Baustelle - Buddha - Orzinuovi (BS), Live report, 03/05/2008

06/05/2008 di

(Francesco Bianconi - Foto da internet)

Continua il tour di presentazione di “Amen”, l’ultimo album dei Baustelle. Francesco Bianconi e soci tornano al Buddha di Orzinuovi dopo otto anni: formazione rinnovata, maggiore sicurezza sul palco e canzoni che suonano a dovere. Da Montepulciano alla bassa bresciana: è “provincia cronica”. Marco Villa racconta.



Aprono The Trainers, da Brescia. Giovani, precisi, compatti ed efficaci, il cantante che gioca con il pubblico e tiene benissimo il palco. Clonassero meno i Rakes, sarebbero più che interessanti.

I Baustelle attaccano con “Antropophagus”, forse il pezzo migliore dell’ultimo lavoro. La gente apprezza, applaude e canta. L’impressione è eccellente: sulle fondamenta gettate dal terzetto Brasini-Carnevale-Manzan (ovvero chitarra-batteria-chitarra/violino), le due voci fanno il loro dovere. Finalmente i Baustelle sono un gruppo anche dal vivo: la testimonianza più evidente è la coda di “Baudelaire”, tirata, pesante ed impeccabile. Si chiude la prima parte del concerto: ripreso quasi per intero “Amen”, qualcosa da “La malavita”, più “La canzone del parco” dal primo disco. La prima volta che li ho visti dal vivo era a pochi chilometri da qui, a Crema, epoca “Moda del lento”. È proprio l’unico pezzo ripreso da quell’album a dare l’idea dell’atteggiamento del gruppo verso i dischi che furono. Bianconi aggiunge alla coda della “Canzone di Alain Delon” una serie di azioni al tempo imperfetto, che prolungano ed esaltano la distanza emotiva e temporale nei confronti di quanto narrato. I suoi “scopavo, bevevo, ridevo, come ero bello” suonano come tanti piccoli saluti ad un periodo musicale che ai Baustelle sembrerebbe non interessare più. Dopo la transizione malavitosa, “Amen” pare essere il lapidario punto e a capo nella carriera del gruppo. Si archivia il passato e si va oltre. Ecco spiegato il perché di un medley “Gomma” – “La canzone del riformatorio”, che tronca due inni e appare poco più che un contentino per le rade manciate di appassionati della prima ora che vi si sgolano sopra.

È il tour di “Amen”, del resto. Ed è il tour che consegna una band in perfetta forma, capace di superare ciò che fino a questo momento era un punto debole ben più grande ed esposto del proverbiale tallone. I Baustelle dimostrano inoltre di essere in grado di parlare ad un pubblico ampio e variegato, che annovera quindicenni, indie incravattati, famigliole al completo, Charlie quarantenni e qualche orfano coraggioso che alza timidamente il pugno su “Il liberismo ha i giorni contati”. E questa eterogeneità di ricezione, raggiunta senza aver giocato al ribasso con la propria musica, è un’altra pesante conquista dei Baustelle.



Commenti (8)

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  • Marco Villa 07/05/2008 ore 13:57 @quid

    non è un animale da palcoscenico (e forse non lo sarà mai), ma senz'altro non appare più fuori luogo come nei tour precedenti. è migliorato tantissimo, come la resa generale del live.

  • mx 07/05/2008 ore 14:56 @mx

    Io li ho visti qualche settimana fa al new age di roncade.
    A livello di attitudine la resa live è molto migliorata rispetto al precedente tour. Diciamo che il loro tallone d'achille rimane la voce di bianconi non tanto per le stonature quanto per il fatto che "spara" poco (in termini di volume). A roncade il fonico ha risolto la questione abbassando drasticamente gli strumenti e si è persa un po' di botta.
    Resta il fatto che hanno le migliori canzoni pop d'italia e quindi uno spettacolo lo fanno sempre.



    (Messaggio editato da mx il 07/05/2008 14:56:26)

  • CDF 08/05/2008 ore 11:10 @cdfproduzioni

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  • SovietStudio 09/05/2008 ore 21:15 @sovietstudio

    Sono d'accordo.Amen è un buon album,ma"Susidiario Illustrato della givinezza"per contro è perfetto.
    Comunque un gruppo che adoro.

  • Gringoise 12/05/2008 ore 15:09 @gringoise

    Visti sabato in piazza liberty in pieno pomeriggio per il telefilm festival.
    Sono stati grandissimi come al solito, non potevano non aprire se non con "colombo".
    Allucinante il pubblico: una quantità di zarro-fihetti che solo piazza duomo al sabato può offrire... ma avranno capito il testo de "il liberismo ha i giorni contati" e de "i provinciali" secondo voi? :]:]:]

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