Casino Royale - Brancaleone - Roma Live report, 17/03/2007

12/04/2007 di

(I Casino Royale dal vivo - Foto di Lorenzo Barassi)

I Casino Royale hanno suonato a Roma insieme a Howie B - prodottuttore, tra l'altro, del loro ultimo "Reale" (V2, 2006). Il Brancaleone è colmo di gente, loro si divertono, si rilassano, scherzano con il pubblico, si prendono in giro. Propongono i "classici" e i nuovi pezzi, hanno classe, sono professionisti. E' una festa. Sara Loddo - schiacciata tra i tanti - racconta.



A mezzanotte e mezza sono in fila all’ingresso del Brancaleone. È un po’ tardi, considerando che il concerto doveva iniziare alle undici. Temo di essere arrivata fino a qui inutilmente e di essermi persa un gruppo che mi sarebbe piaciuto vedere già tanti anni fa. Quando arrivo nella sala buia in cui si tengono i concerti, invece, il gruppo ha appena iniziato a suonare. Quasi non ci credo. All’interno soltanto il palco è illuminato. Ipnotizza. Ti costringe a concentrare lo sguardo nella sua direzione, mentre cerchi di avvicinarti il più possibile con lo scopo di avere la visuale abbastanza libera - perché, come accade ad ogni concerto, c’è sempre qualcuno troppo alto davanti a te. L’ascolto semicieco dura appena una canzone; guadagno presto una posizione migliore, difficilmente auspicabile considerando la calca. Sono un po’ stordita e mi sembra di essere stata catapultata in un altro tempo. Difficile resistere al ritmo, soprattutto quando i Casino Royale attaccano con pezzi come “Anno Zero” o “Sempre più vicino”: è un fluttuare di corpi, un ondeggiare regolare, una somma di voci che si fondono con quella di Alioscia, che interpreta il suo ruolo con scioltezza. In fondo sono dei professionisti: i vecchi e i nuovi. Competenti, divertenti e, a quanto sembra, divertiti. Scherzano e si prendono in giro, ad esempio quando ironicamente si scusano per l’essere costretti a riesumare molti pezzi vecchi oppire quando attribuiscono un testo particolarmente affettato agli Zero Assoluto o all’autore degli oroscopi di un famoso periodico. Ma più che le battute ciò che appaga il pubblico sono i tanti pezzi conosciuti. “The future”, “Ogni singolo giorno”. Tutto reso molto più funk, più dub.

Si balla sempre, anche per canzoni più raccolte come “Cose difficili” o “Ora solo io ora” piuttosto che per le nuove “Prova” e “Easy tranquillo”. Nessuno protesta, né manifesta contrarietà. È proprio una festa. Il gruppo non tralascia nulla, men che meno l’ultimo singolo, il maestoso “Royale sound”. Poi escono.

Realizzo che non hanno fatto “Crx”, anche se già mi ero resa conto, visto che l’aspettavo. Ancora non è detta comunque, manca il bis. Attendiamo, all’inizio in tranquillità, poi, visto che il gruppo si ostina ad aspettare i richiami, si inizia ad applaudire e fischiare. Finalmente tornano e, come avevo sperato, ecco “Crx”. Grazie. Adesso posso dire di essere davvero soddisfatta. Altre due canzoni e il concerto finisce. È il turno di Howie B. Ora.



Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati