BOOK IT: Appuntamento numero #6 Rubrica

11/07/2008

(Leggere in spiaggia - Foto da internet)

Nuovo appuntamento e nuova scarica di recensioni di libri. La nostra rubrica letteraria prosegue come vi avevamo avvertito: a cadenza varia. Dà e darà spazio alle tante cose buone (e meno buone) che escono in Italia. Per costringerci a leggere e diffondere. Per dare spunti. Insomma, per variare sul tema. Prima di andare in spiaggia, passate in libreria.



GILLO DORFLES
"Horror vacui"

336 pp. – 22 € - Castelvecchi - 2008
Ai limiti del paradossale recensire un monstrum della critica (d'arte, ma non solo) italiana. Gillo Dorfles, dall'alto dei suoi 98 anni, riesce ancora a tirare una sassata ben assestata verso le brutture del nostro tempo. Stavolta se la prende con l'immondizia audiovisiva che infesta i nostri centri psicourbani. Ma dal particolare risorge verso la necessità di un nuovo approccio estetico. Che senta l'urgenza di un nuovo tipo di terrore. L'horror vacui: la paura del "troppo pieno". E rifugga verso il sacrosanto diritto al "between". A una pausa, un momento roseo nell'oscuro baccano. Che interrompa il flusso. Di informazioni. Di rumore. Di scritte sui muri. Di oscenità postmoderne. // Simone Cosimi

GIANLUCA POLVERARI, ANDREA PREVIGNANO
"Kill your friends"

315 pp. – 16 € - Arcana - 2008
"Kill your friends" non è l'ennesimo libro sulla storia dei Nirvana, né una mera operazione commerciale. È, al contrario, un testo che ripercorre, brano per brano, la produzione ufficiale del gruppo, per poi concludersi con alcuni brani definiti "extravaganti", principalmente cover e b-sides. Gli autori, Polverari (voce di Radio Città Aperta e giornalista musicale) e Prevignano (giornalista e collaboratore di Radio Deejay) non si limitano ad interpretare liberamente i testi, ma realizzano un interessante lavoro di ricerca e collegamento fra le liriche, i diari di Kurt Cobain e le sue dichiarazioni ai giornali. Un lavoro ottimo, che non può mancare nelle librerie di chi ha avuto un'adolescenza grunge. // Sara Loddo

LUCA VANZELLA, LUCA GENOVESE
"Luigi Tenco. Una voce fuori campo"

144 pp. – 15 € - Beccogiallo – 2008
Bella iniziativa di Beccogiallo, le biografie a fumetti. Specie se sono così ben realizzate come quella di Vanzella (sceneggiatore) e Genovese (disegnatore), tanto che questo potrebbe essere lo storyboard per un film sull'unico suicida della musica italiana, sebbene non rock'n'roll e non del club dei 27. Personaggio controverso e maledetto, circondato di amicizie altrettanto maudit (Paoli tentato suicida, Ciampi alcolizzato, Dalida suicida anch'essa), Tenco non viene idealizzato né smitizzato, ma analizzato nelle contraddizioni sia della sua vita artistica e privata sia della sua morte. Ne viene fuori un personaggio dalle grandi intuizioni, ma sostanzialmente irrisolto, il cui lascito più grande sta forse proprio nella sua fine. Bel libro, meglio di un saggio. // Renzo Stefanel

GIUSEPPE GENNA
"Hitler"

623 pp. – 20 € - Mondadori – 2008
La ferrea volontà di demitizzare il gigantesco lupo Fenrir, mostruoso e onirico alter ego del più sanguinario sterminatore di tutti i tempi. Per strappargli una tragica vittoria postuma. Per sottolinearne il lato banale, sciocco, privo di senso. Comune e casuale, magari. Genna tenta l'impresa disperatissima: puntellare l'intera esistenza di Adolf Hitler, farne fiction allo stato puro. Senza allontanarsi dal timone storico, ma ricamando su ogni quadro. Ne esce una specie di oscura e pesante bibbia del male che smuove più la pancia che la testa, l'aria inficiata da un clima fuligginoso. E che però si giova di una "prosa poetica" assai raffinata, che sa fino a che punto tirare la corda. Tuttavia parte piano, si snoda lentamente e finisce troppo in fretta. Sembra la banalità del male della Arendt fatta epica. // Simone Cosimi

TOMMASO CAPOLICCHIO
"Il club delle piccole morti"

127 pp. – 12 € - Dino Audino editore – 2008
Si legge d'un fiato, veloce, coinvolgente. Una bella opera prima per Tommaso Capolicchio, giovane sceneggiatore romano, e "si vede" leggendo le pagine di questo libro. Si vedono i movimenti degli sguardi, le città che avvolgono i personaggi: Roma e Milano su tutte, i cuori che pulsano, i cervelli che sudano emozioni. Un giallo travestito da romanzo introspettivo, che parla di gente comune, di sogni comuni, di vigliaccheria e coraggio, della morte come assioma assoluto ed esclusivo, come le frasi delle canzoni che ti colpiscono di più. Recitano perdenti che rimangono sfigati, cinici sfrontati baciati sempre da una fortuna che non vedono mai, e altri personaggi in cui in un modo o nell'altro ognuno si può rispecchiare. // Elisabetta De Ruvo

MARCO ROSSARI
"Via Paolo Fabbri, 43"

128 pp. – 12 € - No Reply – 2008
Scrivere un libro su Guccini è una delle cose più difficili del mondo. Come evitare di essere seriosi come il modenese, illustrare nei dettagli uno dei suoi dischi fondamentali e nel contempo divertire il lettore? Arduo compito, per questo volumetto che inaugura la collana "Tracks" di No Reply, dedicata alle pietre miliari della musica italiana e non, inserendole nel contesto dell'anno di uscita. Rossari, scrittore di talento, ci riesce benissimo. Al primo impatto il libro sembra un divertissement. Poi ti accorgi della massa di cose che è riuscito a dire, apparentemente cazzeggiando, tra ricordi personali, fantasie autopunitive, scorribande su e giù per l'opera omnia del Guccio. Inusuale e bravo Rossari, utile e prezioso il libro. Chapeau. // Renzo Stefanel

MAURIZIO DE GIOVANNI
"Il senso del dolore - L'inverno del commissario Ricciardi"

256 pp. – 10 € - Fandango Libri – 2007
Qui non s'indaga solo l'assassinio. S'indagano il distacco, la perdita, la sola andata. Non tutti gli investigatori possono questo: ci vuole una Napoli intricata, ci vuole il 1931 - il nono anno, Mussolini dixit - e ci vuole il commissario Ricciardi, con la sua magia. Un potere maledetto - vedere i morti nell'ultimo istante di vita -, che rende la sua vita una sequela di momenti fatali. L'indagine sulla morte di un famoso tenore è lo sbocco per il fiato cattivo della città, per i segreti mal covati di una società, napoletana e non, virilmente castrata sul piano della giustizia. Rimanendo in attesa dei frutti delle prossime stagioni, questo resta un romanzo esemplare, per il genere, e sorprendente, per una narrazione senza sbavature e geometrica fino all'osso. // Stefano Aldeni

PAOLO COGNETTI
"Una cosa piccola che sta per esplodere"

158 pp. – 10 € - Minimum Fax – 2007
L'autore di "Manuale per ragazze di successo" continua il suo percorso attraverso la forma del racconto, confermando la propria abilità nel narrare storie in cui l'universo femminile occupa un posto di primo piano. Se i primi due racconti non mettono bene a fuoco le vicende, rimanendo ad un livello di superficie, ciò non accade in "Tutte le cose che non so di lei", visione romantica di un'adolescenza consumata nel tumulto degli anni Sessanta, e soprattutto ne "La figlia del giocatore", storia di Mina, che cresce in un ambiente difficile e privo d'affetto, riuscendo a colmarne il vuoto grazie alla scrittura. Questi sono racconti sulla mancanza d'affetto e sul brusco passaggio all'adolescenza in un contesto in cui il nucleo familiare ha smesso di esistere. // Sara Loddo



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