La Crus - Buddha Cafè - Orzinuovi (BS) Live report, 16/03/2001

28/03/2001 di Christian Verzeletti



Buddha Cafè, Orzinuovi, Brescia: cala il sipario e i La Crus salgono sul palco avvolti dall'aura rarefatta di "Crocevia", ultimo lavoro di studio. Si comincia con "Ricordare" ed è subito chiara la direzione che prenderà il concerto: "Ricordare ricordare è come un po' morire / tu adesso lo sai / perché tutto ritorna anche se non vuoi". Il gruppo anche dal vivo prosegue la sua missione di recupero della canzone italiana fondendo essenzialmente i suoni di un campionatore con quelli di una chitarra classica (Cesare Malfatti) e della tromba (Alessandro Milanesi).

La scaletta continua a pescare a piene mani tra cover di varie estrazione: la malinconica "Estate", resa drammatica dalla voce di Giovannardi, e "Tutto fa un po' male" confermano il suono del terzetto milanese orientato sempre più verso ritmi dance. "Il vino" riaccende le nostalgie dei vecchi fans e tutto il pubblico si lascia a poco a poco abbracciare dalla teatralità di Giò fino ad accompagnarlo in coro al momento del ritornello.

"Un giorno dopo l'altro" (Tenco), "Via con me" (Conte), "E penso a te" (Battisti) e "Pensiero stupendo" (Fossati) rileggono senza paura e con un sound personale epoche storiche della canzone italiana, anche se l'obiettivo non sembra venir pienamente centrato: alla lunga il percorso di recupero dà la sensazione di un corso d'aggiornamento accelerato.

"Insieme mai" riempie invece il Buddha di brividi, la voce di Giò si cala perfettamente negli intricati labirinti d'amore dei "non si deve non si può / io non posso tu non puoi" e la tromba di Milanesi aumenta l'intensità della sofferenza. "Dentro me" prosegue sulla stessa strada illuminata da una luce crepuscolare che è quella che più riesce ad ispirare la vena dei La Crus. La stessa malinconia pervade anche "Angela" e "Naviganti" che apre la seconda parte del concerto, dedicata alla memoria personale del gruppo.

"Soltanto amore", "Correre", "Qui vicino a te", "Un giorno in più", "Le cose di ogni giorno", "L'uomo che non hai" tornano a far muovere il pubblico con echi degli U2 di "Pop" e dei Portishead. Si ha il sentore di essere verso la fine del viaggio, sul palco rimane solo il terzetto Giovannardi / Malfatti / Milanesi: una serie di "sscchh" chiede silenzio e crea l'atmosfera giusta per una toccante versione de "L'illogica allegria" di Gaber. Il cerchio si chiude con "Ricordare", ripetuta come monito finale e motto del gruppo.

Rimangono aperte le domande sollevate dal nuovo sound, ma non poteva che essere così trovandosi davanti a un "Crocevia".



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