BOOK IT: Appuntamento numero #12 Rubrica

10/12/2009

Con un leggero ritardo rispetto alla sua consueta cadenza bimensile torna Bookit. La nostra rubrica letteraria per l'occasione si fa più robusta e ricca, sosterrà meglio le vostre letture festive. Quattordici nuove recensioni utili a consigliarvi cosa comprare in liberia. A cura di Renzo Stefanel e Stefano Fanti.



VASCO BRONDI
"Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero"

125 pp. – 10,00 € - Baldini Castoldi Dalai Editore - 2009
La riedizione arricchita per Baldini Castoldi Dalai di "Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero" è a suo modo la chiusura di un cerchio. A due anni e mezzo dai primi bisbigli su un progetto chiamato Le luci della centrale elettrica, Vasco Brondi mette definitivamente per iscritto il proprio universo. Come un demo ruvido anticipò un cd più curato, così il libro pubblicato da Modo Infoshop arriva prima di questa versione in cui spiccano più maiuscole a inizio frase e un'impaginazione verticale tradizionale. Il contenuto è il mondo di Vasco: frammenti lunghi una pagina, formati da frasi strappate a tempeste mentali, fissate nel blog, inserite a squarci nelle canzoni, tornate a essere parola scritta. Periferie, adolescenza, provincia, scopate, precarietà. La vita degli anni zero. // Marco Villa

CESARINA VIGHY
"L'ultima estate"

190 pp. – 18 € - Fazi editore - 2009
"La cosa più stupida da dire a un malato è che lo si trova molto bene, che è una fissazione, che tutti stanno un po' giù ecc... La cosa più triste, invece, è quando non te lo dicono più, anzi non sanno bene che dire". Così inizia "L'ultima estate", esordio letterario di Cesarina Vighy, donna di circa 70 anni, dura e fiera, costretta a letto da una malattia degenerativa. Con queste parole la signora Z. – alter ego dell'autrice – racconta con uno stile colto ed una lucidità estrema di una malattia che "si è costretti con la forza a prendere". Di una malattia che arriva all'improvviso, nel mezzo di una vita intensa, figlia di una storia familiare da romanzo d'appendice di fine Ottocento, con tutte le sue sciagure e stranezze. In queste pagine la Vighy offre un punto di vista inusuale, molto umano e rabbioso, su cosa può significare avere una malattia che "si è fatta talmente tanto spazio da sostituirsi quasi alla persona". // Sara Loddo

GIOVANNI MONTANARI
"Le conseguenze"

237 pp. – 16,50 € - Marsilio – 2009
Due storie parallele. Quella del pittore Vincent des Jours, ritrattista di uomini di potere nella Parigi del 1572, dove esplodono le lotte tra ugonotti e cattolici, e quella di Leo Kamp, sarto, nonché falsificatore di passaporti nella Berlino immediatamente prima del crollo del Muro. E almeno cinque piani temporali che si intrecciano. Tratti comuni: la costruzione di immagini, il rimanervi in qualche modo intrappolati, l'opporsi a un destino precostituito e ai totalitarismi, l'amore. Romanzo condotto con mano sicura. Convince meno lo stile, per i miei gusti un po' troppo accademico. Ma piacerà ai fans della Arslan, non a caso estimatrice del giovane scrittore (anche anagraficamente, vivaddio!) veneziano. // Renzo Stefanel

GUIDO CRAINZ
"Autobiografia di una Repubblica"

241 pp. – 16,50 € - Donzelli – 2009
Forse più che "Autobiografia di una Repubblica" Guido Crainz avrebbe potuto intitolare questo saggio "Autoanalisi di una Repubblica". Crainz si pone infatti come una sorta di psicoanalista, che cerca di sondare l'animo nascosto degli italiani e in particolare il loro tormentato legame con l'idea di stato, nazione e italianità. Il rapporto di (sporadico) amore e (frequente) diffidenza viene letto come un punto irrisolto e come unico paradossale tratto costante, capace di superare indenne guerre e crisi. Niente di nuovo sotto il sole? Probabilmente no, ma Crainz firma un saggio esemplare per precisione e lucidità, rifuggendo qualunquismi e rischiose semplificazioni. // Marco Villa

LUIGI BERNARDI, GRAZIA LOBACCARO
"Carriera criminale di Clelia C."

86 pp. – 09 € - Edizioni Bd – 2009
In un paese come il nostro, raccontare la malavita diventa un mestiere. C'è chi lo fa con i romanzi, chi (pochissimi) col giornalismo e chi, infine, con una matita. Anzi, con quella pandemica forma di narrazione che va tanto di moda, la "graphic novel". Luigi Bernardi e Grazia Lobaccaro costruiscono un'epopea miniaturizzata del mondo del crimine napoletano. Al centro del meccanismo, le vicende dell'algida anti-eroina Clelia. Una specie di "sogno criminale" perpetrato da una giovane donna e scandito dagli omicidi di cui si rende protagonista, che ne puntellano l'apprendistato: un "bildungsroman" in salsa camorrista. Da gustare la sera di Santo Stefano, sotto le coperte e dopo le pantomime natalizie, sparandosi nelle orecchie "To lose my life" degli White lies. // Simone Cosimi

SEBASTIANO VILELLA
"Interno Metafisico con Biscotti"

121 pp. – 16 € - Coconino Press – 2009
Il tratto elegante di Vilella si sposa perfettamente con l'argomento – interessante, complesso – trattato. "Interno Metafisico con Biscotti" è liberamente ispirato alla vita di Giorgio De Chirico, padre della pittura metafisica e figura di rilievo dell'Italia, e non solo, di inizio '900. Presente, anche se in secondo piano la figura del fratello Alberto Savinio, anch'esso importante rappresentante di quegli anni. Tra incontri con Apollonaire e Guillaume e vicende personali – alcune reali, altre no – la rappresentazione della vita di De Chirico è suggestiva nel rapporto con la sua arte, sofferente e sofferta quanto misteriosa ed innovativa. Vilella coglie i punti maggiormente considerevoli e li mette a fuoco da autore vero, evitando la banalizzazione ed estendendo il discorso ad argomenti universali – la guerra, la malattia, la menzogna. Un ritratto in grigio esemplare ed affascinante. // Stefano Fanti

AA.VV a cura di MAURIZIO BRAUCCI e STEFANO LAFFI
"Terre in Disordine. Racconti e Immagini della Campania di Oggi"

309 pp. – 16,50 € - Minimum Fax – 2009
I temi sono da inchiesta tout court, ma la maniera in cui sono trattati ha un'aura romanzesca, un racconto di vita vera che talvolta non pare possibile. Non si sbaglia pensando a Gomorra, per geografia, ovviamente, ma anche per modo di Raccontare. Non a caso il sottotitolo del volume curato da Bracci e Laffi, recita racconti e immagini – bellissime, suggestive e dolorose le foto che corredano i testi – e non semplicemente inchiesta. La realtà di cui si parla è quella di cinque aree nei dintorni di Napoli, ognuna con i suoi problemi, gravi, che dall'ambiente distrutto passano per il lavoro scarso ed arrivano agli immigrati ed alle loro condizioni assurde. Ovviamente tutto ciò è legato in maniera indissolubile a voleri che vengono dall'alto, il luogo in cui assolutamente non dovrebbero stare. Testuali parole di un autoctono: "Qua per vivere onestamente, per vivere nella regola devi essere una specie di eroe, e questo è grave in un paese democratico." // Stefano Fanti

CHECCHINO ANTONINI, ALESSIO SPATARO
"Zona del silenzio"

168 pp. – 15 € - Minimum Fax – 2009
Zona del silenzio: luogo e metafora di un tragico fatto di cronaca. Protagonista è Ferrara. La Ferrara buona. Quella di chi vuole vederci chiaro e chiede giustizia. Quella di una madre che, di fronte all'oblio, urla la sua rabbia in un blog. Quella dei ragazzi normali, che il sabato escono, si stordiscono, per poi tornare alle loro case. Come dovrebbe essere. Come dovrebbe, ma non è stato per Federico, che a casa non ha mai fatto ritorno. C'è poi la Ferrara cattiva. Quella dell'indifferenza di chi non vuole vedere fuori dalla finestra. Quella di chi tace. Quella di chi difende una polizia che si sente intoccabile, mentre uccide. Questo riuscitissimo graphic novel riesce a raccontare una vicenda tragica in modo impeccabile, con la semplicità e l'immediatezza propria soltanto alle immagini. // Sara Loddo

MARTINO GOZZI
"Giovani Promesse"

238 pp. – 16 € - Feltrinelli – 2009
Se scrivi di diciassettenni, devi riuscire a cogliere un mondo. Io quel mondo non lo conosco, ma dubito che sia colmo di citazioni di Schubert, Schumann, Arendt, Camus e corti giovanili di Herzog. Martino Gozzi vuole dipingere giovani promesse tennistiche e fragili liceali, ma finisce per mettere insieme un gruppo di personaggi che ragionano come trentenni fuoricorso del DAMS, vivono situazioni stereotipate lette e rilette e non riescono a dare il minimo sussulto emotivo a chi legge. 240 pagine che – letteralmente – faticano a farsi seguire per la manifesta carenza di qualsivoglia spunto di interesse. // Marco Villa

FRANCESCO IORIO
"Le Derive dell'Ipnosi. Misticismo, Ufologia, Giurisprudenza"

158 pp. – 13,50 € - Coniglio Editore – 2009
Il saggio di Francesco Iorio (medico ed esperto di ipnosi) si presenta come introduzione ad un argomento interessante e dallo spettro abnorme. Non a caso, il volume è suddiviso in capitoli che analizzano l'ipnosi da più punti di vista, fornendo un quadro - anche se in breve ed appunto, a livello introduttivo – a 360°. Se le parti dedicate all'argomento che si affacciano maggiormente sul versante medico applicativo risultano più tecniche e talvolta meno coinvolgenti, le sezioni in cui il tema viene trattato in rapporto a misticismo, meditazione, spiritualità ed ufologia si dimostrano stimolanti e di grande interesse. Quello che colpisce, affascina e rende il libro utile nel suo scopo - ovvero aprire la discussione su di un argomento spesso bistrattato e di conseguenza invitare il lettore ad approfondire – è il ritratto della mente umana, ancora così poco conosciuta e con così tante potenzialità ancora sopite. // Stefano Fanti

VINCENZO MICOCCI
"Vincenzo, io ti ammazzerò. La storia dell'uomo che inventò i cantautori"

280 pp. – 19,50 € - Coniglio Editore – 2009
Micocci è l'uomo a cui Alberto Fortis nel 1979 cantava "Vincenzo, io ti ammazzerò", da cui il titolo. La causa? Ritardi nel decidere se mettere sotto contratto o no il torinese. Cos'era successo davvero lo potete trovare qui dentro. Ma non aspettatevi una messe di aneddoti da mandare in sollucchero i fans del gossip musicale. No, no: perché qui, tra memorie autobiografiche e degli amici, Micocci, l'uomo che inventò la parola "cantautore", ritrae un'industria musicale morta e sepolta. Quella in cui i discografici si sentivano operatori culturali. Con un occhio attento ai bilanci, certo. Ma capaci di sfidare il presunto mercato, pur di imporre artisti meritevoli. Le rivoluzioni musicali di Micocci si chiamano Vianello, Meccia, Fidenco, Tenco, Venditti, De Gregori, Gaetano, Castelnuovo. Guardate le classifiche oggi e (rim)piangete. // Renzo Stefanel

CLAUDIA GENTILI
"Ballata Beirut"

124 pp. – 11 € - Gwynplaine Edizioni – 2009
La prosa di Claudia Gentili, elegante e posata, non riesce sempre a raggiungere i livelli corali voluti, seguendo trame profondamente emotive che si perdono in passaggi di maniera. E' però vivo il racconto tra fiction e realtà di una donna – l'autrice, ma non del tutto – che fa una scelta, anzi due, difficili, legate tanto all'istinto quanto alla ragione. Fa da sfondo un paesaggio – quello di Beirut e della sua gente - meraviglioso e fuori dal tempo, stuprato da una guerra che striscia sotto le anime dei protagonisti per tutta la durata del breve romanzo. Una prima prova portata a casa in pareggio, dove reportage e sentimento si incontrano ma non sempre riescono a fondersi a dovere. // Stefano Fanti

SIMONE SARASSO, DANIELE RUDONI
"U.W.S. - United We Stand"

176 pp. – 14 € - Marsilio – 2009
Il progetto "Settanta", seconda puntata della "trilogia sporca" sui Misteri italiani, non si è esaurito con il romanzo. Questa graphic novel condivisa da Sarasso con il marvelliano e bonelliano Ridoni è un vero e proprio spin-off che riprende alcuni personaggi e li sposta nel 2013, quando finalmente Ultor, la Gladio sarassiana, riesce a compiere l'agognato colpo di stato, un attimo dopo l'elezione del primo premier donna. Concepito come un film – e per questo gran parte delle inquadrature sono in 16:9 – "United We Stand" è credibilissimo. Non solo. Ti azzanna alla gola e non ti molla: lo leggi perché deve sapere come andrà a finire. E quando è finito, ne vorresti ancora. Un action movie disegnato che sarebbe bello vedere anche al cinema, magari realizzato da Hollywood. O, almeno, questo è il sogno di Sarasso e Rudoni. // Renzo Stefanel

DORIANO FASOLI
"Fabrizio De Andrè. Passaggi di tempo"

340 pp. – 14,50 € - Coniglio Editore – 2009
L'anarchico De Andrè – perfetto quando dice "anarchico vuol dire semplicemente che uno pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri (visto che la ha in se stesso), le sue stesse capacità" – decostruito e ricostruito tramite le sue stesse parole, quelle di lunghe e mai banali interviste, tramite i suoi testi, talvolta dal sapore etnico – il celeberrimo album "Crueza de ma" è l'esempio più importante -, sempre poetici, e dalla testimonianza di chi con lui ha vissuto o che anche solo lo ha amato come artista, vedi Fernanda Pivano, Paolo Villaggio o Francesco De Gregori, solo per fare qualche nome. L'indiscutibile valore e l'enorme influenza del genovese emergono in ogni pagina del volume di Fasoli, che ricostruisce fedelmente la carriera e la vita di un uomo speciale dal punto di vista della sua opera, che nonostante sia da dieci anni priva di una voce, riecheggia immortale. // Stefano Fanti



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