstar le frequentava di persona, mentre il rapporto di Monina con Dalla è quello del fan che ne ascolta i dischi. Alla fin fine, qui non c'è nulla che non sia ricavabile dai credits stampati sui dischi, da Wiki e dalle voci di corridoio. Nulla sulle motivazioni profonde delle scelte artistiche, nulla sulle vicende biografiche che innescano le suddette: il conflitto tra fede e marxismo, ad esempio; e dell'omosessualità si riporta un "si dice". Monina si fa pure vanto di non aver letto nessun libro già scritto su Dalla. Ah, beh. Libro inutile. Povero Lucio, celebrarlo così. // Renzo Stefanel

UMBERTO LENZI
"Scalera di sangue"

198 pp. – 12 € - Coniglio - 2011
Sì, è quell'Umberto Lenzi: il regista di capolavori come Orgasmo (1969), Milano odia: la polizia non può sparare (1974), Incubo sulla città contaminata (1981), venerato da Tarantino e inventore del commissario Mondezza. Ritiratosi dal cinema attivo, da un po' Lenzi scrive noir con protagonista l'investigatore privato Bruno Astolfi, che si muove nella Roma anni '40 ed è un vero alter ego del protagonista, a partire dal professato anarchismo. In questa quarta avventura ci si trova nel momento immediatamente successivo alla Liberazione, in un vortice di delitti connessi alla casa di produzione Scalera, la prima casa di produzione italiana di stampo hollywoodiano. Accuratissima la ricostruzione storica, perfino nel lessico, solida la trama, alta la tensione. A volte lo stile non è perfetto, ma io sono un po' snob e il poliziesco è un genere che bada di più al sodo. // Renzo Stefanel

FEDERICO VACALEBRE
"Carosonissimo"

250 pp. - 24 € - Arcana - 2011
Federico Vacalebre, giornalista e critico musicale de Il Mattino, è da decenni memoria e sentinella di quanto succede nell'area partenopea. L'uomo giusto per parlare di Renato Carosone, i cui spensierati ritornelli, quintessenza della filosofia di vita napoletana, sono intonati in più continenti e da più generazioni. Federico è all'altezza: riesce a ripescare dal suo archivio un'autobiografia del "l'americano di Napoli", a raccogliere testimonianze di collaboratori, a riprendere, in modo più o meno diretto, il tributo degli artisti che a lui devono ispirazione e, non meno importante, a mettere ordine in una discografia fatta di singoli, ep, lp, privi di una catalogazione sistematica. 149 o 150 le canzoni composte dal nostro (su di una aleggia un mistero), più 117 cover, dei quali l'autore del libro sa riportarci radici e aneddoti preziosi. // Elisa Orlandotti

MASSIMO BALDUCCI - FEDERICO CAPITONI
"Guida ai musicisti che rompono – da Beethoven a Lady Gaga"

158 pp – 15 € - Giudizio Universale – 2011
Rompere col passato, rompere con i pregiudizi (musicali e non), rompere le palle. I musicisti scelti per questo pamphlet hanno avuto il merito di aver rotto qualcosa nella loro carriera. Qualcuno con esiti fondamentali per la Storia, come Bjork o Claudio Monteverdi, altri con fortune giudicate meno meritate, come Mina o Bob Dylan. Competenti e consapevolmente spocchiosi, Balducci e Capitoni affascinano nel raccontare lo studio matto e disperatissimo di Miles Davis o il tormento della sordità di Beethoven. Divertono, descrivendo Robert Fripp come un "figlio dei fiori in ritardo". E irritano, infine, sparlando di John Lennon o declassando i Nirvana a mainstream indie. Toccano gli intoccabili, con fare da secchioni, e gettano fango su chi invece è già inviso a molti critici e puristi, come Lady Gaga o Giovanni Allevi. Un libro che appassiona e accende la polemica. Si litiga e ci si ama per 158 pagine: ce n'è sempre bisogno. // Sara Scheggia

ANDREA BAJANI
"Ogni promessa"

256 pp – 19,50 € – Einaudi - 2010
Se i precedenti lavori di Bajani si imponevano in mente a forza di intuizioni dalla sensibilità acuta e personaggi vividi e credibili, "Ogni promessa" non riesce nell'impresa. L'impressione preponderante è che la carne al fuoco sia troppa, che l'autore abbia voluto alzare il tiro, ma abbia sbagliato la mira. Dal fare allo strafare il passo è breve: un eccesso di similitudini e di descrizioni, un metaforico intreccio di rapporti che non porta a conclusioni convincenti e lascia in sospeso troppe strade, la tematica "madre" (la campagna di Russia) che non riesce ad apparire incisiva e troppo spesso va ad appiattirsi sullo sfondo: onnipresente ma fin troppo sfumata. Bajani si conferma autore di razza, ma le aspettative in questo caso vengono deluse. // Nicola Bonardi

GIOVANNI ROBERTINI
"Il barbecue del panda"

138 pp. – 12,00 € - Agenzia X - 2011
Ci si chiede, al termine della lettura dell'agile volume che troppo tardi prendo in esame, se l'autore ben noto ci è o ci fa: per meglio dire, la consapevolezza della vacuità, del decadimento, dell'estinzione creativoculturale che ormai nulla più vuol dire, il coma farmacologico del (o meglio, che è il) terziario avanzato o quaternario ma potrebbe diventare a doppia cifra, siano solo guardati con bonaria superficialità sarcastica, diventando parte integrante del problema o giudicati con ardore e sincera preoccupazione. Se l'opzione è la seconda, l'unico finale è il suicido di DFW, in veste di panda, che conclude il libro, come simbolo di sconfitta (prematura naturalmente e troppo lucida per lasciare spazio al sogno, ancora oggi, nonostante tutto, più che fondamentale). // Stefano Fanti

RENZO ROSSO
"Be Stupid. For successful living"

192 pp. – 16,00 € - Rizzoli - 2011
L'incontro ed il cortocircuito tra la natura onirica del successo autoprodotto (con storie personali), e l'ultimo respiro del capitalismo per come lo intendiamo. Questo libro, del patron di nota marca di abbigliamento, condito dagli interventi devoti di Roberto Baggio e Jovanotti - e il mandolino la pasta e la pizza – analizzato da un professore bocconiano, è omaggio al coraggio certo, al guardare oltre certo, ma tra autocompiacimento e celebrazione della creatività lucrosa e dell'imprenditoria'n'roll, si fa la fine della sopramenzionata (vedi libro di Robertini) braciolata di vacuità. Per chi ancora crede che le cose non stiano per cambiare, da consultare per prendere spunto in cerca di capitali portentosi, per gli altri un saluto simbolico alla banconota quasi in fiamme. // Stefano Fanti

DAVIDE ENIA
"Mio padre non ha mai avuto un cane"

56 pp. – 6,00 € - Duepunti Edizioni - 2011
Una Sicilia stracciata dalla mafia quella che lascia Enia alla fine dell'ultima pagina del suo racconto. Quest'ultimo fatto di terra e acqua ma condito di una spontaneità e realtà che autorizza al sorriso come alla lacrima. Un'Italia che si tramuta nel mostro attuale, l'amore giovane e la famiglia come emblemi e categorie definite, stabili nella loro palese e naturale sovrapposizione, come monumenti dal cui sguardo non si può fuggire. Sincero. // Stefano Fanti

 



 

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