BOOKIT: Appuntamento numero #23 Rubrica

BOOKIT di Natale, torna la rubrica letteraria di RockitBOOKIT di Natale, torna la rubrica letteraria di Rockit
23/12/2012

Se ancora vi manca qualche regalo, se volete farvi un regalo da soli o se vi servono dei titoli per sostituire la trilogia di Cinquanta sfumature di grigio che qualche sciagurato vi regalerà il giorno di Natale. Per voi, ecco il bookit natalizio, a cura di Renzo Stefanel.

 

THE LUNATICS
Pink Floyd. Storie e segreti.
256 pp., 22 €, Giunti, 2012
Cosa fanno cinque collezionisti italiani di rarità dei Pink Floyd tutti insieme? Ovvio, si chiamano The Lunatics (chiaro il riferimento a Brain Damage, traccia conclusiva di The Dark Side Of The Moon) e scrivono un libro che snocciola e svela storie e segreti del quartetto di Cambridge, come da sottotitolo. E così, ecco la verità sulla copertina di A Saucerful Of Secrets col suo coacervo di immagini alchemiche e fumettistiche; un’intervista inedita a Jenny Spires, una delle morose di Syd Barrett; retroscena e genesi di Atom Heart Mother, The Dark Side Of The Moon, Wish You Were Here e Animals; i primi tour italiani del gruppo (1968 e 1971); la ricostruzione delle suites, mai registrate, The Man e The Journey, nonché dell’album perduto Zabriskie Point, colonna sonora dell’omonimo film di Michelangelo Antonioni; e mille altre storie. Consigliatissimo. // Renzo Stefanel

 

MARCO MAGNONE
Off. In viaggio nelle città fantasma del Nordovest
160 pp., 9,90 €, Espress, 2012
Chi pensasse che le città fantasma sono prerogativa del selvaggio West, avrà da ricredersi. Ci sono anche da noi e il West, in un certo senso, c’entra, giacché Magnone ci prende per mano e ci conduce cauto attraverso luoghi insoliti del Nord-Ovest d’Italia (Liguria, Piemonte, Lombardia). Non solo antichi borghi montanari (nei quali, peraltro, si fanno scoperte sorprendenti, come la presenza a Carrega Ligure di un centro di meditazione internazionale fondato da un’amica indiana di Gandhi), ma anche ruderi del boom economico che la natura ha deciso di riprendersi (Consonno, vicino ad Erba) o di cui ha voluto impedire la compiuta realizzazione (Pian Gelassa) scatenando le sue forze. Scritto a metà tra diario, romanzo e insolita guida turistica, spiace solo nei rari punti in cui Magnone dà la parola a membri dell’associazionismo (orrido il loro linguaggio para-burocratese). Un regalo che vi regalerà inconsuete scampagnate. // Renzo Stefanel

 

MARCO CIRIELLO
Il vangelo a benzina
115 pp., 15 €, Bompiani, 2012
Un commissario di polizia con nostalgie fasciste e più di là che di qua, un famoso attore porno che decide di abbandonare le luci della ribalta e per dimettersi non trova di meglio che strangolare il suo produttore camorrista, sei nigeriani ammazzati in una lavanderia, la tigre di un boss investita in mezzo alla strada. In mezzo cazzi, fighe, culi, sfacimme, sangue, friarelli e pallottole, un ex-concorrente del Grande Fratello e una prostituta-stregona, sullo sfondo di una Castelvolturno che così caotica era davvero dura da immaginare. Un noir sardonico e sboccatissimo, tra fumettone mozzafiato e Pulp Fiction alla mozzarella di bufala, con dialoghi serrati in dialetto e una carrellata di personaggi, uno più marcio dell'altro, tanto espressionista quanto azzeccata. Per usare le parole di Tarantino in apertura: «Non è che uno va a un concerto dei Metallica e chiede a quegli stronzi di abbassare il volume». // Silvio Bernardi

 

WALTER PAGLIERO
Barbonia City
80 pp., 10 €, Vololibero, 2012
Mentre negli Usa la Sumemr of Love debuttava col trionfo del Monterey Pop Festival, fortemente voluto da Donovan, Paul McCartney, Mick Jagger, Smokey Robinson e Brian Wilson, che accadeva in Italia? I poveri hippies nostrani si accampavano in un terreno regolarmente affittato e pagato in via Ripamonti a Milano: tende, ragazzi e ragazze, scappati da casa, che trovavano finalmente un posto dove vivere (le alternative, prima, erano il metrò o la sede iperaffollata di “Mondo Beat”, la loro rivista, in via Monte Nero). Niente musica. Silenzio. Come reagì il Paese ufficiale? Titoli indignati dei giornali, che battezzarono Barbonia City il campo, madri che cercano di riprendersi i figli, intervento della polizia, arresti e dosi massicce di DDT sparse sul terreno. Libretto agile, che rievoca, anche se non esaustivamente, un episodio chiave della storia sociale italiana. Dopo Barbonia City saranno le comuni, da un lato, e il 68 e la lotta armata, dall’altro. // Renzo Stefanel

 

GIULIANO PAVONE
13 sotto il lenzuolo
216 pp., 16 €, Marsilio, 2012
Difficile ripetersi dopo L’eroe dei due mari, romanzo d’esordio capace di leggere attraverso la metafora del calcio d’oggi l’Italia intera. Sebbene minore, però, questo 13 sotto il lenzuolo non si fa disprezzare. Pavone, giornalista sportivo d’origine tarantina, parte sempre dai suoi feticci (il calcio, stavolta nella versione 1982 post-Mundial, e Taranto, stavolta nelle vesti del piccolo paesino di Sprusciano) e ve ne aggiunge un altro: l’Italietta ruspante delle commedie sexy di serie B. Tutte metafore dell’Italia, ma stavolta il messaggio pare essere meno graffiante del precedente e sembra dire che si può essere un po’ guasconi, ma senza rinunciare ad essere un po’ onesti. Mah. Riuscito a metà, ma godibile e molto cinematografico, come da ispirazione e come il romanzo precedente. // Renzo Stefanel

 

ANTONIO OLEARI – RENZO STEFANEL
Storia di un minuto. Il primo disco di PFM
127 pp., 16 €, Aereostella, 2012
“Come nasce una band? Cosa la spinge a cambiare nome, vestiti, strumenti per provare a fare cose nuove, forse mai sentite? Come si diventa il primo gruppo di rock italiano a piazzare un disco in cima alle classifiche di vendita?”. A queste domande Oleari e Stefanel rispondono raccontando, affidandosi quasi sempre alla voce dei protagonisti ma lasciando trasparire vero coinvolgimento, la storia di due anni che fra incontri, abbandoni, idee, rifiuti e vittorie, concerti e apparizioni più o meno travagliate in tv, strumenti rivoluzionari e nuove visioni, portano al concepimento e alla nascita di un album che, piaccia o meno, è una pietra miliare della musica italiana. E, raccontando la storia di una band e di un disco, finisce per allargare lo sguardo e raccontare in modo vivido anche un ambiente, un movimento, un genere e un momento storico. // Letizia Bognanni

 

Franco Zanetti
Il libro bianco dei Beatles
420 pp., 19, 90 €, Giunti, 2012
Si può scrivere un libro rivolto a tutti gli appassionati di classic rock quanto dei pazzi, insaziabili divoratori di ogni minuzia riguardi i Beatles? Sì, e questo importante volume di Franco Zanetti, summa di almeno 100 pubblicazioni straniere, confrontate, emendate e corrette, ne è la prova. Tutte le notizie collegate alle canzoni incise in proprio dai Fab Four sono qui raccolte brano per brano, partendo dai dati e dalle modalità di registrazione (quanto mai pregnanti in questo caso), agli aneddoti legati alla loro composizione e, in qualche significativo caso, alla loro diffusione. Scoprire che non è Norvegian Wood il primo brano dei Beatles in cui si ascolta il sitar fa specie. Così come sapere che David Crosby in qualche modo è legato a She Came In Through The Bathroom Window. O che Blackbird forse non è dedicata a Linda Eastman, con cui il bel Paul già usciva. Regalone natalizio, figurone assicurato. // Renzo Stefanel

 

Fabio Zuffanti
O casta musica
174 pp., 12 €, Vololibero, 2012
Uno dei libri più discussi e controversi dell’anno, sulla situazione della musica italiana. Zuffanti, musicista progressive dalle tante collaborazioni, un giorno si rompe le scatole di non poter fare quel passetto in più che sente di meritare: cioè di avere la possibilità di far passare la propria musica su radio e tv, in modo che il grande pubblico possa decidere se gli piace o no. E così prima scrive una lettera ai giornali, poi ne trae questo pamphlet, che dice quello che molti pensano, e cioè che se fai certa musica (tante certe musiche) le porte sono automaticamente chiuse. Il guaio è l’uso del termine “casta”, che fa pensare a un gruppo di persone arroccate consapevolmente in difesa dei propri interessi. A parte questo, Zuffanti si scaglia contro diffuse mentalità italiane che nuocciono alla musica tutta. E anche se non tiene conto di alcune importanti variabili, ha il merito di smuovere le acque. // Renzo Stefanel

 

GUIDO VITIELLO
I turbamenti di un giovane bibliomane
192 pp., 12 €, Cult Editore, 2012
Chi ha detto che nerd sono unicamente i fissati di computer? Esistono anche quelli appassionati di libri, e non sono meno agguerriti: si chiamano "bibliomani", e nascono molto prima dei loro colleghi digitali. In queste pagine Guido Vitiello, giovane giornalista di Internazionale e chitarrista di una tribute band dei Dire Straits (lo perdoniamo), stende una esilarante lista di consigli di vita a chi come lui è affetto da bibliomania acuta: si scopre così che non è assolutamente vero che "più libri" equivale a "più liberi", che il De vinculis di Giordano Bruno può (a vostro rischio e pericolo...) essere utilizzato per rimorchiare, che il “secolo breve” appartiene, con buona pace di Eric Hobsbawm, prima di tutto a Jeeg Robot d’Acciaio. Il tutto in uno stile frizzante, che fa sedere vicini Homer Simpson e Cornelio Agrippa, Renè Girard e Renato Zero alla festa delle medie di Tapparella di Elio e Le Storie Tese. Lettura consigliata ai fan di “The big bang theory”. // Silvio Bernardi 

 

Pierfrancesco Pacoda
Riviera Club Culture
144 pp., 12 €, NdA Press, 2012
Cosa ha dato l’Italia al rock mondiale? Il suo prog anni 70, amatissimo nel mondo ancora oggi, e l’italo disco negli 80, direte voi. Giusto, ma incompleto. Anche la club culture. Che, come ricostruisce Pacoda, non nasce in Usa né a Ibiza, ma sulla riviera romagnola (compresa l’appendice marchigiana della Baia degli Angeli). Un libro stringato, ma che apre uno scrigno nascosto di tesori, visioni, esperimenti ed esperienze che hanno fatto scuola in tutto il mondo. Baia degli Angeli, Aleph, Slego, Rockhudson’s, Cellophane, Lady Godiva, Cocoricò, Morphine, Insomnia, Lilì Marlene, Byblos: qui nascono afro, discoteca rock, commerciale, afterhours, si sperimentano nuove politiche sulla droga e contaminazioni culturali inaudite. Pacoda ha compiuto un’opera meritevolissima, tanto più se si considera la scarsità impressionante di materiale d’archivio. Premiatelo e premiatevi comprandovi e regalando questo appassionante saggio. // Renzo Stefanel

 

Patrizia De Rossi
Gianna Nannini. Fiore di ninfea.
189 pp., 16 €, Arcana, 2012
Gianna Nannini, anche se secondo me è andata all’aceto parecchi anni fa, rappresenta comunque uno snodo capitale nella storia del rock italiano e del ruolo femminile nel mondo della musica nostrano. Giusto quindi dedicarle un libro, ma, per carità, non questo. De Rossi promette un’analisi sfaccettata della rocker e non una sua biografia, ma non ci dà né l’una né l’altra: infila errori a ripetizioni, ricicla le stesse pagine due volte nel libro, non ci dice nulla di più di un comunicato stampa di quelli che accompagnano le uscite dei dischi e, non paga di tanto scempio, ci delizia con un capitoletto dedicato al suo modo di vestirsi di una profondità degna di un giornalucolo per donnette. Avete una persona cara cui piace la Nannini? Non regalatele questo libro: porreste delle serie nubi sul vostro rapporto. Alla larga! // Renzo Stefanel

 

Tag: Bookit

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