Federico Fiumani - Brindando Coi Demoni Outtakes

16/01/2008

(Federico Fiumani - Foto da internet)

Lo scorso luglio è uscito "Brindando Coi Demoni" (Coniglio Editore) la biografia dove Federico Fiumani racconta la sua vita e quella dei suoi Diaframma. Poco tempo fa sono arrivati alla nostra redazione una serie di foglietti scarabocchiati a mano con sopra idee, aneddoti e pensieri in ordine sparso scritti da Fiumani in preparazione al libro ma poi non pubblicati. In esclusiva assoluta Rockit ve li proponiamo.



Pirelli (Boss dell'Ira Records) intorno al 1986 prese a pronunciare una frase sinistra, alquanto ricorrente: "Mischiare i Cure con Paolo Conte". La diceva con una sorta di compiacimento, come se avesse avuto un'illuminazione. A me suonava veramente male, sentivo odore di mistificazione, di fregatura. Che cazzo c'entrano?

Come dire: torta al cioccolato con sugo di cinghiale.

Quando nel '94 uscirono i primi due prodotti Mescal, La Crus e Massimo Volume, cominciò in Italia ad affermarsi un nuovo genere: il rock d'autore. In realtà questo termine era già stato usato 5 anni prima per definire il mio ep "Gennaio".

A me quei due gruppi non piacevano affatto. Preferivo senz'altro i Massimo Volume cha almeno nella loro infinita tristezza mi comunicavano simpatia mentre i La Crus li ho sempre associati a una terribile martellata sui coglioni.

Ultimi sms con la Vale (di ieri): lei "Ho letto la recensione di Donne mie su Rockit, che botta di vita!" io "Niente di paragonabile alle tue serate col Gerry" lei "Quali serate? Quelle che evito continuamente?" io "Vaffanculo te, il Gerry e tutti gli altri".

Mentre ci scambiavamo questi deliziosi sms avviene un fatto incredibile: avevo visto una ragazza seduta al bar della libreria Melbookstore che mi era piaciuta. Stavo all'uscita della libreria a mandare gli sms quando l'ho vista uscire, ho tentato un imbrocco e le ho detto "Scusa…!" ma lei non si è voltata al che ho lasciato perdere e ho continuato a messaggiare con la Vale.

Poi mi sono incamminato e, per scrivere l'ultimo messaggio, mi sono fermato in una piazzetta. E lì c'era lei, la tipa della libreria, che mi guardava e aspettava un mio approccio, credo. Ma io ho rinunciato, orgoglioso di non imbarcarmi in una storiella e poi non ero sicuro fosse lei, quella seduta al bar mi sembrava avesse scarpe diverse.

Questa estate, prima del concerto a Rock Rhodes di Sondrio, andai a pisciare in un campo nelle vicinanze. Accanto a me c'erano altri che pisciavano, sentivo nel buio la potenza del loro getto mentre a me usciva un filo di urina silenzioso e mi vergognai.

Era a causa dei ripetuti rapporti anali non protetti che creano problemi alla prostata, infiammandola e ingrossandola rendendo così la minzione difficoltosa. Da quando ho fatto la cura e messo il catetere invece adesso piscio che è una bellezza, come un ragazzino.

Sono molto felice di questo e spero che resti a lungo così.

Vorrei pubblicare un disco abbastanza presto con molti pezzi ispirati alla mia storia con la Vale. Questa storia di merda dovrà pure rendermi qualcosa!

Io pubblico dischi per uscire da una situazione di stress emotivo. "Donne mie" l'ho fatto per uscire dall'impasse in cui ero caduto per la delusione con Francesca una ragazza di Lecce. Del resto è l'eros che muove il mondo!

La Vale non lo prendeva in bocca perché diceva che le faceva venire il mal di gola e siccome era una cantante non poteva rischiare. E io allora, che le leccavo il buco del culo e le infilavo la lingua dentro per interminabili minuti, che non facevo il cantante, io?

Il fonico che registrò "In perfetta solitudine" si chiamava Piero Bravin. Era un tipo strano, enigmatico. Era un fonico di alto livello, aveva lavorato con Battisti, De Andrè, Fossati. Si era stabilito a Empoli dove si era fidanzato con una soubrettina ecuadoregna di vent'anni mentre lui ne aveva una cinquantina. Per stare con lei aveva abbandonato moglie e due figli che stavano a Milano. La moglie però lo cercava e gli aveva sguinzagliato i carabinieri. La registrazione del mio disco ne soffrì perché lui doveva stare attento a non venire beccato, aveva amici che lo avvertivano se i carabinieri erano nelle vicinanze dello studio e lui scappava, lasciando le registrazioni a metà. In più il proprietario dello studio aveva fatto operazioni finanziarie sbagliate e stava fallendo.

Un giorno vennero i finanzieri mentre stavamo mixando con Bravin e cominciarono a requisire le apparecchiature, a portar via tutto. Bravin continuava a mixare e chiedeva al finanziere: "Scusi, per cortesia, mi lascia quell'equalizzatore ancora per un'ora che mi serve?"
Una situazione decisamente di merda!

Poi la soubrettina ecuadoregna trovò lavoro a Italia 1 a Milano e mollò un po' ingenerosamente Bravin che piombò in uno stato di crisi di cui non conosco i dettagli. Lo ritrovai a Milano nel '93 per registrare una cover di Fossati al Cave Digital. Era tornato con la moglie.

La musica è più forte della droga. Complessi drogatissimi avevano un feeling favoloso! Forse perché la droga è un fatto individuale, il suo effetto è dentro di te mentre la musica puoi comunicarla agli altri.



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