Una giornata tipo al SXSW: il report di Bruno Belissimo

Bruno Belissimo insieme a Wrongonyou, Joan Thiele e Christaux al SXSWBruno Belissimo insieme a Wrongonyou, Joan Thiele e Christaux al SXSW
26/03/2018 di Bruno Belissimo

L'ultima edizione del SXSW, il celebre festival che si svolge ad Austin, Texas, si è conclusa pochi giorni fa. Quest'anno gli artisti italiani presenti alla manifestazione erano tanti, e tra loro c'era anche Bruno Belissimo, che ci racconta in questo report una giornata tipo al South By Southwest.

Augurerei a ogni musicista di poter andare almeno una volta nella vita al SXSW. È un’esperienza credo difficilmente paragonabile ad altre situazioni di tour in cui un artista può incappare, sia per la location che è Austin, la capitale del Texas e di conseguenza tutto il fascino esotico che questa cosa può suscitare, sia per la modalità in cui il festival si svolge ovvero una massiva quantità di concerti, feste, conferenze che si sovrappongono a tutte le ore, tutti giorni, per due settimane. La sensazione che si prova è ambivalente: la pura esaltazione data dalla voglia di vedere il maggior numero di cose possibili e lo sconcerto di realizzare di aver perso già 10 live super solo decidendo in che locale dirigersi. Poco male, ci si beve un margarita, ci si imbuca al party di Vevo… In questo report ho deciso di non concentrarmi esclusivamente sulla musica (poi dicono che noi musicisti siamo monotematici) ma più sull’aspetto vacanziero della cosa, cercando di ricostruire con poche foto low res una giornata tipo al SXSW, ovvero un gigantesco freak show che si districa nelle vie centrali di una ridente cittadina americana non lontana dal confine col Messico.

Travelers keep Austin weird

Ho visto moltissimi adesivi, poster e cartelloni con questa frase. Credo non sia semplicissimo mantenere lo status di città giovane e culturalmente molto viva che Austin si è guadagnata nel corso degli anni in uno stato, il Texas, certamente non famoso per le sue idee progressiste. “Travelers keep Austin weird” credo sia un bel modo per rivendicare la voglia di aprirsi alle novità per arricchirsi culturalmente e io, da newcomer in una nuova città, non ho potuto che interpretarlo come un segno di buon auspicio.

Io vestito di stracci sulla 6th street

Il clima è ottimo e non c’è bisogno di coprire le mie amate camicette con inutili cappotti: viva Mexico e la tequila.

I pasti

Ecco, questo importantissimo tema avrebbe bisogno di essere argomentato molto più ampiamente ma poiché devo essere conciso in questo articolo mi limito a dire che è stato un grande susseguirsi di scoperte culinarie, nel bene e nel male e anche nel malissimo. Lungi da me l’essere il classico lamentone italico che al secondo pranzo non consumato alle 12 spaccate senza pastasciutta urla alla crisi. Inoltre a causa della mia altra nazionalità mi porto sulle spalle l’heritage della routine, che non è certo “fine dining”! Ma devo ammettere che bisogna essere pronti a tutto quando si è alla ricerca di un piatto. Il mio personale highlight è stato questo pane sourdough con mac and cheese e bacon, realizzato da una donnona che occupava tutto il povero food-track con la sua perizia da chef. L’ho mangiato per tre giorni di seguito, poi al quarto l’ho dovuta tradire per delle cubane che friggevano tutto.

 Camminata digestiva e chi incontri? Il lupo mannaro che suona il violino ovviamente...

...Oppure Batman che cerca parcheggio.

 

In questo video che ho girato con una vecchia camera VHS scaricata dall’app store volevo cercare di mostrarvi cosa significa camminare sulla 6th Street.

Lui ho dovuto metterlo nel report perché è veramente mostruoso, poi con questo filtro sembra proprio “Non aprite quella porta”.

A un certo punto dovrò anche suonare no? Fondamentalmente sono a Austin per quello, non dimentichiamolo... Questa è stata la festa in barca sul fiume Colorado organizzata da BPM Concerti e WWNBB! È stato davvero stupendo, gran momento di felicità collettiva e cerveza “Negra Modelo” a fiumi vista downtown. Che stile!

I miei compagni di viaggio

Devo dire che questa settimana a Austin non sarebbe stata cosi indimenticabile senza dei compagni di viaggio davvero incredibili. Joan Thiele, Christaux, Wrongonyou, Mario Conte, i Weird Bloom, Yellow Traffic Light, Marco Caldera e i ragazzi di BPM Concerti, Samuele, Nur e Chiara di Italia Music Export, Fabrizio Cammarata, più altre band e persone che causa lo schedule un po' diverso non sono riuscito a vedere spesso... Devo dire che oltre ad essere tutti dei musicisti di talento sono anche dei bravissimi comici, commensali e in genere dei gran cazzoni (si può dire in tivù?) con i quali è molto facile divertirsi. Spero avremo tutti carriere molto lunghe cosi da poter rivivere la stessa magica esperienza anche da vecchi in altri festival come a Salsomaggiore o Abano Terme.

Il sistema di housing del SXSW è geniale: far ospitare gli artisti internazionali da locals che ricevono in cambio i pass per i concerti. Io sono finito in casa di Ashley e Krissy che mi han fatto sentire a casa e che quando mi han portato fuori casa era per andare a feste top (una era di un attore famoso ma io i millennials non li conosco). Questa foto è stata fatta il giorno della partenza che era St.Patrick’s Day: per questo motivo avevamo le parrucche, non era sempre così.

Tag: report

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