Bookit #24: Giugno Rubrica

Prima della pausa estiva non poteva mancare Bookit, la nostra rubrica letteraria. Puntuali, ecco 16 nuove recensioni utili a scegliere che libri mettere in valigia e portarvi in vacanza. A cura di Renzo Stefanel.Prima della pausa estiva non poteva mancare Bookit, la nostra rubrica letteraria. Puntuali, ecco 16 nuove recensioni utili a scegliere che libri mettere in valigia e portarvi in vacanza. A cura di Renzo Stefanel.
18/06/2013 di

Prima della pausa estiva non poteva mancare Bookit, la nostra rubrica letteraria. Puntuali, ecco 16 nuove recensioni utili a scegliere che libri mettere in valigia e portarvi in vacanza. A cura di Renzo Stefanel.

MANUELE FIOR
“L'intervista”
176 pp., 17,50 €, Coconino Press, 2013
Soggetto ardito per il nuovo graphic novel del friulano Manuele Fior, già autore del magnifico "Centomila chilometri al secondo": ambientato nel futuro, questo "L'intervista" segue le vicissitudini di uno psicanalista e di una sua paziente molto speciale. Saranno loro i primi ad accorgersi di alcuni strani segnali, provenienti forse da altri mondi. Ma ancora una volta i segnali più importanti giungono dall'interiorità dei personaggi di Fior, in un ricercato bianco e nero che splendidamente si presta alla volontà dell'autore di nascondere, rivelare, e ancora occultare i conflitti e le risoluzioni presenti nel racconto. Una storia sì ambiziosa e ricca di effetti speciali, ma come nelle prove precedenti sempre capace di grande profondità e all'occorrenza anche essenzialità, e di tratteggiare in un semplice gioco di sguardi o di luci l'intero senso di una vita o due. Ennesima conferma dello straordinario talento di Manuele Fior, tra i migliori graphic novelist della sua generazione, e non solo in Italia. //Silvio Bernardi


RICKY RUSSO
“Per bon, for real”
Nativi Società Cooperativa, 2013
Può farcela an Italianman in New York? Sì, soprattutto se si chiama Ricky Russo, è un ex dj&vj triestino di Radio Koper Capodistria (dove la sua “In orbita” era il corrispettivo nostrano delle “Peel Sessions” della BBC), e se c’è andato, nella Grande Mela, per ritrovare motivazioni e positività. “Per bon, for real” è uno straordinario diario delle avventure di Ricky nei suoi primi tre mesi a New York, nato su Facebook per mantenere i contatti con i tanti amici lasciati in patria e narrato in uno straordinario pastiche linguistico che mischia italiano, inglese e triestino, che già di suo è un formidabile impasto tra veneto, tedesco e sloveno (ma non abbiate paura: è più semplice di quel che pare e le parole più ostiche sono spiegate in nota). Figlio della negatività italiana, al contatto con l’elettrica positività newyorkese Russo finisce per essere un Candide volteriano al contrario, che scopre che quello in cui viveva non era affatto il migliore dei mondi possibile e che esiste un mondo in cui il Bene si manifesta concretamente. Spigliato, vivace, divertente, profondo: non avete una sola scusa valida per non richiederlo all’editrice Nativi, che, purtroppo, lo manda in libreria solo nella Venezia Giulia (scrivete a mi@nativi.la) //Renzo Stefanel


IVANO REBUSTINI
“Antonello Venditti. Ciao uomo”
191 pp., 16,50 €, Arcana, 2013
“Quarant'anni oltre il sipario” promette il sottotitolo e mantiene il saggio. Rebustini sceglie di circumnavigare Venditti, uno che è passato di moda al punto che colpevolmente se ne ricordano assai poco i grandi dischi e le grandi canzoni realizzate nel periodo 1972-1979, e che quindi sarebbe più che bene riscoprire. E lo circumnaviga come farebbe uno spettatore di una statua: gli gira attorno, lo osserva da tutti i punti di vista possibili, apre finestre che neppure ci immaginavamo esistessero, invita il lettore ad approfondire per conto suo gli spunti offerti. Una lettura sempre piacevole e stimolante, che porta alla luce lati poco noti del cantautore romano e lascia incuriositi e pieni di voglia di approfondire la conoscenza di Antonello. //Renzo Stefanel


FRANCESCO BOMMARTINI
“Riserva indipendente. La musica italiana negli anni Zero”
238 pp., 18,50€, Arcana, 2013
Bommartini fa opera meritoria: indagare e scandagliare il mondo della musica indipendente negli anni Zero. Si focalizza su 18 artisti intervistandoli (alcuni, molto importanti, hanno rifiutato; altri, molto importanti, non sono stati presi in considerazione) e dedica capitoletti al mondo che gira intorno alla musica indie. Ne viene fuori un buon ritratto di questo mondo, immedesimandosi nel pubblico di riferimento, con tutti i lati positivi e negativi del caso. Tra questi ultimi, l’assoluta mancanza di considerazione (nel senso che non vengono nemmeno citati) per gli artisti indie italiani che più sono apprezzati all’estero e paradossalmente, ma mica tanto, poco conosciuti in Italia: dai Bloody Beetroots ai Jennifer Gentle la lista è lunga. Ma proprio per questo il libro è la lucida fotografia di una scena che ha finito per costituire un mainstream minore in cui non sempre vengono premiati i migliori. // Renzo Stefanel


MICHELE ANELLI
“Radio Libertà”
144 pp., 14€, Vololibero, 2013
Un libro particolare, questo di Michele Anelli, che parte dedicandosi alla ricostruzione delle vicende di Radio Libertà, un’emittente partigiana piemontese, e, passando per percorsi imprevedibili e pindarici, finisce per parlare delle radio libere degli anni 70 e del combat rock. Nel far questo, intesse e narra microstorie disparate ed interessanti. Con un intento di fondo: dimostrare che la libertà è stata sempre difesa, da una sola parte politica, quella rossa. Errore non nuovo, ma antico (ai tempi della Resistenza la libertà l’hanno difesa tutti, tranne i fascisti) e che ha condotto ai recenti menzogneri revisionismi. Di certo non la mia tazza di tè. Ma è un libro che ha un suo pubblico. Consigliato agli amanti di Cisco, dei MCR e dei Gang. // Renzo Stefanel


LUCA POLLINI
“Musica leggera. Anni di piombo”
160 pp., 12€, Noreply, 2013
Una bella idea, un libretto agile e interessante, che racconta le connessioni tra musica e politica negli anni di piombo. Pollini infila una serie di notizie e osservazioni interessanti, da quella che lega la nascita dei movimenti di contestazione giovanile all’assassinio di Kennedy, a quella che osserva come la capacità di diffusione per via orale delle canzoni politiche negli anni di piombo – fulminea – fosse inversamente proporzionale alla sostenibilità di un intero concerto da parte del cantautore impegnato di turno (mi riferisco a quelli della Linea Rossa, cioè Ivan della Mea, Giovanna Marini, ecc.). Il libro è notevole, anche se infila qualche errore di troppo, riconoscibile solo da chi conosce il periodo ma importante e fondante ai fini del discorso (quali furono i brani di successo di Jannacci, ad esempio) e non arriva fino alla fine degli anni di piombo (1981, sequestro Dozier) evitando quindi di parlare delle nascenti scene punk e new-wave. A ogni modo, consigliato. // Renzo Stefanel


ANNA BISCEGLIE
“Da Caracalla a Villa Pamphilij”
224 pp., 18€, Aereostella, 2013
A Roma, nel 1970 e nel 1972, si svolsero due dei festival rock più importanti dei primi anni 70: Caracalla Pop e Villa Pamphilij, a cui parteciparono tutti i più bei nomi del nascente progressive rock italico, destinato a diventare una delle maggiori realtà internazionali del genere. Anna Bisceglie decide di indagare non solo i festival in questione, ma anche la scena che vi stava dietro, specialmente, com’è ovvio, romana. E lo fa intervistando il maggior numero possibile di protagonisti di quei due raduni e di quel periodo: tra gli altri, membri di Pooh, New Trolls, Banco del Mutuo Soccorso, Goblin. Ne esce fuori un ritratto disordinato, per forza di cose, ma autentico e vivido di un’epoca di profonde speranze e grandi slanci, centrale nella costituzione della via italiana al rock. // Renzo Stefanel


ANTONIO BACCIOCCHI e ALBERTO GALLETTI
“Rock’n’goal”
L’idea era fantastica: unire due delle passioni più divoranti che esistano sulla faccia del pianeta e dimostrare che non siano affatto distanti o inconciliabili. A simile meraviglia, però, segue purtroppo una scalcinata realizzazione: dimenticanze di peso, frasi che a volte definire sgrammaticate è un eufemismo, tanto da far sospettare che per qualche errore sia andata in stampa una prima bozza del volume ancora allo stadio di liberi appunti, ortografia zoppicante proprio sui nomi di artisti e generi musicali famosissimi. I pregi ci sono, comunque: come le interviste a personaggi di peso (Max Cavalera di Sepultura e Soulfly; Peter Hook di Joy Division, New Order e Monaco; Mark Greenway dei Napalm Death) e l’indagine sui rapporti tra calcio, rock e culture giovanili. Spero in una ristampa riveduta e corretta. // Renzo Stefanel


KEN PAISLI
“Axl”
240 pp., 18€, Chinaski, 2013
“Oibò”, direte voi, “che ci fa un autore straniero su Rockit tutta roba italiana?” Tranquilli, nessuna violazione alla regola. Sono straconvinto che Ken Paisli non sia altro che lo pseudonimo di qualche autore italiano, che infatti compila questa interessante biografia in base a materiale reperibile in rete e tramite ufficio stampa. La stessa cosa che potrei fare io dal mio soggiorno di Padova, a dispetto delle mirabolanti avventure pulp narrate nell’introduzione. Ma lo pseudo-Paisli lo sa fare meglio di me, e in base al materiale raccolto compila una interessante e completa biografia del cantante dell’ultima grande band hard-rock che sia comparsa sul pianeta. Un buon investimento per i fans. // Renzo Stefanel


GIANFRANCO BALDAZZI, ROBERTO SERRA
“Lucio Dalla. L’uomo degli specchi”
160 pp., 19€, Minerva, 2013
Gianfranco Baldazzi non è uno qualunque. Da vecchio amico e collaboratore di Dalla (suo, per esempio, il testo di Itaca) è uno dei pochi che davvero tutti i crismi per parlare del cantautore bolognese. E lo fa con competenza e con amore, dedicando parti uguali del suo racconto a ogni fase e ogni disco di Dalla, il che, data la lunga carriera, sposta un po’ troppo il peso del libro sugli ultimi 30 anni di carriera, senz’altro i meno fecondi artisticamente. Baldazzi svela molti retroscena, chiudendo anche in un modo sorprendente la lunga querelle sull’omosessualità di Dalla (volete sapere la verità? Beh, leggetevi il libro…) e non tacendo i lati negativi del carattere del nostro, accentuatisi o venuti a galla dopo il grande successo di inizio anni 80. Una lettura davvero istruttiva e interessante, corredata dalla splendide foto di Serra. Acquisto consigliatissimo. // Renzo Stefanel


PIETRUCCIO MONTALBETTI
“Io e Lucio Battisti”
253 pp., 13,90 €, Salani, 2013
Pietruccio Montalbetti, leader dei Dik Dik, uno dei complessi beat italiani di maggior successo, fu tra i primi amici milanesi di un Lucio Battisti ancora agli inizi. C’era perciò molta attesa per questo uso memoir sugli anni che videro Battisti passare da perfetto sconosciuto a superstar della musica italiana. Attesa, purtroppo parzialmente delusa: da un lato, quello positivo, il libro esprime una verità umana sicuramente autentica e sinceramente vissuta; dall’altro infila una serie di svarioni (tutti facilmente verificabili in pochi secondi googlando) che rendono poco credibili le circostanze in cui si sarebbero svolti gli aneddoti. Il ritrovamento casuale di un nastro contenente una lunga confessione intima fatta da Lucio a Pietruccio e che subito dopo il primo ascolto si aggroviglia così tanto da renderla irrecuperabile è poi francamente assurdo. Il vero c’è, ma condito da tanto finto, voluto o no che sia. Peccato. // Renzo Stefanel


LUCA LOCATI LUCIANI
“Crisco Disco”
308 pp., 20 €, Vololibero, 2013
Un saggio importante sui nessi tra “Disco music & clubbing gay negli anni ’70 e ’80”, pieno di informazioni interessanti, con un’indagine che parte dalla terra natia del genere musicale più positivo di sempre e approda dalle nostre parti scandagliando ogni angolo di penisola e restituendo alla memoria tante microstorie importanti per farsi un’idea del tessuto sociale e musicale del nostro Paese dei due decenni in questione. Tre pecche di rilievo, però: le sgrammaticature (ignorato totalmente il povero congiuntivo, che informa tutti di non essere morto e quindi usabile alla bisogna); la pesantezza dello stile; la contraddizione tra il fatto che si accenna spesso alla scena GLBT, ma si parla solo di gay. Al netto di tutto, però, un libro interessante. // Renzo Stefanel


CLAUDIO GARGANO
“Live! I migliori album «dal vivo» degli anni ’60 e ’70”
267 pp., 18 €, Odoya, 2013
Un interessante saggio che ci invita a riscoprire un’epoca in cui pubblicare un album dal vivo era un must per qualsiasi artista e non costituiva un’equivalente di un greatest hits, ma la testimonianza dell’evoluzione delle sue canzoni nel corso del tempo, giacché le versioni dal vivo risultavano, anche a causa del frequente ricorso all’improvvisazione, assai diverse da quelle a loro tempo immortalate in studio. Il saggio si concentra quindi su psichedelia, rock blues e progressive, trascurando altri artisti pur autori di notevoli live. Ma proprio per questo ci porta a riscoprire e a voler riascoltare dischi e musicisti il cui nome è stato inghiottito dalle spire dell’oblio. Chi ama il classic rock, in particolare, non può perdersi questo volume. // Renzo Stefanel


ROBERTA MAIORANO
“L’uomo che sussurrava al futuro. Lucio Dalla in 100 pagine”
101 pp., 12 €, Aereostella, 2012
Raccontare Lucio Dalla in 100 pagine attraverso la sua sterminata discografia non è facile: il rischio dell’“è meglio Wikipedia” è dietro l’angolo. Maiorano riesce parzialmente nell’intento (d’altronde, 100 pagine sono davvero poche…) e riesce a infilare nel libro alcune informazioni interessanti e altrimenti non reperibili, almeno on line. Certo, piacerebbe leggere più dei primi nove album che dei successivi tredici, ma l’impostazione della collana non permette altrimenti. Diciamo che si tratta di una buona introduzione al mondo del cantautore bolognese. // Renzo Stefanel


EZIO GUAITAMACCHI
“Rockfiles. 500 storie che hanno fatto storia”
558 pp., 19 €, Arcana, 2012
Non una storia del rock, ma quasi. Che procede a flash, divisa in decenni. I più appassionanti, com’è ovvio, risultano i primi tre: Fifties, Sixties & Seventies. Dagli anni 80 ci si sfilaccia un po’, perdendo per strada la scena new wave e concentrandosi eccessivamente su aste, contese giudiziarie, comparsate televisive, aperture di musei e hotel. Ma in fondo la cultura rock è stata totalizzante solo nei primi tre decenni della sua esistenza e quindi forse va bene così. Sempre scorrevole e interessante, il poderoso volume è adatto al grande pubblico non particolarmente esperto di rock. Ma anche l’appassionato può trovarvi qualche spigolatura che non conosceva. // Renzo Stefanel


GIANCARLO ONORATO
“Ex. Semi di musica vivifica”
320 pp., 16 €, Vololibero, 2012
Giancarlo Onorato, non si dovrebbe essere qui a ripeterlo, è stato una delle personalità più importanti della nostra new-wave, anche se la popolarità non ha baciato lui e i suoi Underground Life come avrebbero meritato. Ancora oggi in pista con dischi e progetti notevoli (di recente lo si è visto sul palco con Paolo Benvegnù), decide qui di raccontare la sua vita come un romanzo saggio, denso di episodi, personaggi di cui sono taciuti i nomi se se ne parla male (e sono diversi) e riflessioni importanti. Onorato ci racconta un’epoca ormai favolosa (nel senso di incredibile) per chi non l’ha vissuta e il suo restare sempre fedele a se stesso e alle proprie motivazioni artistiche nonostante il cambiamento dei tempi. Scritto benissimo, fecondo di informazioni e riflessioni, è un libro che consiglio a chiunque si interessi anche solo un pochino di musica e di società italiane. // Renzo Stefanel
 

Tag: Bookit

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