Bookit #28, i libri a tema musica da regalare a Natale

Il Grillo Editore - Il Grillo Editore -
11/12/2014 di

E giusto in tempo per i regali di Natale, ecco una nuova puntata di Bookit. Torna la nostra rubrica letteraria per guidare i vostri acquisti in libreria. A cura di Renzo Stefanel.

 

RICCARDO BERTONCELLI
1967, intorno al Sgt. Pepper
Giunti, 2014, pp. 256, 22 €
Il quarto volume delle benemerita collana “Gli anni d’oro del rock”, scritto da Riccardo Bertoncelli con la collaborazione dei fidi Cesare Rizzi, Franco Zanetti e Federico Guglielmi torna sul luogo del delitto, ovvero il 1967, già parzialmente trattato in “Sgt. Pepper. La vera storia”. Un annus mirabilis che non è stato solo il capolavoro dei Beatles, ma l’anno di svolta del rock, in cui si gettano i semi dei mille fiori che sbocceranno negli anni successivi, con strascichi che arriveranno fino alla new wave. C’è spazio anche per un po’ di Italia, con gli esordi di De André e dei Nomadi e l’intervista conclusiva a Guccini di Bertoncelli. Alle meraviglie del contenuto si sommano quelle dello stile: pur nella varietà dei modi di raccontare il libro si legge sempre che è un piacere, con il timore reverenziale e il sentimento del sacro che si provano quando ci si accosta ai miti di fondazione. Compratene due copie: una per voi, l’altra da regalare per Natale. // Renzo Stefanel

ELISA RUSSO
Uomini
Odoya, 2014, 462 pp., 22 €
Rievocazione puntuale, puntigliosa e però appassionante delle vicende dei Ritmo Tribale, prima, durante e dopo l’esistenza della band, “Uomini” è un lavoro che tocca l’eccellenza, degno della miglior pubblicistica musicale straniera. Come nel genere benemerito e ormai praticato largamente nei Paesi anglosassoni della “storia orale”, Russo lascia il campo quasi totalmente alle dirette testimonianze dei protagonisti, da lei abilmente montate, come in un film, per costruire un discorso che fila benissimo e si segue senza sforzo alcuno, anche da parte di chi, come il sottoscritto, i Ritmo Tribale non li ha mai seguiti perché non gli hanno mai detto granché. Una storia rock fatta e finita, senza fronzoli e (auto)censure, come mai scritta in Italia su artisti italiani, sempre pronti alla querela che costringe a tenere nei cassetti e a sussurrare nelle serate alcoliche gli aneddoti più piccanti o maudit. Tutto ben fatto, esauriente, appassionante. Consigliatissimo a chiunque ami il rock. Libro dell’anno. // Renzo Stefanel

I Ritmo tribale

(I Ritmo tribale)

SIMONE MARCUZZI
Dove si va da qui
Fandango, 2014, 318 pp., 16,50 €
L’Italia di oggi su due piani: quello della ricaduta dei grandi eventi nel quotidiano delle persone e quello della difficoltà delle relazioni affettive odierne. Friuli, 2008: Nadia e Gabriele convivono ormai da 12 anni. Lei veterinaria in una clinica privata, lui manager della Technopower, azienda metalmeccanica per cui ha scelto di lavorare, dopo un’esperienza in Ungheria, nel natio Friuli, rifiutando un allettante incarico a Shangai. Arriva la crisi, economica ed affettiva. Ritratto un mondo che crolla, quello edificato dal neoliberismo, e che ha la pretesa di riedificarsi sulle stesse fondamenta. “Dove si va da qui”, senza punto di domanda, è titolo che descrive perfettamente la tendenza all’inazione per smarrimento. La direzione da prendere per uscire da un mondo fallimentare in cui al centro stanno produzione e prodotto, ancora e sempre, sta in un senso di comunità, solidarietà, progettualità che grazie al cielo evita brillantemente ogni banalità terzomondista. // Renzo Stefanel

PAOLO GIOVANAZZI
Il libro nero dei Rolling Stones
Giunti, 2014, 384 pp., 19,90 €
Un’utilissima guida a tutte le canzoni registrate dalla band inglese. Tutt'altro che arido, il volume si muove tra ricostruzione filologica di location e contributi musicali e aneddotistica di vario genere sempre collegata al brano di volta in volta oggetto di trattazione. Ovviamente lo spazio maggiore è dedicato al periodo d'oro (1963-1972) e a quello della prima decadenza, argentea e piena di allure, capace di presentare ancora violenti colpi di coda (1973-1983). Man mano che ci si avvicina al presente e tanto più gli Stones acquisiscono lo status di rispettate divinità di una civiltà estinta, quanto più i loro nuovi brani perdono significatività. Ma è il destino dei venerandi maestri: sono tali per quello che hanno fatto da giovani promesse e perfino da soliti stronzi. Ma ormai celebrano se stessi, giustamente e dando a noi fans ciò che vogliamo. Per tutti questi motivi e per l'eccellenza del lavoro, che offre chicche come quelle dell'unico brano interamente composto da Brian Jones, "Il libro nero dei Rolling Stones" non mancherà di santificare le nostre feste. Come le loro sataniche maestà richiedono. // Renzo Stefanel

SIMONE LENZI
Mali Minori
Laterza, 2014, 133 pp., € 14,00
Il filo che lega tra loro i racconti di Mali minori è ricercato e geniale: si tratta, infatti, di episodi occorsi ai diversi protagonisti in giovane età, che segnano irrimediabilmente la futura vita. Nulla di sadico eh, ma un puzzle di situazioni nelle quali una parte di noi si può riconoscere, ridendo delle storie o riflettendo sulle ferite ancora vive. Il frontman dei Virginiana Miller ne seleziona una discreta quantità tra i racconti ai quali ha prestato orecchio nella sua vita, riportandoceli con un piglio narrativo brillante e vivace, elegantemente distante, e mettendosi nei panni dei piccoli che devono fare i conti con il mondo dei grandi, governato da criteri a loro estranei, quali praticità, convenzioni sociali e scelte “a fin di bene”. Lettura gustosa, agile e piacevole, nella quale fa capolino anche il Nostro - con i propri “mali minori” - in un paio di camei. // Elisa Orlandotti

(Enzo Jannacci)

SANDRO PATÉ
Peccato l'argomento. Biografia a più voci di Enzo Jannacci.
Log, 2014, 182 pp., 14, 90 €
Diviso in capitoli dedicati ognuno a un lato del prisma Jannacci (“Le canzonette”, “Gli esordi”, “Ricordi di cabaret”, “La comicità”, “Dove vanno le canzoni”), “Peccato l'argomento” si rivela libro ottimo. Si scoprono evidenze importanti: l'inscindibilità dell'esperienza musicale da quella cabarettistica, che andrà considerata in qualunque prossimo lavoro critico che sia serio; la contiguità del modo di comporre e creare di Jannacci a quello di Dario Fo, di Bianciardi, con quella critica radicale alla società dei consumi, e di Calvino, data la tematica, centrale, dell'uomo a metà. Jannacci rivela che i personaggi da lui descritti, in brani fondamentali come “El purtava i scarp de tennis”, “Ti te se no”, “Bobo Merenda”, erano ispirati ai barboni che popolavano Milano 40 anni prima, ai tempi della Prima guerra mondiale. Un particolare non da poco: lo sguardo sul passato permetteva a Jannacci di cogliere meglio dinamiche del presente, distanziandolo, in modo da poterlo osservare in modo quasi scientifico, anamnestico. Un libro da non perdere per gli amanti della musica italiana d'autore. Senz'altro una delle migliori uscite dell'anno. // Renzo Stefanel

DIEGO CARMIGNANI
Daft Punk. Musica robotica
Gargoyle, 2014, 144 pp., 14,90 €
La carriera dei Daft Punk raccontata da molteplici punti di vista, giocando sull’esibita impersonalità della band, con pochi precedenti nella storia del rock: il ruolo di icone contemporanee, potenzialmente atemporali e ormai inserite a pieno titolo nel vippume internazionale; racconti, pareri, emozioni dei collaboratori; due imponenti analisi di videografia e discografia. Un ritratto non banale dei Daft Punk, anche se a tratti, nel capitolo “Icone”, ecco un linguaggio troppo semiologico, quindi da specialisti e poco comprensibile ai fans. Ma è un attimo: per il resto tutto si snoda e si dipana in modo accattivante e avvicente, quasi che ogni nuova produzione dei Daft Punk sia il nuovo capitolo della loro conquista del mondo. Anche se da questo lato, a volte, si sente odore di agiografia, cioè di vita dei santi, senza un’ombra di critica al duo francese, sempre perfetto e semmai incompreso dal pubblico nel mezzo passo falso di “Human After All”, sono sicuro che i fans della band non percepiranno questo come un limite, ma semmai come un pregio. // Renzo Stefanel

BIACCHESSI DANIELE
Giovanni e Nori. Una storia di amore e di resistenza
Laterza, 2014, pp. 175, € 16,00
È il libro che i professori avrebbero dovuto farci leggere esattamente là dove terminavano il programma scolastico, tronco e monco, proprio allo scoppio della seconda guerra mondiale, come se il durante e il dopo di quel periodo, complesso e faticoso per la nostra Italia, non appartenessero alla Storia e non avessero lasciato nella società di oggi conseguenze. Giovanni e Nori, dunque, colma questa lacuna, raccontando l’amore tra due partigiani - in rari paragrafi - e la resistenza - in dettagliati capitoli – con testimonianze e documenti in grado di riportarci, vividi, i pensieri, le situazioni e le emozioni. Se dobbiamo trovare un difetto a questo volume è quello di essere eccessivamente documentaristico, dilungandosi in particolari di azioni o in elenchi di nomi – ma ogni caduto meritava la citazione! – e rendendo così, a tratti, difficile la lettura. // Elisa Orlandotti

GIANLUCA MEIS
#Rettore. Magnifico delirio
Vololibero, 2014, 134 pp., 15 €
Opera di devozione di un fan, ha il merito di riepilogare la carriera di Rettore e di riportare l'attenzione su di lei, ma manca l'occasione di avviare tanto un discorso critico quanto di approfondirne la biografia non in cerca di vano gossip (che poi, chissà perché, nei libri rock esteri è sempre presente, ma in quelli italiani è peccato mortale), ma nel senso della ricostruzione di un ambiente, di un'epoca, dei rapporti con colleghi e discografici, delle lavorazioni dei dischi, della creazione delle canzoni. Tutto affidato alle impressioni e ai ricordi d'infanzia dell'autore: un po' poco. Quando arriva al grande appuntamento dell'intervista con Rettore in persona, Meis spreca le sue carte, terrorizzato dal cadere nel solito gossip, e conduce quasi tutto il colloquio sul commento di vari aggettivi che descriverebbero la diva. Peccato: una serie di occasioni perdute che neanche il Balotelli dei mondiali. Piacevole, ma sufficienza scarsa. // Renzo Stefanel

(Morgan)

FEDERICO SCOPPIO
Morgan
Gargoyle, 2014, 165 pp., 18 €
Un'impresa (quasi) impossibile: un meraviglioso equilibrio tra amore per l'artista Morgan e onestà intellettuale, che non nasconde le ombre della carriera e della vita dell'ex leader dei Bluvertigo, ma neppure si accanisce impietosamente su un artista che, obbiettivamente, ha dato tanto alla musica italiana, non fosse altro che in termini di impatto mediatico che ha portato almeno la percezione di una musica “altra” in molte orecchie. Scoppio non nasconde il declino di un musicista da cui ci si aspettava molto e che ormai campa della sua popolarità televisiva senza che ciò si traduca in un effettivo innalzamento del gusto medio italiano in fatto di musica. Sarebbe stato da approfondire, magari, il ruolo non esattamente positivo giocato nella deriva umana, artistica e chimica di Morgan dalla ex consorte Asia Argento: ma qui il rischio di querele era altissimo, per cui si perdona a Scoppio. Consigliato caldamente ai fans più recenti, ma anche sufficientemente smaliziati da non aspettarsi solo oro, incenso e mirra da una biografia sul loro beniamino. // Renzo Stefanel

Tag: Bookit

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