31 agosto, San Brunori e la fine di un'estate strana

Un'estate senza ballo, con i concerti seduti e il divieto di divertirsi, con le storie d'amore estive e il sospetto del covid. Dario Brunori è il Santo protettore degli amori che nascono anche in questa stagione assurda, che sembra presa da una delle sue canzoni

Il protettore degli amori che nascono e delle estati che muoiono
Il protettore degli amori che nascono e delle estati che muoiono

È dal 2017 che i fan di Brunori Sas hanno aggiunto una nuova festività al calendario, di quelle da onorare soprattutto online: il 31 agosto è San Brunori, protettore degli amori che nascono e delle estati che muoiono, proprio come canta il Vate in Guardia '82; la canzone sulla bella nostalgia contenuta nell'esordio del cantautore di Cosenza, quel Vol. 1 che nel 2009 rivoluzionò la canzone d'autore italiana, vinse il Premio Ciampi e si fece conoscere i tutta la penisola, isole comprese, per il suo personaggio fuori da ogni tempo, a metà fra il nerd sfigato dei film americani e il Modugno dandy coi baffetti fuori moda. La moda la lancerà lui e di lì a poco gli hipster gli cloneranno l'aspetto, che lascerà a volentieri a loro negli anni successivi.

Dario Brunori in questa estate di concerti seduti e stadi di calcio zeppi di gente ammassata è mancato tanto. Sono mancate le sue canzoni contro la paura, perché di paura ce n'è stata tanta e non si è ancora dissolta rendendoci tutti, chi più chi meno, dei poveri Cristi buoni per diventare soggetti di una sua canzone. Come Paolo che vuole una donna da portare in giro con la Panda, come Rosa che si sposa ma non con quel disgraziato che l'ama da morire. Come Kurt Cobain o Marilyn, ingannati dalle apparenze e dai piedistalli.

La pandemia ha picchiato duro da renderci tutti come i protagonisti della canzone Il pugile, che Vol. 1 l'apriva e ci faceva commuovere all'istante per quello scambio di persona così palese, per cui la vita continuava a prenderci a pugni e calci ma noi non eravamo né pugili né Super Santos, più probabilmente fiori da curare. Poi è arrivata l'estate e abbiamo provato a lasciarci le tribolazioni dietro le spalle, ma ogni concerto contingentato con la misura della temperatura, il seggiolino numerato e l'obbligo di posarci il culo, l'esibizione del Green Pass senza ricevere una qualche possibilità di mobilità gioiosa all'interno della piazza, ci ha ricordato che avevamo solo messo i pensieri in pausa e che sarebbero ritornati una volta finita l'estate.

Un'estate che di storie d'amore sotto l'ombrellone ne ha viste nascere e morire quante ve ne pare, ma che ha reso anche più macchinosa la conoscenza, sempre per quel sospetto tipico dell'era covid secondo cui ogni persona nuova è un'opportunità ma anche un potenziale vettore virale, quindi i limoni al tramonto perdono una buona percentuale d'entusiasmo se poi bisogna chiedere al partner la sua situazione vaccinale e i suoi spostamenti dell'ultima settimana.

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Insomma, non è stata l'estate del disimpegno, perché già i ragazzini devono destreggiarsi tra nuove politiche scolastiche in presenza o meno, tra vaccini e genitori no vax, tra la paura e la voglia di fare l'amore e il coprifuoco. Devono confrontarsi con la fine dell'innocenza e con le responsabilità. Questi ragazzini a cui hanno impedito di ballare, lasciando chiuse le discoteche tutta l'estate e che si sono sfogati dandosi appuntamenti in giro per menarsi, a cui tutti hanno imposto regole e divieti senza pensare alla loro salute mentale, di adolescenti e giovani adulti desiderosi di innamorarsi e vivere liberamente, come tutti quelli che li hanno preceduti.

L'emergenza sanitaria, che dopo due anni a chiamarla emergenza pare un po' grottesco, ha tolto tanto a tante persone ed è una cosa seria, da non prendere sotto gamba. Lo sappiamo e lo sa anche chi si ostina a trovare complotti o a formare milizie miscredenti. La storia di quel texano capo della protesta contro le mascherine che è morto di covid in questi giorni potrebbe essere il testo di una canzone di Brunori, e a tutti quelli come lui basterebbe far sentire La verità per farli vaccinare al primo slot disponibile.

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Allora ci sta, solo per oggi, di rifugiarsi nella storia di un amore estivo inseguito per anni e anni di vacanza nel solito posto e finalmente consumato, come in un film di Virzì o di un Vanzina illuminato, e nascondere i pensieri sotto l'ultimo castello di sabbia dell'estate che muore e dell'autunno che avanza, pieno di timori e di speranze.
Buon San Brunori a tutti!

 

Guardia '82

La spiaggia di Guardia rovente
Era piena di gente
Si parlava di sport
Di Pertini e Bearzot
Io ignaro di questo, ignaro di tutto
Fabbricavo castelli di sabbia
Con paletta e secchiello
Ed in testa un cappello
E lei, stava senza mutande
Ma io non la guardavo neanche
M'infilavo i braccioli e poi dritto nel mare
Non sapevo neanche cosa fosse l'Amore.

Dieci anni più tardi la vidi, vicino a un falò
E bruciava la carne e bruciavano canne
Io stavo seduto da solo a suonar la chitarra
A cantare canzoni, a cercare attenzioni
Ma lei non mi guardava neanche
Ed io facevo finta di niente
Ingollavo Peroni e iniziavo ad urlare
Delle pene che solo ti sa dare l'amore
Sulla spiaggia lattine anni '80
Quando il mare s'incazza e riporta
Ricordi che avevi
Coperto di sabbia
Palloni arancioni sgonfiati
Fare "ciao" ad un treno che passa
E guardare nel cielo
La scia di un aereo
E lei, sempre senza mutande
Ed io che non capivo neanche
E scavavo la sabbia cercando tesori
E vedevo la vita soltanto a colori
E poi, di colpo fra le sue braccia
Noi due, stretti sotto la doccia
La paura e la voglia
Di fare l'amore
Il 31 d'Agosto
C'è una storia che nasce
E un'estate che muore...

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L'articolo 31 agosto, San Brunori e la fine di un'estate strana di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 2021-08-31 09:51:00

Tag: opinione

COMMENTI (1)

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  • mario.miano.39 18 g Rispondi

    Tra "bruciare la carne e le canne" e poi 10 anni dopo "E chi se ne frega di Jung o di Freud, Non siamo dei santi, dai, sbagliamo anche noi" ne è passata di letteratura... ovvero una delle frasi più poetiche che neanche Leopardi o Montale avrebbero potuto. No, decisamente non ci manca proprio neanche un millesimo!