BOOKIT, Appuntamento numero #21 Rubrica

06/04/2012

Appena appena in tempo per consigliarvi i libri da leggere al parco il giorno di pasquetta. Vi proponiano 24 recensioni utili per i vostri acquisti letterari. A cura di Renzo Stefanel.

 

LUCA GRICINELLA
“Rapropos. Il rap racconta la Francia”

173 pp., 13 €, Agenzia X, 2012
Se negli anni Novanta eri un adolescente in fissa per il boom cha, c'erano sogni più a portata di mano rispetto a New York e Los Angeles: Parigi e Marsiglia. La Francia, oggi come ieri, riveste un ruolo fondamentale per l'hip hop europeo. Un suono che brucia come la banlieue, un bacillo che dall'underground infetta il mainstream, un fenomeno popolare ma comunque credibile, vero, cazzuto. Luca Gricinella – giornalista - racconta un paese attraverso il suo rap, con piglio sociologico e la fotta di chi – appunto – ha sempre osservato cosa succedeva in quel paese così vicino all'Italia eppure alle volte così lontano. Si parla di Islam, sessismo, violenza, censura, sobborghi, music biz. Si parla di Francia e si parla di rap. Un libro necessario per approfondire un fenomeno che è riuscito a valicare le barriere, estendendo la propria influenza al di là dei confini culturali e geografici. // Enrico Piazza

CLAUDIO ROCCHETTI
“Dirty Armada”

256 pp., 18 €, Autoprodotto, 2011
Cosa conta di più per diventare un metalhead? La musica o l’immaginario? Claudio Rocchetti non ha dubbi: l’immaginario. In particolare quello carico di mistero e occulti riferimenti incarnato dai loghi delle metal bands. Negli anni Rocchetti ha sviluppato una passione divorante, ai confini con la malattia: collezionare più metal loghi possibile. Ed ecco il risultato, relativo per lo meno alle bands italiane. “Dirty Armada” è un repertorio grafico dei loghi di oscurissimi gruppi metal di tutta la penisola, divisi per regione. Completano il volume, quasi un’indagine sociologica dell’underground metal, due brevi saggi di Ezio Sabbotigh e Marcello Crescenzi, quest’ultimo un’interessantissima analisi delle insospettabili origini grafiche dei loghi metal. Si richiede su http://dirtyarmada.bigcartel.com/ . // Renzo Stefanel

INNOCENZO ALFANO
“Storie di rock”

370 pp., 21 €, Aracne, 2011
Il sottotitolo promette “molte curiosità”, ma non è la solita collezione di déja vù. Alfano va davvero alla ricerca dell’insolito e del dimenticato, sebbene importante. Partendo da un punto di vista che dovrebbe essere scontato, per un saggio rock, ma che spesso non lo è: l’analisi anche musicale della produzione in esame. Niente paura: nulla che non possa essere letto da chiunque, dato che Alfano ha anche il dono della chiarezza. Si fanno scoperte inaspettate, ma Alfano a tratti ha uno dei difetti di Scaruffi: considera il rock solo dal punto di vista, di formazione colta, della composizione e della bravura tecnica. Invece il rock è anche performance sul palco, di natura simile a quella teatrale, celebrazione di un rito mediatico, fenomeno di costume e, un tempo, giovanile, stile di vita, posa (nel senso buono del termine), mitopoiesi. Però in questo libro c’è intelligenza. Molta. // Renzo Stefanel

ANTONIO PUGLIA
Depeche Mode. Touch Faith. Testi commentati

511 pp., 19,50 €, Arcana, 2011
Martin Gore non è Bob Dylan. E nemmeno Morrissey. Lo sappiamo. E lo sa anche Antonio Puglia. Martin Gore è uno che se Vince Clarke non avesse abbandonato i Depeche, nemmeno scriverebbe canzoni, probabilmente. Eppure lo fa. E anche se parla sempre delle stesse tre cose, “amore sesso religione”, lo fa in modo da parlare a tutti noi. Anzi, di tutti noi. Una sola incursione, sincera ma ingenua, nel sociale (l’album “Construction Time Again”), e poi infinite declinazione del dramma del male di vivere: in un mondo fatto di noia trovare il prossimo trucco che per qualche ora ti salvi la vita. Così tra di assenza e disperazione, tra beffe a un Dio che non c’è, c’è alla fine una carica religiosa notevole: lo capì pure il devotissimo Johnny Cash, che prima rifiutò la blasfema “Personal Jesus”, poi, una volta messala a fuoco, la interpretò da par suo. Bravo Puglia a non annoiare mai. // Renzo Stefanel

DONATO ZOPPO
“Prog. Una suite lunga mezzo secolo”

352 pp., 24 €, Arcana, 2011
Oggi, nel mondo ai tempi di Wiki, ci sono tre modi di scrivere di musica: la critica metamusicale alla Reynolds, l’approfondimento microscopico su bio o dischi e la dotta (e non improvvisata) panoramica di genere. Zoppo sceglie questa strada e sforna un libro che è già una pietra miliare per chiunque voglia sia accostarsi al prog sia averne una visione d’insieme, già conoscendolo. Splendida la cavalcata tra dischi e artisti year by year, sempre senza reverenze e agiografia (se un disco è brutto, lo si dice a chiare lettere), ottimi i focus su origini del genere, etichette e locali chiave, scene nazionali dalle solite Italia e Germania fino al Giappone, buoni i capitoli sul prog dal punk ad oggi. Effetti collaterali: possibili infatuazioni per gruppi d’antan. Nel mio caso gli Yes. Nel vostro chissà. Applausi. // Renzo Stefanel

CESARE MONTI MONTALBETTI
“Lucio Battisti e la Numero Uno”

100 pp., 49,90 €, Vololibero, 2011
Ok, è l’ennesima riedizione dello stesso libro, però 1) credete forse di trovare ancora le edizioni precedenti in libreria? Illusi. 2) per l’ennesima volta è cambiato e offre qualche foto differente e qualche spunto in più. Se non l’avete ancora e siete appassionati del rock italiano degli anni 70, procuratevelo. Le copertine e le foto di Monti hanno definito l’immaginario iconico di un’intera stagione del rock italiano. Non solo Battisti e la Numero Uno, a dispetto del/dei titolo/i. Ma anche Rca, Cramps e Ultima Spiaggia. Tutta la scena alternativa dell’epoca o quasi. Peccato per l’alto numero di refusi di questa edizione e anche per le didascalie, in molti casi in odore di errore (anche perché contraddicono precedenti ricordi di Monti stesso). Anyway, il valore del libro sta nell’apparato iconico. Visto il prezzo, però, si poteva fare meglio… // Renzo Stefanel

AUTORI VARI (a cura di Chiara Baffa)
"Cosa volete sentire – Compilation di racconti di cantautori italiani"

144 pp., 10 €, Minimum Fax, 2011
Come leggere un disco, direbbe qualcuno. Perché  la sostanza presente in questo ‘Cosa volete sentire’, mini-antologia di quelli che al netto sono tra i migliori (cant)autori della scena odierna, è molto vicina dall’essere diretta estensione di quella che poi si rivela essere modo di scrivere e di cantare dei nostri. Tredici racconti che sono un po’ come sbirciare da dietro le finestre lungo sogni, incontri, risate e camere d’albergo attraversate. Menzione d’onore su tutti a Letizia Cesarini aka Maria Antonietta e Alessandro Raina, che emozionano e non poco anche a suon di virgole e daccapo. Tra gli altri, un Brunori in vena di sarcasmo enciclopedico, la sadica provincia di Appino e Peppe Voltarelli, le infinite odissee di Rossano Lo Mele (Perturbazione) e Dente. Un libro piacevole e scorrevole, che ha senz’altro la sua forza nella capacità di legare angoli di cielo naturalmente distanti sotto la voce di una sensibilità condivisa. Chapeau. // Marcello Farno

MICHELE MONINA
“10 modi per diventare un mito (e fare un sacco di soldi)”

128 pp., 11,90 €, Laurana, 2012
Dalla collana “Dieci” di Laurana ci si aspettano libri che siano passatempi divertenti. Se fosse estate, direi che un libro da ombrellone. È inverno: il suo utilizzo pensatelo voi. Monina non si discosta dalla sua regola aurea: scrivere libri per chi di solito non li legge (e questo è un merito, sia chiaro). Aneddoti a profusione, ma nessuno davvero sfizioso per chi ne sa un attimo. Però tutta roba con cui l’italiano medio va a nozze. Monina gigioneggia, sacrifica l’esattezza sull’altare della piacevolezza e dell’immediatezza, il che è un suo vecchio vizio, ma in questo contesto funziona alla perfezione. Monina confeziona così un libricino piacevole quanto di poche dichiarate pretese. Insomma, il Fabio Volo della critica musicale. Sconsigliato a chi cerca sostanza, perfetto per passare il tempo in treno, autobus, metrò, sala d’aspetto. // Renzo Stefanel

HOOVER / VOYNO (a cura di Claudia Galal e Tommaso Colliva)
“The New Rockstar Philosophy”

152 pp, 12 €, NdA, 2012
E' come quando vai a far la spesa e, anche se ti mancano solo 4 cose, ti fai la lista ugualmente. Non è per la pigrizia di non accendere il cervello e farti la tua spesa in modo meccanico, lo fai, semplicemente, perchè sarebbe stupido non farlo: il cervello ci mette meno e funziona meglio se ha tutto bello chiaro davanti. Questo libro è una lista della spesa di 150 pagine, scritte in chiaro, senza ironia o supponenza. E vi assicuro che se nell'80% dei casi sbufferete dicendo “figurati se non so una cosa del genere”, non sottovalutate la praticità di leggerle un fila all'altra. (Come la lista della spesa). E poi ci sono cose che proprio non saprete. Tipo: io non immaginavo che ci fossero dei rapper che si sono inventati gli adesivi da attaccare sulle playstation. Per dire... Insomma, Tommaso Colliva e Claudia Galal hanno selezionato e tradotto i post più interessanti del blog americano The Rockstar Philosophy, ne è uscito un manuale che tutti i musicisti dovrebbero tenere nel cruscotto del furgone. // Sandro Giorello

MAURO GURLINO
“Meglio tardi che Mao”
102 pp., 14,90 €, Espress, 2011
Mauro Gurlino, in arte Mao, è stato uno dei migliori musicisti italiani degli anni 90. Rapidissima la sua ascesa, che in soli due dischi (imprescindibili: Sale e Casa) lo porta alle soglie del grande successo e ad essere una presenza fissa in tv. Ma il disco che doveva essere la sua consacrazione, “Black Morette”, nato da una collaborazione con Morgan, incappa nell’innamoramento del Principe di Monza per Asia Argento. E quindi finisce male. Finisce anche la carriera da star di Mao, che a 30 anni suonati deve reinventarsi una vita. La sua storia, tra pseudonimi e alias facilmente riconoscibili, è tutta qui, in questo bel romanzo autobiografico che procede per sketches e flash. Belli anche i disegni di Riccardo Cecchetti, storica firma di Frigidaire, e bello il cd che rivisita alcuni brani della produzione anni 90 e anni Zero dell’autore. // Renzo Stefanel

LORENZO ARABIA
“Ivan Graziani. Viaggi e intemperie”

346 pp., 25 €, Minerva, 2011
Libro imperdibile, che rende giustizia a uno dei grandi (e più sottovalutati) autori della musica italiana, cantore di una provincia disperata e crudele e del suo scontro con una metropoli ancora più disperata e crudele. “Un chiodo arrugginito in una ferita”: ecco l’idea che Graziani aveva della vita. Ottimo libro, ricco di perle preziose e sorprendenti scoperte: tipo che i brani con cui Graziani è giunto al successo nella seconda metà dei 70 erano già stati composti tra 1967 e 1972. Dispiacciono, in tanta preziosità, errori banali che un buon editor avrebbe potuto evitare. Completa questa eccezionale biografia, una pietra miliare per futuri studi su Graziani, un dvd contenente rarità introvabili. Da avere assolutamente. // Renzo Stefanel

MASSIMO PADALINO
“The Beatles. Hey! Hey! Hey! Testi commentati. 1967-1970”

435 pp., 25 €, Arcana, 2011
Seconda parte dell’opus magnum di Padalino dedicato ai Fab Four, anche questo tomo conclusivo percorre i binari già tracciati nel primo: cercare di dire il non detto, attualizzando la materia (eh eh) per i giovanissimi accostatisi al culto liverpooliano in seguito al film Across the universe e ai videogiochi di chitarre. Il gioco non riesce sempre benissimo, in quanto il secondo periodo dei Beatles è anche quello in cui i testi acquistano grande spessore, a volte vertiginosamente, per cui si vorrebbe più puntualità, più aderenza al dato e anche più aneddotica. Più che un libro, questo è un gioco circense, condotto in fondo con un certo gusto caposseliano, in cui Padalino mostra di avere il talento per esordire nella narrativa. Staremo a vedere. // Renzo Stefanel

MIKY MARROCCO
“Glory Days”

118 pp., 12 €, Il mio libro, 201
Seconda prova letteraria per Miky Marrocco dei Controluce, che mi pare più a suo agio nel passo breve del racconto che in quello lungo del romanzo. Cinque racconti di mistero, che negli anni 60 sarebbero stati definiti “ai confini della realtà”, come una famosa serie televisiva. “La porta verde” è notevole, quasi già una sceneggiatura da tradurre in telefilm. “Un buon risveglio” incrocia a modo suo Buzzati e Simenon, “L’altare” Ammanniti e Nove. Meno riuscito “Il professionista”,  ricco di tensione, invece, “Glory Days”, racconto eponimo. Marrocco sta trovando la sua strada e non si capisce perché debba pubblicare a proprie spese per ilmiolibro.it: con quello che si legge in giro… A ogni modo, è proprio lì che potete comprarlo. Da tenere d’occhio. // Renzo Stefanel

FRANCESCO TARGHETTA
“ Perciò veniamo bene nelle fotografie”

248 pp - 19,90 € - Isbn Edizioni - 2012
Come un'eterna marcia funebre, priva di liberazione o vie di fuga, l'esordio letterario di Francesco Targhetta conduce negli angoli più bui dell'esistenza. Con un ritmo cadenzato, dettato dalla forma poetica assunta dal romanzo, l'autore fotografa una generazione immobile e senza speranza: quella dei trentenni di oggi, figli delle Big Babol al gusto uva, delle Fiesta ubriacanti, del “Drive In, Domenica In e della Ruota malefica della Fortuna”. Una generazione precaria, che ha appena superato il confine tra l'Università e la fine delle illusioni, con un lavoro al Brico o al call center, una casa in condivisione tra le vie multietniche di Padova e un amore che - quando c'è - è quasi sempre incompiuto. Fra un pezzo che somiglia a I can't escape myself dei Sound, una citazione di Morrissey e un disco degli Wire, Targhetta usa sapientemente le parole per raccontare il disagio: “Tu però stai malissimo comunque,/ e a immaginare dove staresti bene/ ti viene in mente un concerto/ di una band shoegaze, dove tutti/ si guardano le scarpe tenendo/ le mani in tasca e i bagni hanno luci/ fluorescenti per aiutare a trovarsi/ le vene, il che non ti consola”. // Sara Loddo

RICCARDO STORTI
“Professore e gentiluomo. Roberto Vecchioni in 100 pagine”

101 pp., 12 €, Aereostella, 2011
Vecchioni ha vinto il festival di Sanremo 2011 e si cerca di capitalizzare, chiamando un esperto del prog, ma appassionato do’ Professore, a compilare un breve viatico alla produzione dell’autore di “Luci a San Siro”. Storti fa il suo lavoro, compilando quella che è in pratica una veloce panoramica di recensioni. Che ha un pregio e un difetto. Il pregio è che non è in nessun modo agiografica, pomposa o celebrativa: a Storti piace Vecchioni, ma non esita a stroncare alcuni album davvero pessimi del Professore, tipo Ippopotami, il che è simbolo di onestà intellettuale. Il difetto sta nel manico: che senso hanno 100 pagine di recensioni dei dischi di Vecchioni nel 2011? Voglio dire, su Wikipedia si trova molto di più: controllate. Commercialmente non la trovo una mossa azzeccata. Buone cose. // Renzo Stefanel

SIMONE MARCUZZI
“10 italiani che hanno conquistato il mondo”
138 pp., 11,90 €, Laurana, 2011
Dopo il bel romanzo “Vorrei star fermo mentre il mondo va” (Mondadori, 2010), Marcuzzi si concede un piccolo divertissement per la collana “Dieci” di Laurana. E riesce a infilare qualche perla in un libro il cui argomento, come si evince dal titolo, è tra i più spinosi e difficili da affrontare. I dieci racconti del volume non celebrano pomposamente le italiche magnifiche sorti e progressive, ma restano per fortuna nel mood privato e intimistico della scrittura dell’autore pordenonese. Ognuno di essi è incentrato su un personaggio che diventa occasione di una madeleine proustiana con cui reimpossessarsi di un frammento della propria vita. Libro carino, senza pretese, scritto, più che altro, con la speranza che “raccontare quel poco che brilla fluendo davanti ai nostri occhi ci aiuti a immaginare, sotto tanta ghiaia, quanta acqua possa scorrere”. // Renzo Stefanel

CLAUDO BERNIERI
“Non sparate sul cantautore”

300 pp., 23,50 €, Vololibero, 2011
Anche la disastrata critica musicale italiana ha prodotto i suoi capolavori: come questo. Ben venga quindi questa ristampa da parte di Vololibero di un testo ormai introvabile: saggio-inchiesta prodotto da un giornalista d’assalto un paio d’anni dopo il fattaccio della contestazione a De Gregori al Palalido di Milano (1976), testo citatissimo ma che quasi nessuno ha letto, è il frutto di una serie di interviste condotte a tradimento (senza prendere appunti e col registratore nascosto) ai maggiori cantautori e personaggi tanto del mainstream che dell’area alternativa e politicizzata dell’epoca. Quasi presago della fine di un’era, Bernieri produce un mosaico praticamente completo di un mondo che stava per finire e dei prodromi di quello che stava per arrivare. Ricco di gustosi aneddoti e di sorprendenti rivelazioni, Questo è un libro intelligente e stimolante. Da avere a tutti i costi. // Renzo Stefanel

VINCENZO OLIVA
“Help!”

350 pp., 18 €, Gremese, 2011
“Tutte le canzoni e gli album che i Beatles hanno realizzato con altri musicisti (1961-2011)” promette il sottotitolo. Il libro mantiene le promesse. C’è tutto. Ma proprio tutto. Anche nelle collaborazioni si intravedono le diverse personalità dei Fab Four: poche per lo schivo e scontroso John; moltissime e a tutto campo per il disponibile Paul, sperimentatore incallito capace di passare dall’hard rock alla più melensa canzone d’amore, dalla classica all’elettronica e alla musica per balletto come se nulla fosse; moltissime anche quelle di George, molte delle quali insospettabilmente orientate al blues; e tante e versatili quelle di Ringo, con una preferenza per il lato bizzarro della musica. Fra i tanti aneddoti, Tristissima la storia dei Badfinger. Davvero triste, non per modo di dire. Nel complesso, libro superlativo. // Renzo Stefanel

VINCENZO INCENZO
“La canzone in cui viviamo”

302 pp., 12 €, Noreply, 2011
Un libro imperdibile per capire l’evoluzione della canzone italiana dalla fine dell’800 ai giorni nostri. Attraverso 101 schede l’autore, uno che della e nella canzone ci vive, avendo scritto testi, negli anni, per Renato Zero, Antonello Venditti, Sergio Endrigo, Premiata Forneria Marconi  Franco Califano, Patty Pravo, Ornella Vanoni e Lucio Dalla, sa il fatto suo, anche dal punto di vista tecnico. Incenzo analizza con grande sensibilità e intelligenza 101 canzoni simbolo, spiegandoci perché questo o quell’autore è importante. E lo fa senza mai dimenticare che quella della canzone è parola musicata, non scritta e basta. Entrano nel libro anche Csi e Subsonica, anche se il loro retroterra musicale è più ostico per Incenzo. Grande libro, criminalmente funestato da un numero enorme di refusi. Ma gli editor di oggi hanno la licenza elementare? Comunque da avere. // Renzo Stefanel

NICOLA ARTUSO
“Te lucis”

192 pp., 10 €, Il prato, 2011
Terzo capitolo di una pentalogia autobiografica, “Te lucis” ha in comune con i volumi precedenti il tema del viaggio: che si presentava sotto forma di pellegrinaggio a Santiago di Compostela fatto da laici per trovare se stessi e vincere i propri fantasmi interiori ne “Il passo perfetto”, viaggio tra droghe e deliri mentali, inseguendo fantasmi di complotti legati a messaggi criptati dei Pink Floyd in “Mádhar”, ed ora come vacanza in autostop su e giù per l’Italia 1981 di un quindicenne alla ricerca dell’amicizia vera, dell’illuminazione tramite le droghe, del vero se stesso e di quello che vuole fare nella vita. Un romanzo che si fa leggere con piacere e ha in sé quel tanto di picaresco che ne farebbe un’ottima base per una sceneggiatura cinematografica. Artuso, anche in una prova minore, si conferma autore da tenere d’occhio: prima o poi qualcuno se ne accorgerà. // Renzo Stefanel

EMILIANO COLASANTI
“Un mondo del tutto differente – La storia di Wow e dei Verdena”

188 pp – 18 € – Arcana 2012
ATTENZIONE: questa non è una biografia dei Verdena e nemmeno uno di quei libri con tutti i testi commentati! Sgombrare il campo dai fraintendimenti è necessario, in quanto il libro di Emiliano Colasanti sceglie programmaticamente di concentrarsi solo sull’ultimo mastodontico lavoro della band, “Wow” e sul vero e proprio travaglio (durato pressoché 3 anni) che l’ha portato alla luce. Aneddoti, curiosità, immagini con gli appunti di Alberto, i disegni di Luca, abbozzi di testi e la vera e propria storia di ogni singolo brano. Un viaggio affascinante in uno dei dischi più importanti degli ultimi anni e nel cuore di una band che è sempre più una felice anomalia nel panorama musicale italiano: passione sovrumana per la musica (e per il suono) unita a un’attitudine che fa della reclusione in provincia la propria forza propulsiva. // Nicola Bonardi

RICCARDO BERTONCELLI
“1965-1966. La nascita del nuovo rock”

288 pp., 19,50 €, Giunti, 2011
Ricomincio da tre. Forte del successo ottenuto con “Sgt. Pepper. La vera storia” (2007), ancora in classifica tra i primi cento libri di musica più venduti mentre scrivo in questa fine marzo e con “1969. Storia di un favoloso anno rock da Abbey Road a Woodstock” (2009), Bertoncelli, la penna più elegante delle critica rock italiana, scrittore a tutto tondo, si inventa da par suo la collana “Gli anni d’oro del rock”, che comprende i titoli precedenti. La formula è sempre la stessa: eventi, dischi, artisti salienti l’anno in questione, splendide foto, narrazione di mitologie, tra fatti noti e meno noti, ma sempre affascinanti. Collaborano Franco Zanetti (documentatissimo il saggio sui due anni vissuti pericolosamente dai Beatles) e Cesare Rizzi, che tratta le origini garage rock del beat italico. Un ottimo punto di partenza: per saperne, per saperne di più e per sognare sogni rock della più bell’acqua. // Renzo Stefanel

DANIELE COLUZZI
“Rock in Progress. Promuovere, distribuire, far conoscere la vostra musica”

264 pp., 12 €, Effequ, 2011
Suoni? La Bibbia. Questo libro per te è la Bibbia. Il crollo dell’industria musicale tutta, la digitalizzazione, la possibilità maggiore di autoprodursi un disco, anche grazie a piccoli studi di registrazione casalinghi, bandcamp, ecc. non ti hanno semplificato la vita: te l’hanno complicata. Oggi è incredibilmente più difficile emergere e farsi notare, fosse solo perché a proporvi siete in milioni, là fuori. Sempre più difficile trovare chi fa schifo davvero. Di conseguenza sempre più difficile notare chi è bravo davvero. Tu volevi solo suonare e al massimo farti qualche tipo/a: e oggi, invece, a differenza di ieri, devi diventare imprenditore di te stesso, esperto massmediologo, p.r. e sarcazzo cos’altro ancora. Non ce la puoi fare. Quindi comprati questo libro e imparatelo a memoria. C’è tutto quello che devi fare e come farlo. Poi non dire che non te l’avevo detto. // Renzo Stefanel

ANTONIO (TONY FACE) BACCIOCCHI
“Gil Scott-Heron. The Bluesologist”

96 pp., 10 €, Vololibero, 2012
Credo che questo sia il primo libro che in Italia viene dedicato a Gli Scott-Heron, “padre del rap”, “Bob Dylan nero”, poeta che esordisce con un disco di spoken words e poi passa alla musica suonata e cantata, talvolta rappando, più spesso cantando. E cantando a tutti e per tutti, dall’alto di uno stile capace di essere ora lirico, ora caustico e sapido. L’ascesa e la caduta di quest’uomo che nella vita ha voluto provare sulla propria pelle quello di cui cantava, morendo a soli 62 anni, è raccontata dal mod Antonio Bacciocchi in uno stile, però, troppo asciutto e scolastico. La fortuna è che in italiano non si trova molto neppure sul web e, quindi, chi è interessato non può evitare di rivolgersi qui. Troverà di chi sfamarsi. // Renzo Stefanel

Tag: Bookit

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